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Cronaca | 04 marzo 2019, 15:15

Carrù, cane trovato morto in un cortile: la LIDA annuncia battaglia

Due volontari hanno rinvenuto l'animale nelle vicinanze di un'abitazione di campagna, all'interno di una gabbia "piena di escrementi" e "senza una cuccia, acqua e cibo", "legato per una zampina alla recinzione". Il sodalizio si riserva di sporgere denuncia e attende l'esito dell'esame autoptico

Carrù, cane trovato morto in un cortile: la LIDA annuncia battaglia

Civiltà, questa sconosciuta. Al pari del rispetto e del decoro, calpestati quotidianamente dalla società in cui viviamo, senza minimamente preoccuparsi di chi ci troviamo di fronte. Uomini, donne e bambini: non c'è scampo per nessuno. Neppure per gli animali.

L'ha imparato sulla propria pelle, purtroppo, il cane deceduto a Carrù nel mese di gennaio (ma la vicenda è emersa soltanto nelle ultime ore) e sulla cui morte aleggia più d'un interrogativo, tanto che nelle prossime settimane potrebbero emergere nuovi dettagli.

I fatti: durante un'uscita finalizzata alla divulgazione di informazioni sui microchip per i quattrozampe, due volontari della sezione di Carrù, Mondovì e Ceva della LIDA si sono trovati di fronte a uno scenario che, se da un lato commuove, dall'altro alimenta il desiderio di giustizia.

"Mai avremmo immaginato di trovarti lì - hanno commentato i due rappresentanti della LIDA -, in quella lurida gabbia, piena di escrementi, senza una cuccia, acqua e cibo, legato per una zampina alla recinzione in modo che non potessi muoverti. Sei morto solo, in un gennaio freddo: solo, e noi ti abbiamo guardato e non sapevamo cosa dire. Provavamo solo un grande dolore nel pensare che sei morto solo, nel freddo, senza una mano che ti accarezzasse nel tuo ultimo viaggio e ci siamo chiesti il perché di tutto ciò. Ci siamo guardati e siamo morti con te"

"Ora - proseguono - vogliamo giustizia per te, povera creatura: non meritavi una morte così crudele e cattiva. Faremo di tutto affinché tu non sia dimenticato, anche se non sappiamo nemmeno il tuo nome. Perché tu sei amore, esattamente quello che sapevi dare, ma non ti hanno voluto".

Sul proprio profilo Facebook, la LIDA di Carrù, Mondovì e Ceva ha pubblicato l'immagine dell'animale esanime, accompagnata da un post che, di fatto, svela le prossime mosse del sodalizio: "Questo è ciò che resta di un cane - si legge -, rinvenuto da due volontari durante un passaggio per invitare le famiglie ad apporre i microchip. In attesa di esito autoptico, ci riserviamo di sporgere denuncia".

L'autopsia potrebbe dissipare molti dubbi e, soprattutto, chiarire in maniera definitiva le cause (o le concause, dal momento che, vista la situazione descritta dai volontari, potrebbero coesistere più fattori che hanno portato al decesso dell'animale) di una morte che nulla ha a che spartire con la parola "dignità".

Alessandro Nidi

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