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Attualità | 09 marzo 2019, 14:02

Comune di Crissolo e “Sipre” non conciliano gli usi civici: decade la convenzione per la gestione degli impianti sciistici del paese?

Nuovo, ed ennesimo, colpo di scena nella vicenda. Con la mancata regolarizzazione degli usi civici l’accordo tra le parti potrebbe venir meno. E il Comune apre la procedura di reintegro dei terreni sui quali sorgono le sciovie ed i bar della famiglia Genre. Se ne parlerà nel Consiglio comunale di giovedì

In basso a destra il sindaco Re, in alto a sinistra Gabriele Genre. Sullo sfondo le piste da sci del paese

In basso a destra il sindaco Re, in alto a sinistra Gabriele Genre. Sullo sfondo le piste da sci del paese

Da sempre, le vicende correlate alla gestione degli impianti sciistici di Crissolo, in alta Val Po, riservano continui colpi di scena.

A giugno del 2017, ad un anno dal suo insediamento a sindaco del paese, Fabrizio Re aveva firmato, insieme al gestore Gabriele Genre, la bozza di convenzione tra il Comune e la Sipre Sas.

Un accordo della durata di 25 anni (rinnovabili in altri 25) per la gestione delle sciovie del bacino sciabile crissolese.

Nelle premesse del documento, comma “L”, veniva riportato che “I terreni sui quali insistono gli impianti e le strutture realizzati dalla Sipre sono gravati da uso civico, per cui si rende necessaria, prima di procedere alla definizione dei rapporti tra il Comune ed il privato imprenditore in ordine alla gestione e allo sviluppo della stazione sciistica, la regolarizzazione dello stato di fatto”.

In altri termini, la convenzione avrebbe assunto pieno valore solo con la concilizione degli usi civici.

Si tratta del pagamento di quella “tassa” che gravita su terreni, di proprietà pubblica, sui quali sorgono insediamenti realizzati da privati. Un canone che ha lo scopo di rifondere alla comunità il valore corrispondente al terreno utilizzato dal privato.

La materia è normata da disposizioni regionali. Il Comune, dal canto suo, non può esimersi dal pretendere il pagamento dei canoni, dal momento che, se così facesse, il sindaco andrebbe incontro ad un “danno erariale”.

Sugli usi civici a carico della Sipre si era aperta, sin d’allora, una querelle tra il Comune e la famiglia Genre.

Il Comune, chiarito l’aspetto del “danno erariale” si era detto disposto ad “agevolare” il privato, prevedendo la possibilità di pagare i canoni annui di uso civico con opere di “compensazione”, vale a dire lavori che riguardino comunque il bacino sciabile e gli impianti.

I Genre, invece, avevano continuato a sostenere che “quella di Crissolo è l’unica stazione sciistica in Italia soggetta al pagamento degli usi civici”.

La vicenda si è prolungata per quasi due anni. Una svolta, però, sembra dover arrivare la prossima settimana. E non sarà, di certo, all’“acqua di rose”.

Giovedì prossimo (14 marzo) il sindaco Re ha infatti convocato il Consiglio comunale del paese.

Due i punti all’ordine del giorno: riguarderanno, entrambi la “Sipre sas” della famiglia Genre.

L’Amministrazione comunale, infatti, porterà in assise la “Reintegra al demanio civico della Comunità di Crissolo” di una serie di terreni.

Si tratta degli appezzamenti occupati (interamente o solo parzialmente) dalle strutture e dagli impianti proprio della Sipre sas: quelli sui quali sorgono la sciovia Granero Lungo, la sciovia “Ghincia Pastour”, l’impianto di innevamento artificiale, l’impianto di produzione idroelettrica, il bar a monte della seggiovia “Monviso” (l’“Aquila nera) , il bar “Ghincia Pastour” (al Colletto) e il passaggio di accesso e recesso dal ponte sul fiume Po (che manca di autorizzazione sovrana).

Non solo: il Comune intende reintegrare anche i terreni dove trovano posto le pertinenze e gli accessori delle sciovie.

La decisione intrapresa dall’Amministrazione comunale, nonostante al momento nessuno dal Comune rilasci dichiarazioni ufficiali, pare giungere dopo il mancato raggiungimento di un accordo di conciliazione tra le parti.

La mancata conciliazione per la regolarizzazione deli usi civici, però, apre un altro – e allo stesso modo spinoso – capitolo. Sui banchi del Consiglio di giovedì prossimo, infatti, approderà anche la “Decadenza” (testuale) della “Convenzione stipulata il 30 giugno 2017 tra Comune di Crissolo e Sipre Sas”.

Il che significa, senza nemmeno troppi fronzoli, che la famiglia Genre, da venerdì mattina, potrebbe non più essere gestore della seggiovia (pubblica) “Monviso” e dell’impianto di innevamento pertinenziale alla pista “Granero Lungo”. Gli altri impianti (sciovia Granero e sciovia Ghincia) sono infatti di proprietà Sipre, ma – al tempo stesso – sono proprio quelli che sorgono sui terrenti per i quali il Comune aprirà la pratica di reintegro.

Giovedì sera potrebbe dunque aprirsi un nuovo, ed epocale, capitolo per la stazione sciistica del paese, che potrebbe riservare ancora nuovi colpi di scena.

Nicolò Bertola

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