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Attualità | 15 marzo 2019, 17:23

Stati generali della montagna, il monregalese Paolo Manera: "È indispensabile preservare e aiutare le partite IVA ad alta quota"

Il presidente della zona di Mondovì della Confartigianato Cuneo, membro del tavolo di lavoro sull'economia delle valli, interviene sul tema delle attività di montagna, redige un documento nazionale e lo inoltra alla commissione ministeriale

Stati generali della montagna, il monregalese Paolo Manera: "È indispensabile preservare e aiutare le partite IVA ad alta quota"

"È indispensabile preservare e aiutare le partite IVA in montagna. Una soluzione potrebbe consistere nell'erogazione di contributi mediante le unioni comunali o i singoli Comuni alle attività aperte tutti i giorni dell'anno o a coloro che scelgono di vivere e lavorare in montagna, magari portando con sé la famiglia".

Questa è la premessa che accompagna il documento nazionale nato nel Monregalese, più precisamente dalla penna di Paolo Manera, presidente della zona di Mondovì della Confartigianato Cuneo e membro del tavolo di lavoro sull'economia delle valli, aperto dalla commissione ministeriale degli Stati generali della montagna.

Precisamente, tale incartamento nasce in coda a un'approfondita opera di concertazione fra Manera, numerosi sindaci e molti presidenti delle Unioni Montane. "Finora - spiega il diretto interessato - a Roma sono pervenuti soltanto il mio documento e uno sul turismo da parte del Trentino-Alto Adige. Ad aprile ci parleremo in telecomunicazione o vis-à-vis nella Capitale per discuterne e stabilire i passi successivi. In ogni caso, questi documenti saranno inoltrati alle Regioni aventi un territorio montano e sarà loro compito creare sgravi fiscali e andare incontro alle necessità di chi vive e lavora in quelle aree".

IL DOCUMENTO - In attesa di conoscere gli sviluppi futuri di quest'iniziativa fondamentale per le zone montane, riportiamo in anteprima il testo del documento prodotto da Paolo Manera. "È indispensabile che il Governo intervenga a sostegno delle attività in zone cosiddette 'rurali', al di fuori delle città e delle metropoli, in modo tale da garantirne la continuità e la possibilità di sviluppo. I negozi e gli artigiani di montagna, oltre ad essere un servizio, sono un presidio indispensabile alla salvaguardia delle comunità di valle. Salvare i territori montani è indispensabile per preservare le tipicità, le tradizioni e la storia del nostro Paese. La globalizzazione e il Governo accentrato sulla metropoli e sui grandi centri commerciali sta cancellando quel settore economico, spina dorsale dello Stato che genera il 70% del PIL. Già nei lontani anni Novanta la legge Carlotto, approvata e mai applicata, aveva individuato le problematiche delle alte terre. Avere economia e popolazione in quei luoghi significa prevenire svariate problematiche e, in particolare, si possono prevenire il dissesto idrogeologico e le calamità ad esso legate. Di fatto, partendo dalla salvaguardia della piccola bottega possiamo arrivare a prevenire l'alluvione. Quest'ultimo ragionamento sembrerà forte, ma è il principio di gestione degli Stati montani, quali l'Austria e la Svizzera. È indispensabile, se non siamo in grado di crearci un regime gestionale autonomo, copiare da chi lo ha già. Pertanto, il mantra è: 'Aiutiamo chi vive e lavora in montagna e preserviamo le tradizioni'".

Alessandro Nidi

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