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Attualità | 14 marzo 2019, 12:48

Gli imprenditori cuneesi alla scoperta di parte del tunnel (9 km) francese nel quale passerà il TAV (FOTO e VIDEO)

Delegazione di 40 costruttori edili in visita al cantiere di San-Martin-La-Porte. 28 i chilometri già scavati su un totale di 162, nei quali sono compresi anche le quattro discenderie (già finite), le gallerie di accesso per i mezzi di servizio. Il presidente Ance Lovera: “Speriamo che vangano sbloccati i bandi sul versante italiano. Agli occhi dell’Europa e del mondo stiamo facendo politicamente una figuraccia”

Le immagini della visita al cantiere francese

Le immagini della visita al cantiere francese

Un politico guarda alle prossime elezioni, Uno statista guarda alle prossime generazioni”.

Elena Lovera, presidente dell’Ance Cuneo, esprime così, con convinzione, il “Sì” alla TAV dell’associazione di categoria che raggruppa i costruttori edili della Granda.

Ieri (mercoledì) una trentina di imprenditori del settore edile cuneese sono stati in visita al cantiere (francese) della Torino-Lione, a San-Martin-La-Porte.

Ad accoglierli, Piergiuseppe Gilli, direttore costruzioni della Telt, il promotore pubblico del Tunnel Euralpin Lyon Turin: si tratta della “Sas” italo francese (di proprietà al 50% dello Stato francese e al 50% delle Ferrovie dello Stato Italiane) responsabile della realizzazione e della gestione della futura linea ferroviaria “merci e passeggeri” Torino-Lione.

In un periodo di populismo e propaganda – ha spiegato la Lovera – sosteniamo con forza che le opere pubbliche e i cantieri vanno sbloccati. Sarebbe un impulso per il nostro paese, dal momento che siamo tutti consci che ripresa passa dall’edilizia.

Il premier Conte mischia opere di sviluppo, come la Tav, con le tangenziali. Noi imprenditori, uomini e donne del fare, non possiamo accettare tale situazione”.

UN’OPERA SUDDIVISA IN TRE “TRONCONI”

La Torino-Lione è suddivisa in tre sezioni: quella Francese, da Lione a Saint-Jean-de-Maurienne; quella transfrontaliera, sino a Susa, e quella Italiana, da Susa a Torino.

Nella sezione transalpina si trovano i 57 chilometri del tunnel di base, un tunnel a due canne (una per senso di marcia) all’interno del quale passerà il Treno ad Alta Velocità.

IL CANTIERE FRANCESE

A San-Martin-La-Porte il cantiere (su lato francese) è in piena attività. Qui “Federica”, la talpa da 11 metri di diametro, sta terminando lo scavo dei primi 9 chilometri di tunnel di base. in buona sostanza, in Francia si sta completando la realizzazione di un primo tratto della canna “sud”, quella da Lione verso Torino.

La fresa scava una media di 14 metri al giorno (con picchi di 28 metri), è in azione 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (salvo i momenti di manutenzione). Ogni metro e mezzo “scavato” la macchina posiziona già gli elementi in cemento, rivestimento del tunnel.

La fresa è “seguita” nel suo avanzamento da un treno ausiliario, dove si caricano tutti gli strumenti per far funzionare “Federica” che, a sua volta,

Intorno al cantiere (lavori avviati nel 2014 e in via di conclusione, stimata per l’estate 2019) gravitano 850 operari: “Non abbiamo la filosofia dei cantieri italiani. – spiega Gilli – Qui concediamo agli operai una diaria, in modo tale che possano pagarsi l’affitto di una casa e possano mangiare e vivere sul territorio, con inevitabili ricadute per l’economia locale”.

SCAVATI 28 CHILOMETRI SUL TOTALE DI 162

La sezione transfrontaliera della Torino Lione è composta da un totale di 162 gallerie: sono compresi i 57 chilometri di ognuna canna del tunnel di base (che portano dunque a 114 chilometri), le quattro “discenderie” (i tunnel di servizio che permettono ai mezzi d’opera di raggiungere il tunnel di base) e i 147 bypass di collegamento fra i due tunnel.

Di questi ne sono stati scavati, ad oggi, circa 28: i 9 chilometri di tunnel di base e le quattro discenderie. Tre in territorio francese (Saint-Martin-la-Porte, La Praz, Villarodin-Bourget/Modane) più quella di Chiomonte, in territorio italiano (La Maddalena). Fungeranno, una volta completata l’opera, da “uscite di emergenza”, passaggi di servizio e manutenzione, condotti di ventilazione (come riporta la Telt).

Compongono l’opera anche i tre centri di sicurezza e gli altrettanti pozzi di areazione, che portano l’aria all’interno del tunnel.

I PROSSIMI APPALTI

I lavori per la realizzazione della canna “nord” (da Torino a Lione) sono ancora da appaltare. Il CdA di Telt ha dato il via libera per la pubblicazione dei bandi, che avverrà a breve. Seguiranno le manifestazioni d’interesse delle aziende: quelle ammesse dalla commissione riceveranno il capitolato in base al quale formulare l’offerta.

Non solo, perché Telt ha autorizzato la pubblicazione anche dei bandi per gli altri lotti ancora da affidare. L’imbocco del tunnel (lato Francia) è già stato appaltato, mentre sono in corso le valutazioni delle offerte dei pozzi di ventilazione.

Con la pubblicazione dei bandi per gli ultimi tre lotti, sempre sul lato francese, si va verso l’appalto dell’intera opera: “Dopo le candidature però – precisa Gilli – ci deve essere ancora un ulteriore via libera, in base agli sviluppi sulla vicenda italiana”.

LA “QUESTIONE AMIANTO”

Gilli ha spiegato agli imprenditori che “durante i lavori di realizzazione della discenderia di Chiomonte l’Arpa Piemonte ha disposto protocolli di misurazione delle polveri mai utilizzati altrove. Su tutta la fase di monitoraggio non è mai stata trovata alcuna fibra di amianto, e tutti i parametri ambientali sono sempre stati al di sotto dei valori soglia”.

Il materiale generato dallo scavo della fresa viene trasportato fuori dal tunnel con un nastro trasportatore: prima di procedere al trasporto nel sito definitivo di deposito, viene comunque analizzato per scongiurare problematiche di tipo ambientale.

IL MONITORAGGIO DELLE SORGENTI D’ACQUA

La Telt ha predisposto anche il monitoraggio delle sorgenti d’acqua potabile che dipendono dalle falde acquifere interessate dallo scavo. I controlli hanno cadenza mensile, che viene aumentata a settimanale quando lo scavo raggiunge la distanza di 1 chilometro e mezzo dalla falda.

LE POLEMICHE

Il tunnel della Torino-Lione è soltanto uno dei 7 trafori dell’arco alpino della rete TEN-T, la “metropolitana d’europa”: “Due sono già stati terminati – spiega Francesco Gamba, direttore lavori del cantiere francese – gli altri sono in corso, ma tutti vengono visti normalmente, come opere di ingegneria”.

Inevitabile dunque parlare delle polemiche sul che l’opera, da anni, crea sul versante italiano.

Non riusciamo a capire come siano possibili. – continua Gamba – Si è detto di tutto sul tunnel della Tav mentre nessuno ha polemizzato contro il raddoppio del Frejus”.

In Francia l’opera non ha incontrato alcuna polemica o azione ostile, se non qualche caso isolato, mentre in Italia si contano ancora 200 persone, tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, a presidiare il cantiere della Val di Susa.

Lavorare a Chiomonte – racconta Gilli – è stato a tratti come entrare nella Striscia di Gaza: ci sono state infatti persone indagate per terrorismo”.

LE POSIZIONI DI ANCE CUNEO

Il presidente, Elena Lovera: “Ci auguriamo che quanto prima possano sbloccarsi i bandi, come previsto dal trattato, per far partire lavori anche sul lato italiano.

Agli occhi dell’Europa e del mondo stiamo facendo politicamente una figuraccia. La Francia prosegue i lavori, l’Italia no. Un Paese che non mantiene gli impegni presi trattiene anche gli investitori dal procedere con investimenti. Manca la certezza del diritto e la burocrazia è una palude stagnante.

Di certo la Regione Piemonte e la provincia Granda avranno ricadute in termini negativi e pesanti”.

Il vicepresidente Luca Barberis: “Si parla molto di Tav, ma in termini ignoranti. Perché un’opera, palesemente positiva, viene messa in discussione, mentre il raddoppio del Frejus è passato quasi inosservato?

Nicolò Bertola

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