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Al Direttore | 19 marzo 2019, 14:15

“Tenere l’Unione del Monviso fuori dalla campagna elettorale? Curioso… Da anni riceviamo pressioni, lettere e intimidazioni”

Il sindaco di Rifreddo, Cesare Cavallo, prende posizione dopo le parole giunte nell’ultima seduta del Consiglio dell’Ente montano. E, con una serie di dati, spiega “Per noi non è conveniente entrarci”

Cesare Cavallo

Cesare Cavallo

Dopo le parole giunte nell’ultima seduta del Consiglio dell’Unione montana dei Comuni del Monviso, e riportate ieri (lunedì) dal nostro quotidiano, giunge la presa di posizione di Cesare Cavallo, sindaco di Rifreddo.

Cavallo, da anni, è contrario alla gestione in forma associata delle funzioni fondamentali. Ce lo aveva ribadito a commento della sentenza della Corte costituzionale che definiva “incostituzionale” l’obbligo della gestione associata per i piccoli Comuni: “Sono contrario alla creazione di contenitori dove all’interno mettiamo di tutto e di più, senza poi riuscire a gestirli”.

Il primo cittadino rifreddese ora torna sulla questione, dopo gli interventi di alcuni esponenti della Giunta dell’Ente Unione.

Ho letto con interesse il Vostro articolo. – ci scrive in una lettera - Premetto che considero il firmatario dello stesso persona seria e capace e che, quindi, mi baso nelle considerazioni che farò di seguito su quello che lo stesso ha scritto.

D’altronde, se così non fosse, chi ha fatto dichiarazioni virgolettate potrà sempre smentirle.

Veniamo però alle questioni che mi interessano. La prima riguarda la campagna elettorale. Sento dire nell’articolo che l’Unione del Monviso non deve essere oggetto della campagna elettorale.

Un’affermazione curiosa ed allo stesso tempo non rispettata da nessuno di coloro che lo chiedono. In questi anni, infatti, sono stati tantissime le pressioni politiche su Rifreddo perché entrasse a far parte dell’Unione.

Le ha fatte la Regione Piemonte, con lettere, intimazioni, minacce di commissariamenti e via di seguito. Le hanno fatte molti Amministratori della nostra Valle, dicendo che il Comune di Rifreddo non sarebbe risuscito ad andare avanti, avrebbe avuto un bilancio deficitario e chissà cos’altro.

Addirittura, alcuni Amministratori della zona hanno contattato consiglieri comunali di Rifreddo spiegandogli che il loro sindaco non capiva nulla e che bisognasse convincerlo ad entrare nell’Unione.

Allo stesso tempo, mai noi abbiamo parlato dell’Unione. Abbiamo solo sempre detto che per noi non era conveniente entrarci (dopo capirete perché). Adesso ovviamente sta succedendo la stessa cosa.

Siccome l’Amministrazione comunale di Rifreddo ha già detto che non entrerà in questo modello (a mio avviso sbagliato) di Unione, alcuni di questi Amministratori raccontano in giro che il Comune ha perso finanziamenti e che i bilanci dei Comuni dell’Unione sono tutti migliori di quello rifreddese.

Questi sono quelli che vogliono tenere fuori l’Unione dalla campagna elettorale? Vabbè, lasciamo perdere. Veniamo, invece, alla sostanza.

Confrontiamo i bilanci. Iniziamo dalle tasse: in tutti i Comuni dell’Unione si paga la Tasi (Tassa per i servizi indivisibili: ndr), a Rifreddo no.

Quanto costa in buono mensa nei comuni dell’Unione? Cifre diverse, ma tutte decisamente superiori ai 3,50 euro di Rifreddo. Quanto costano gli oneri di urbanizzazione (ciò che si paga per costruire una casa)? A Rifreddo 6 euro metro cubo, nei comuni dell’Unione? In qualche posto il doppio, in altri 10 euro.

Il trasporto scuolabus? Ci ricordiamo che grazie al fatto che Rifreddo è uscito dal Consorzio costa 105 e non più 210? Potrei proseguire, ma mi fermo qui dicendo solo che per i costi e le tasse non temiamo confronti.

Veniamo ora alla questione contributi. Qui è necessaria una premessa: l’Unione è un buon modo per attrarre contributi, noi lo abbiamo sempre detto. Ma era necessario fare un’Unione dove i Comuni non hanno nemmeno più i dipendenti (vi rendete conto di cosa vuol dire?) per prenderli?

Assolutamente no, bastava fare come le altre decine di Unioni (tra l’altro tutte quelle vicine a noi): adottare un modello meno estremo ed i contributi sarebbero arrivati lo stesso, evitando di svuotare i Comuni e rendere i sindaci incapaci anche di dare un’indicazione a un dipendente.

Detto questo, veniamo ai numeri dei finanziamenti stessi. In 5 anni di Unione sono arrivati in media 250 mila euro all’anno? Sicuramente di meno ma teniamo buona questa cifra anzi facciamo 300mila così non discutiamo sulle cifre.

Dividiamola per 11 ed abbiamo esattamente 27mila euro annui per ogni Comune (ovviamente qualche comune ne ha avuti molti di più ed altri molti di meno).

Per Rifreddo ovviamente non era conveniente, perché il solo costo di pagare i responsabili dei servizi costa 30mila euro all’anno. E già, perché se si va in Unione gli Amministratori non possono più firmare gli atti e li devono obbligatoriamente far sottoscrive dai funzionari.

Potrei aggiungere altri costi, ma mi fermo qui: è sufficiente. Non mi permetto di entrare in merito all’organizzazione dell’Unione del Monviso ed al suo funzionamento: non mi competete. Faccio solo notare che la burocrazia rifreddese non è paragonabile per tempi e modo di rapportarsi a quella di quell’Ente.

Basta chiederlo a chi fa una domanda di contributo o una pratica ed il giudizio sarà immediato.

Un’ultima considerazione la voglio invece fare a livello generale, rispondendo a questa semplice domanda. Se non ci fossero stati paesi come Rifreddo secondo voi quale sarebbe stata la sorte dei piccoli Comuni?

A mio avviso quella delineata anni fa, cioè farli sparire a poco a poco, con vincoli e obblighi vari fino a fonderli. Ciò vuol dire che le gestioni associate sono da buttare?

Assolutamente no. Vuol solo dire che le stesse vanno fatte in modo elastico, economicamente vantaggioso, efficiente e soprattutto nell’interesse dei cittadini per far si che gli stessi possano godere di tasse e servizi a costi bassi.

Ovvero: non vanno, come è stato fatto, fatte per far piacere a qualche partito che governa a Roma o a Torino ed all’ideologia che questo ha deciso debba essere quella dominante. Per questo le gestioni associate, come è giusto che sia, faranno parte della campagna elettorale come ne fanno parte tutte le questioni che riguardano i cittadini che abbiamo l’onere e l’onore di amministrare. Un saluto”.

Firmato: Il sindaco di Rifreddo, Cesare Cavallo.

Ni.Ber.

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