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Attualità | 15 marzo 2019, 21:21

Bra, manifestazione per dire no alla chiusura delle aree di servizio Rio Colorè Ovest e Mondovì Ovest (VIDEO)

Confcommercio, Istituzioni ed Enti locali insieme per difendere due storiche realtà imprenditoriali, vetrine di eccellenza dei prodotti del territorio

Bra, manifestazione per dire no alla chiusura delle aree di servizio Rio Colorè Ovest e Mondovì Ovest (VIDEO)

Altre 2 aree di servizio lungo l’autostrada A6 Torino-Savona rischiano di scomparire.

Tutta colpa di un provvedimento firmato nel 2015 dall’allora ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che imponeva la chiusura delle aree con minori fatturati, rispettando una distanza minima di 50 chilometri tra una stazione e l’altra.

Sull’autostrada A6 la media è di 29 chilometri. Di qui il piano di riorganizzazione che ha deciso la chiusura di cinque aree di sosta.

In elenco ci sono anche Mondovì Ovest ed il Rio Colorè Ovest di Bra, noto a tutti i viaggiatori tra Liguria e Piemonte per la qualità dei suoi panini, fatti a mano ogni giorno con prodotti freschi e locali.

Un’attenzione ai viaggiatori che ha fatto guadagnare al bar le 5 stelle su Tripadvisor.

Così, dopo 29 anni di premiata gestione familiare, Alberto Vinai si oppone a tirare giù definitivamente le serrande. Lo ha ribadito nel pomeriggio di oggi (venerdì 15 marzo) nel piazzale antistante il suo locale in cui sono convenuti rappresentanti di Confcommercio, Istituzioni ed Enti locali per difendere due storiche realtà imprenditoriali, vetrine di eccellenza dei prodotti del territorio.

Una di esse è proprio quella che fa capo al signor Vinai che si fa forza con le parole ed i fatti: “I clienti non sono mai mancati: offriamo il nostro servizio ai pendolari e ai viaggiatori diretti in vacanza, arrivo qui alle 4 del mattino, alle 6 apriamo faccio panini, scaldo le brioche, andiamo avanti fino alle 22. Siamo un gruppo in cui tutti facciamo tutto. Come richiesto per le aree di sosta, la concessione è stata regolarmente rinnovata e mancano ancora due anni alla scadenza. Con il sostegno di Confcommercio, Istituzioni ed Enti locali, abbiamo chiesto la possibilità di trasformare l’area di servizio in area di sosta in modo tale da poter conservare il locale e l’attività che rappresenta una vetrina delle eccellenze gastronomiche locali. Dalla salsiccia di Bra, al Raschera fino al Bra tenero e tanto altro, noi puntiamo su tutti i prodotti della nostra terra”.

Ma in ballo non c’è solo la perdita dell’attività commerciale, c’è anche la preoccupazione per i posti di lavoro che rischiano di andare perduti.

I dipendenti sperano che la situazione finisca con un nulla di fatto: “In tutto siamo 12 persone. Il guaio è che ci troviamo in una specie di limbo. Non abbiamo garanzia del domani e alternative per ora non ce ne sono. La paura è di restare senza occupazione. Personalmente sono arrivata qui sedici anni fa dalla Sardegna e sento questo posto come una famiglia. La peculiarità di questo luogo è che si trova su un’autostrada, ma può essere paragonato ad un bar di paese. Conosciamo tutti e c’è un ottimo rapporto con le persone che si fermano qui per uno spuntino o un break”.

Spiega Silvia Corona, una delle dipendenti. E pensare che il locale presenta numerose specialità caserecce, come racconta Valentina, altra dipendente: “La nostra specialità sono i panini e quello più richiesto è quello con la salsiccia di Bra oppure quello con le acciughe del cantabrico e bagnetto verde. Le acciughe del cantabrico le proponiamo anche nel panino con il burro o con i peperoni. C’è gente che ci telefona per ordinarli e portarli a casa”.

Non si arrendono tanti di viaggiatori che frequentano l’area di sosta e, da quando si è sparsa la voce della chiusura, stanno chiedendo cosa si può fare per scongiurare l’ipotesi.

Suoi social molti cittadini hanno commentato con tristezza il destino di un’area destinata a diventare un vero e proprio deserto o forse il nuovo impero di qualche grande nome. Qualcuno è sceso in campo a sostenerli. Sono clienti e amici che in questa manifestazione di solidarietà hanno voluto dare un segnale.

Tra gli alleati c’era il senatore Mino Taricco: “Siamo decisi a salvaguardare queste piccole realtà che sono espressione di qualità affermatasi negli anni grazie ad un servizio importante ai viaggiatori. Sono opportunità di occupazione per tanti lavoratori e di valorizzazione dei prodotti del territorio con grande attenzione alla qualità”.

Il senso della manifestazione lo ha spiegato l’onorevole Monica Ciaburro: “È importante essere al fianco di due imprenditori che negli anni sono cresciuti e chiedono solo di poter continuare a lavorare. Siamo qui per battagliare perché siamo in un posto dove il lavoro c’è, lo fanno con il cuore, la passione e con abilità nel promuovere i prodotti locali, quindi non possiamo permetterci di perderli”.

Rilancia il senatore Giorgio Maria Bergesio: “La famiglia Vinai di Rio Colorè è l’aspetto emblematico delle scelte che ha fatto il precedente governo di sinistra laddove decise di colpo di sopprimere o di indurre al rinnovo delle concessioni le aree di servizio con dei tempi molto brevi ed un sistema burocratico molto avanzato. Il nuovo governo sta lavorando per trovare un accordo”.


L’occasione ha permesso di premiare il lavoro e la dedizione degli imprenditori interessati dalla causa.

Una targa celebrativa è stata consegnata nelle mani di Alberto Vinai per Rio Colorè, Giovanni Cappellino in rappresentanza della famiglia Chiera di Mondovì Ovest ed ai coniugi Bruno e Maria Pia Muratore che sono stati titolari dell’area di servizio Priero Ovest, famosa per il panino alla frittata di erbette di Ceva, opera di Maria Pia Salvatico.

E ad impedire che un domani altre luci si spengano anche per gli altri sono intervenuti Luca Chiapella presidente di Confcommercio imprese per l’Italia della provincia di Cuneo; Ferruccio Dardanello, presidente Camera di Commercio; Maria Luisa Coppa, presidente Confcommercio regionale; Aurelia Della Torre, presidente terziario donne della Confcommercio della provincia di Cuneo per la difesa delle donne; Luigi Barbero, direttore Confcommercio Bra; Carlo Comino, presidente Confcommercio Mondovì; Federico Borgna, sindaco di Cuneo; Bruna Sibille, sindaco di Bra; Claudio Bogetti, sindaco di Cherasco; Marco Manfrinato, segretario generale Confcommercio provincia di Cuneo.

Tutti hanno dichiarato: “Siamo qui per difendere gli interessi di questi lavoratori e chiedere a chi di dovere di intervenire magari trovando un punto di incontro che soddisfi gli interessi di tutti e salvaguardando il lavoro”.

Proprio Confcommercio imprese Cuneo sul portale change.org aveva lanciato una petizione online a favore dei due bar per gourmet della Verdemare che resistono alla chiusura imposta dal decreto. L’iniziativa aveva raccolto centinaia di adesioni e ora si spera che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli intervenga con un provvedimento risolutivo.

Dopo le polemiche sui pedaggi ed i cantieri, il rischio per la A6 è quello di un ulteriore calo di gradimento. In ogni caso un’autostrada senza un posto di ristoro sinonimo di eccellenza, senza dei corner per la vendita dei prodotti gastronomici locali, non è certamente un buon biglietto da visita per il territorio.

 

Silvia Gullino

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