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Coldiretti Cuneo | 07 marzo 2019, 17:16

Coldiretti: cade il segreto di Stato sull’origine del cibo straniero, passo avanti contro le frodi alimentari

Risultato storico per tutelare il nostro patrimonio agroalimentare e la salute dei consumatori

Immagine di repertorio - Pixabay

Immagine di repertorio - Pixabay

 

Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia: sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano alimenti dall’estero.

Ieri, in uno storico pronunciamento, il Consiglio di Stato si è espresso sull’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero-caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero, detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi per ragioni pretestuose, ora smascherate dall’Autorità giudiziaria.

“Un risultato storico, fortemente sollecitato dalla nostra Organizzazione, per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani, ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano preoccupazione tra i consumatori, a fronte dell’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti” commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.

Nel 2018, infatti, in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione europea, tra le quali solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti di origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi UE (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).

“Finalmente l’eliminazione del segreto di Stato sulle informazioni che attengono alla salute e alla sicurezza dei cittadini realizza una condizione di piena legalità a sostegno delle produzioni agroalimentari cuneesi - spiega Moncalvo -. Sarà ora possibile, per motivate ragioni, chiedere al Ministero della Salute la provenienza del latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca. Chiediamo adesso che ciò valga anche per la provenienza della frutta utilizzata in succhi e marmellate o per l’origine della carne impiegata nei salumi e in altri trasformati della nostra tradizione. Chiediamo poi al Ministro della Salute di definire in tempi brevi le modalità attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni relative alla provenienza dei prodotti agroalimentari a soggetti che dimostrino un legittimo interesse all’utilizzo di tali dati”.

comunicato stampa

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