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Al Direttore | 11 marzo 2019, 14:15

Cesare Cavallo sulle gestioni associate: "L'Anci ha sostenuto l'obbligatorietà; bene che abbia cambiato idea"

Riceviamo e pubblichiamo

Cesare Cavallo sulle gestioni associate: "L'Anci ha sostenuto l'obbligatorietà; bene che abbia cambiato idea"

Gentile Direttore,

ho letto con interesse la presa di posizione dell’amico Michele Pianetta sulle gestioni associate, persona che stimo molto per il suo lavoro in Anci e come amministratore comunale. Devo però con molta onesta dire che, nonostante io creda nell’Anci come associazione di comuni, la stessa è sempre stata nella stragrande maggioranza dei suoi componenti a favore dell’obbligarietà delle gestioni associate, e ha sempre spinto in modo deciso sulle unioni.

In modo particolare questa linea è stata portata avanti da Anci Piemonte, una delle associazioni regionali che più si è arroccata sulle gestioni obbligatorie. Ricordo bene una riunione in cui l’allora presidente Fassino affermava con certezza che “Non c’è nessun sindaco in Piemonte che non abbia capito come le gestioni associate siano necessarie e debbano essere portate avanti con passo spedito, anche rendendole obbligatorie. Ovviamente almeno un sindaco che non la pensava così c’era: il sottoscritto.

A parte le battute Anci ha cominciato a cambiare posizione solo con l’elezione di Massimo Castelli a coordinatore nazionale dei piccoli comuni e con l’assemblea di Cagliari del 2015. Castelli fu, infatti, il primo a dire che l’obbligarietà era il maggiore problema allo sviluppo di gestioni associate serie ed efficienti e a spingere in questa direzione la posizione dei colleghi sardi che rifiutarono in blocco la linea precedente.

Nonostante questo Anci Piemonte ancora per molto tempo è rimasta sulle posizioni dell’obbligatorietà delle gestioni associate, producendo documenti - che chi vuole può consultare cercando in rete - e che sono stati presentati a più di un assemblea nazionale.

Io non so a chi fa riferimento l’amico Michele quando parla di propaganda contro le gestioni associate ma sicuramente non si tratta del mio caso. Io non sono contrario alle gestione associate, ma sono contrario a doverle obbligatoriamente realizzare in tutti i campi anche se non sono economicamente convenienti e peggiorano i servizi. Sono inoltre contrario al fatto che si possa fare gestione associata soltanto attraverso le Unioni.

In altre parole, a mio avviso, serve un modello elastico che permetta ai comuni di scegliere la modalità migliore per associarsi e permetta di farlo a seconda del tipo di servizio che si deve svolgere. Un modello che va incentivato con contributi alle forme associative che garantiscono maggior efficienza ed economicità, non finanziando chiunque faccia un'unione per pura ideologia.

Concordo con Pianetta che la gestione associata sia un’opportunità, e lo sarà sicuramente se seguiremo un modello incentivante. Spero che anche Anci nazionale e Anci Piemonte la pensino così e se è già così ne sono assolutamente contento. Devo però ricordare che fino a ieri (o forse l’altro ieri) non era così.

Grazie,

il sindaco di Rifreddo Cesare Cavallo

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