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Bra e Roero | 19 marzo 2019, 14:37

Il Museo della Bicicletta di Bra si è arricchito di un nuovo cimelio

Si tratta del triciclo da gelatiere, realizzato dal Cavaliere Stefano Milanesio in collaborazione con il figlio Davide

Foto di Luciano Cravero

Foto di Luciano Cravero

Ufficialmente è il Museo della Bicicletta, ma per la gente è il museo di Luciano. Occhi vispi, bocca piena di parole, cuore che recapita nomi, luoghi, date, ma anche sensazioni, emozioni, avventure.

Tutte quelle che si possono respirare a Bra nel luogo che da tredici anni alimenta lo spirito di tanti innamorati della bicicletta. A destra ed a sinistra: una vetrina dedicata ai miti delle due ruote. Attaccati: quadri, manifesti, fotografie. Negli angoli: bacheche con foto, cartoline. Sul bancone, ecco il quaderno delle dediche formulate dai visitatori, tra i quali figurano grandi campioni come Moser, Balmamion, Zilioli, Fenocchio, Balsamo, ma l’elenco è lungo. Esiste anche l’associazione del Museo, composta da amici e sostenitori che contribuiscono a dare energia ad un’opera speciale che ogni anno vince il suo GPM in termini di biglietti staccati ed apprezzamenti.

Visitabile nei locali dell’azienda Bra Servizi, l’allestimento è un’idea ed un progetto nato dall’impegno del Cavaliere Luciano Cravero, che dedica anima e corpo alla salvaguardia ed alla diffusione del patrimonio storico di questo sport, conservando testimonianze raccolte lungo tutta una vita. Luciano lo si può vedere pedalare in città persino nella più uggiosa delle giornate ed è anche la figura maggiormente riconoscibile nelle diverse cerimonie braidesi che documenta con pregevoli fotografie. Casa e bici, bici e museo che è anche casa per il Luciano nazionale. Ora la sua collezione si è arricchita di un nuovo cimelio.

Si tratta del triciclo da gelatiere, realizzato artigianalmente dal Cavaliere Stefano Milanesio in collaborazione con il figlio Davide. Grande soddisfazione da parte del Presidente: “Sono estremamente riconoscente al Cavaliere Stefano Milanesio per un dono che è frutto di lavoro pregevole e paziente. Ringrazio anche mio figlio Walter che si adopera sempre per il trasporto delle bici che vengono donate al Museo. I visitatori sono molto entusiasti quando vengono qui, soprattutto i ragazzi delle scuole, le persone in terza età che fanno un tuffo nel passato vedendo oggetti che sono memorie della loro gioventù”.

Il nuovo arrivo si aggiunge ad una rassegna incredibile che parla al cuore di chi è innamorato del mezzo a pedali e della sua storia. Nella permanente di corso Monviso si rimane colpiti dalla perizia e dalla passione che si taglia con il coltello. C’è tutta l’essenza del ciclismo, quello recente e quello del dopoguerra. Oggetti che raccontano la corsa e ciò che le ruota intorno, il lavoro delle squadre, le macchine al seguito, i giornalisti. Un mondo eroico e colorato, che trasuda di fatica e trionfo. Dalla maglia della gloria locale Diego Rosa a quella gialla di Marco Pantani, dalla maglia rosa di Vincenzo Nibali a quella celebrativa del tricolore 2018 dell’Androni Giocattoli Sidermec guidata da Gianni Savio, fino alla bicicletta olimpica di Francesca Fenocchio.

Tra le maglie di corridori famosi, figurano ancora quella della Ursus indossata da Gino Bartali nel 1945, quella della Bianchi del campionissimo Fausto Coppi e quella di lana della squadra torinese dedicata a Serse Coppi, fratello di Fausto. Più attuali, invece, la maglia rossa della Vuelta di Spagna ancora di Nibali e la maglia da gara di Elisa Balsamo del team Valcar-PBM. Circa 500 borracce, oltre 70 borse da rifornimento, una cinquantina di cappelli, autografi, pagine seppiate di vecchi giornali che esaltano un mezzo, la bicicletta, che guarda con il sorriso al passato e strizza l’occhio al futuro.

Dietro il racconto di ciascuna bici c’è un pezzo di storia d’Italia e del mondo. In questo tempio vivo del ciclismo è possibile trovare oltre una settantina di bici: quella da bersagliere per il settore militare, da panettiere, da barbiere, da arrotino, da spazzacamino, da pompiere, da calzolaio, da stagnino per il settore componibili e catrechet. Più accessori, dalle pompe ai campanelli, portapacchi, ceste e cestini, tutto ad ispirazione ciclistica. Alcune bici sono state donate dai privati in ricordo dei nonni e dei genitori, mentre altre sono repliche ottenute grazie al sapiente lavoro del Cavaliere Stefano Milanesio.

La visita al museo rappresenta un full immersion in uno spettacolare contenitore di cultura, fascino e passione sportiva che è possibile vivere gratuitamente dal lunedì al venerdì con orario 9.30/12 e 15/18 (sabato e domenica visite su prenotazione). Info, prenotazioni e tesseramento come soci: 0172/412507 - 333/6567315. Indirizzo: Bra, corso Monviso, 25. Oppure, se siete da quelle parti, basta chiedere dov’è il museo di Luciano. Lo sanno tutti.

Silvia Gullino

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