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Attualità | 15 marzo 2019, 15:02

La Sipre di Crissolo non consegna i bilanci per conciliare gli usi civici: decade la convenzione di gestione della seggiovia

Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio comunale di ieri sera (giovedì): approvato anche l’avvio della procedura di reintegra dei terreni sui quali sorgono sciovie e locali ricettivi. La convenzione 25ennale era stata firmata neanche due anni fa. Difficile azzardare previsioni su cosa succederà ora: di fatto, la seggiovia non ha attualmente un gestore

L'avvocato Raffaele Volante illustra la situazione in Consiglio comunale

L'avvocato Raffaele Volante illustra la situazione in Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Crissolo ha approvato, all’unanimità, la decadenza della convenzione (25ennale) per la gestione della seggiovia biposto “Monviso”, che era stata sottoscritta a giugno del 2017 insieme alla “Sipre Sas” di Gabriele Genre.

Strettamente legata alla decadenza del documento fra le parti vi è la procedura di reintegra dei terreni gravati da “uso civico” sui quali sorgono le due sciovie di proprietà “Sipre”, i due locali ricettivi (“Aquila Nera” e “Ghincia Pastour”) e l’impianto di innevamento artificiale.

La seduta consiliare di ieri sera si è svolta di fronte ad una folta platea di pubblico in sala. In prima fila anche Mario Anselmo, sindaco di Paesana e presidente dell’Unione montana del Monviso. Al tavolo del Consiglio, invece, Raffaele Volante, avvocato padovano e massimo esperto in materia di “usi civici”, nonché consulente del Ministero.

Per aprire il percorso di reintegra dei terreni, il Comune si è basato sulla legge nazionale del 2017, “bypassando” di fatto (aspetto non di poco conto), la normativa regionale in materia: “La disciplina degli usi civici – ha spiegato Volante – deve intendersi in parte tacitamente abrogata dalla nuova legge”.

Il Piemonte, infatti, aveva disposto – onde evitare cause decennali - un meccanismo di conciliazione stragiudiziale tra Comune e privato, attraverso il pagamento di una somma di denaro calcolata su alcuni parametri, con un minimo stabilito dalla legge al di sotto del quale non si sarebbe potuti scendere.

Con la normativa del 2017, invece, lo Stato centrale ha modificato la dicitura dei terreni, da “uso civico” a “dominio collettivo”.

La legge – ha aggiunto Volante - prevede che quei terreni siano definitivamente proprietà del Comune, non come Ente ma come rappresentante della comunità di persone che vivono in un determinato luogo”.

Terreni che non possono essere venduti, divisi e né tantomeno usucapiti: “Non basta dunque costruirci sopra per entrarne in possesso, dopo 20 anni”.

Non solo: la normativa onera i Comuni di altri obblighi, non consentendo più alle Amministrazioni comunali di fare ciò che prevedevano le leggi precedenti.

Svanisce dunque la possibilità, per il privato, di ritenersi proprietario dei terreni abusivamente occupati dopo il pagamento di quanto previsto dalla conciliazione.

In altri termini: il Comune di Crissolo torna in possesso dei terreni occupati dalla “Sipre”.

Per farne cosa? Lo ha spiegato l’avvocato Volante: “È possibile cercare nuove forme di sviluppo, anche in un rapporto con soggetti privati, ma sulla base di una valutazione che deve essere lasciata al mercato”.

Ciò significa affidarsi ad una procedura in grado di mettere tutti i soggetti privati in condizione di poter accedere ai terreni.

Questo perché la nuova legge nazionale non concede più ai Comuni la possibilità di “legittimare” l’occupazione abusiva dei terreni di “dominio collettivo” attraverso la conciliazione extragiudiziale: quei terreni sono della collettività e della collettività devono rimanere.

In Consiglio, però, il sindaco Fabrizio Re ha anche ripercorso le tappe del tentativo di conciliazione tra Comune e Sipre, prima dell’entrata in vigore della nuova legge.

Sin dal giugno 2018, quando all’albo pretorio del Comune era stata pubblicata la verifica demaniale del perito Davide Decostanzi. Il documento non ha ricevuto obiezioni nei termini previsti, ed è stato poi approvato dal Consiglio comunale nel settembre del 2018.

Ne e seguito, un mese dopo, l’avvio della procedura di reintegra, che prevedeva comunque l’esperimento del tentativo di conciliazione stragiudiziale, per “dare in concessione ai Genre il terreno occupato, a fronte del pagamento di un canone annuo e della somma dei canoni pregressi, con l’abbattimento dell’80%”.

Perché il tentativo tra Comune e “Sipre” è naufragato?

La società – ha aggiunto il sindaco – non ha validamente presentato alcuna richiesta di conciliazione stragiudiziale, nonostante i numerosi inviti del Comune”. Il primo cittadino ha infatti spiegato come la ‘Sipre sas’ non abbia “mai inviato i bilanci d’esercizio, presupposto necessario per l’attivazione della procedura conciliativa”.

Fallita la conciliazione, dunque, “la convenzione tra Comune e Sipre non ha pertanto mai avuto effetto”.

Difficile azzardare previsioni su cosa succederà ora. Di fatto, la seggiovia non ha attualmente un gestore e – di riflesso – la “Sipre” potrebbe rifiutarsi di aprire le sciovie di sua competenza.

Salvo che la famiglia Genre non presenti ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte.

Nicolò Bertola

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