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Il Punto di Beppe Gandolfo | 11 marzo 2019, 07:00

Quanto ci manca Gipo, lo chansonnier

Vogliamo ricordare Gipo almeno qui, sui nostri siti di informazione on-line, sperando che qualcuno colga la palla al balzo per tenere vivo il ricordo di questo straordinario chansonnier.

Quanto ci manca Gipo, lo chansonnier

Se fosse ancora vivo Gipo Farassino oggi compirebbe 85 anni, essendo nato a Torino l’ 11 marzo del 1934. Invece se n’è andato l’ 11 dicembre di 6 anni fa.  Pochi,  in questi giorni, hanno ricordato la ricorrenza, mica era Lucio Dalla  per il quale lo scorso 4 marzo ci sono stati programmi televisivi e special su tutte le radio. Ma tutto è partito dal comune di Bologna che ha organizzato una grande serata evento nel Teatro Comunale. Lo stesso dicasi per Genova e per Fabrizio De Andrè, nel gennaio scorso. 

Qui da noi, silenzio. Eppure Farassino è stato il cantore del Piemonte, lo chansonnier di questa terra. Non sto parlando del Farassino politico o assessore, mi riferisco unicamente all’ artista. Per tutta la sua carriera ha saputo regalare canzoni e poesie di innegabile bellezza, ha saputo interpretare quell’ essere piemontese tenace, barbutun, ironico, intraprendente. Si è esibito nei teatri e nelle piazze, nelle feste di paese e nei festival nazionali. Non si è mai tirato indietro. Eppure non è riuscito a superare i confini del Piemonte, a differenza di Jannacci o Lando Fiorini o Roberto Murolo, solo per citare alcuni cantanti dialettali che hanno assaporato la fama e le lodi in tutta Italia.

Farassino è stato l’ emblema di questo Piemonte che non sa valorizzare le proprie ricchezze. E non mi si dica che il problema è la lingua piemontese di difficile comprensione. Creuza de mà di Fabrizio De Andrè è un capolavoro certo, ma è incomprensibile. Eppure è diventato un cult musicale, ancora oggi trasmesso e ritrasmesso da radio e tv.

Ecco perché vogliamo ricordare Gipo almeno qui, sui nostri siti di informazione on-line, sperando che qualcuno colga la palla al balzo per  tenere vivo il ricordo di questo straordinario chansonnier. Questo oblio lo collego a una sua canzone: “Girano, sapessi come mi girano…ma un giorno mi scoppiano e se mi scoppiano sono guai..tu che ridi non lo sai…”

Beppe Gandolfo

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