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Al Direttore | 09 marzo 2019, 18:03

"Dogliani Insieme" sul futuro del Sacra Famiglia Castello: "Vincolate due amministrazione a un servizio senza garanzie finanziarie"

Riceviamo e pubblichiamo

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Gentile Direttore,

l’ASLCN1 il 26 febbraio ha dato parare non favorevole alla creazione di un centro per Disturbi dei comportamenti alimentari nella nostra struttura Sacra Famiglia Castello.

Il Sindaco e l’Assessore Stralla il 30 gennaio avevano rilasciato dichiarazioni pubbliche in cui si diceva che “il Castello delle fate”, cioè il progetto per giovani con disturbi alimentari, era “un’eccellenza e un’opportunità di lavoro per la nostra città” e che addirittura avevano ricevuto visita da parte di “responsabili di importanti enti sia del settore sanitario che del settore dell’educazione, che hanno espresso pareri molto favorevoli sulla struttura”.

Ahinoi, “il castello delle fate” è diventato “il castello delle favole”, a meno che non nasca una struttura completamente privata senza convenzione con l’ASL.

Di questa comunicazione ovviamente l’amministrazione non ha detto nulla. Le conseguenze di questo parare non favorevole sono due:

- l’unico progetto che ha ottenuto l’approvazione dell’ASLCN1 e della Regione è il centro diurno socio-riabilitativo per 20 giovani affetti da sindromi schizofreniche, schizotipiche, disturbi ossessivo compulsivi (questo è ciò che è stato scritto nel progetto agli atti in comune e consultabile da chiunque ne faccia richiesta)

- il 19 gennaio il sindaco Paruzzo approva un contratto di affitto con la cooperativa incaricata di svolgere il servizio presso il Sacra Famiglia Castello, prima di avere i pareri dell’ASLCN1 , anzi, addirittura prima di avere inviato alcuna richiesta all’ASL, come abbiamo scoperto dalla comunicazione dell’ASLCN1 stessa. Ora, questa e la futura amministrazione sono vincolate a un contratto “dimezzato”, ma che dovranno comunque rispettare

Quindi, ritorniamo sull’opportunità di aver firmato un contratto di 6 anni (più altri 6) che prevede un terzo del canone d’affitto rispetto a quello precedente, scaduto nel 2018, cioè passando da quasi 90mila euro a 30mila euro l’anno. Inoltre, il buon senso avrebbe imposto di aspettare almeno di avere il parere dell’ASLCN1 prima di approvare alcunché, soprattutto se così vincolante.

Noi ci siamo espressi contrariamente al progetto del centro diurno socio-riabilitativo, non perché lo giudichiamo nel merito non buono (anzi, siamo convinti della validità in sé del progetto), ma perché riteniamo che Dogliani non sia pronta per affrontare un percorso così impegnativo e senza le adeguate garanzie finanziarie. Tuttavia il nostro invito più pressante era quello di prendere tempo. Abbiamo ricevuto le solite risposte arroganti, come anche la risposta a questo articolo.

Infatti il problema a questo punto non è più essere o meno a favore di un progetto, ma l’aver vincolato ben due amministrazioni di Dogliani a un servizio di forte impatto senza le adeguate garanzie finanziarie. Adesso bisogna correre ai ripari. Alla fine chi ci perde è Dogliani.

Grazie,

il gruppo consigliare "Dogliani Insieme"

Al Direttore

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