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Attualità | 13 marzo 2019, 19:33

Videosorveglianza e illuminazione pubblica a led: le armi di Vicoforte per contrastare i furti

Queste sono le novità emerse dal confronto pubblico fra l'amministrazione comunale e la cittadinanza. Ambedue i progetti saranno realizzati entro la fine del 2019. Si pensa anche all'istituzione di gruppi di vicinato

Videosorveglianza e illuminazione pubblica a led: le armi di Vicoforte per contrastare i furti

Un impianto di videosorveglianza, con gli occhi elettronici delle telecamere posizionati nei punti nevralgici del Comune, e il rifacimento dell'illuminazione pubblica, con l'installazione di luci a led: sono queste le armi che il Comune di Vicoforte ha individuato per contrastare i furti sul proprio territorio, verificatisi con una frequenza impressionante tra dicembre e gennaio. 

Sono queste le novità emerse dal confronto pubblico fra l'amministrazione comunale e la cittadinanza, avvenuto nella serata di lunedì 11 marzo presso "Casa Regina Montis Regalis" e "suggerito" da una petizione promossa dallo sportello del consumatore "Tutelattiva" di Mondovì e sottoscritta da 211 abitanti. 

"Ritengo che l'incontro sia stato salutare e doveroso - ha commentato il sindaco di Vicoforte, Valter Roattino -. Quando si sono intensificati i ladrocini, abbiamo richiesto l'apertura di un tavolo tecnico provinciale sulla sicurezza e, di fronte al questore e al prefetto, ho proposto di intensificare la sorveglianza da parte delle forze dell'ordine. A tal proposito, ringrazio il maresciallo Alessandro Briozzo, della caserma dei carabinieri di Vicoforte, e Ambrosino Tala, comandante della Compagnia dei carabinieri di Mondovì, che hanno svolto un lavoro enorme, riuscendo ad arginare il fenomeno".

Tuttavia, gli amministratori, parallelamente al dialogo costante e proficuo con i carabinieri, hanno portato avanti le iniziative cui accennavamo in premessa: "Entro la fine del 2019 avremo un impianto di videosorveglianza - ha assicurato Roattino -. Già nel 2018 abbiamo partecipato a un bando ministeriale, al fine di reperire i fondi per la sua realizzazione, ma il nostro progetto, che prevedeva la posa di 27 telecamere, è stato escluso. Abbiamo deciso ugualmente di non abbandonarlo e di finanziarlo con nostre risorse: magari sarà ridotto rispetto alle prospettive iniziali, ma non per questo meno efficace. Inoltre, sempre nell'anno corrente, avverrà il restyling dell'illuminazione pubblica, con il passaggio alle luci a led, che fungeranno da deterrente per i malintenzionati, in quanto un paese ben illuminato può farli desistere dai loro propositi negativi. Non solo: così facendo, risparmieremo sulle spese di energia elettrica e questi soldi potranno finanziare in futuro l'acquisto di altre telecamere. D'altro canto, il nostro è un territorio decisamente vasto, con molte frazioni e anche i privati dovrebbero curare di più l'illuminazione esterna delle loro abitazioni".

Infine, è ancora in fase embrionale, ma non per questo da escludere a priori, la formazione dei gruppi di vicinato: "Molti paesi piemontesi si stanno attrezzando per allestirli, sulla falsa riga di quanto già attuato in Emilia-Romagna - ha spiegato il primo cittadino -. La nostra idea è quella di dare vita a un gruppo di persone suddivise per aree, le quali non potranno in nessun modo sostituirsi alle forze dell'ordine, né organizzare le famigerate ronde, e saranno coordinate da una figura che dovrà sostenere un corso. Tutti i membri di questi gruppi saranno individuati dalla questura e avranno il compito di sorvegliare ed eventualmente contattare le forze dell'ordine qualora notassero movimenti sospetti".

Nota a margine: i carabinieri hanno chiesto alla popolazione di non sposare la causa dei gruppi Facebook e WhatsApp, dal momento che "creano allarmismi inutili" e talvolta "vanificano o rendono arduo il nostro intervento".

Alessandro Nidi

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