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Al Direttore | 11 marzo 2019, 15:30

“Incostituzionale” l’obbligo della gestione associata nei piccoli Comuni, Amorisco: “Ci riappropriamo di storia, identità e tradizioni”

Dopo la sentenza della Corte costituzionale il primo cittadino di Sampeyre commenta la vicenda: “L’avevo sostenuto sin dall’inizio del mio primo mandato di sindaco a Casteldelfino, anno di grazia 2006”

Il sindaco Domenico Amorisco

Il sindaco Domenico Amorisco

Dopo la sentenza che definisce “incostituzionale” l’obbligo di svolgere in forma associata la gestione delle funzioni fondamentali per i Comuni al di sotto dei 5mila abitanti, giunge la nota stampa a commento dal sindaco di Sampeyre, Domenico Amorisco.

“L’avevo sostenuto sin dall’inizio del mio primo mandato di sindaco a Casteldelfino, anno di grazia 2006, e lo avevo ribadito per l’intero decennio dei miei due mandati nella capitale della Castellata, ultimati nell’anno di grazia 2016. – scrive il primo cittadino - La norma sulle Unioni dei Comuni per la gestione delle funzioni fondamentali dei piccoli Comuni era illegittima e per questo motivo, dopo l’elezione del 2016 a sindaco di Sampeyre, mi ero guardato bene dall’aderire all’Unione montana dei Comuni della Valle Varaita, lasciando quello che era allora il mio Comune, isolato dal ‘carrozzone’.

Qualche giorno fa, però, la sentenza 33/2019 della Corte Costituzionale mi ha dato ragione, dichiarando l’incostituzionalità dell’articolo 14, comma 28, del decreto-legge 78/2010 che obbligava appunto ad esercitare in forma associata, attraverso convenzione o unione, le funzioni fondamentali dei Comuni con popolazione sino a 5mila abitanti o sino a 3mila in montagna.

Cosa sono le funzioni fondamentali di un Comune?

Praticamente l’intero impianto di un qualsiasi piccolo Comune: dalla organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria e contabile al trasporto pubblico comunale, catasto, pianificazione urbanistica, protezione civile, gestione dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, riscossione dei tributi, servizi sociali, servizi scolastici, polizia locale e tenuta dei registri di stato civile.

Con la norma dichiarata incostituzionale queste funzioni dovevano essere obbligatoriamente esercitate in forma associata o stipulando convenzioni con altri Comuni oppure aderendo all’Unione, ma i decreti Milleproroghe di ben otto anni, dal 2010 al 2019, hanno prorogato annualmente la scadenza al 30 giugno prossimo, scadenza che ora viene a cadere nel vuoto perché la norma originaria dell’obbligo di associarsi è stata cancellata dalla sentenza della Corte Costituzionale.

Con la cancellazione dell’obbligo di associarsi il piccolo Comune si riappropria della propria autonomia, della propria storia, della propria identità culturale e delle proprie tradizioni.

Una grande vittoria – conclude Amorisco – quella della sentenza 33 della Corte Costituzionale, che grazie al TAR del Lazio che ne aveva sollevato l’eccezione di incostituzionalità, è giunta proprio sotto il nuovo Governo… del cambiamento, come tale si è qualificato, che deve poter dar prova anche nei confronti dei piccoli Comuni aprendo una nuova era politico-istituzionale e rivalutandoli con adeguati finanziamenti”.

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