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Eventi | 19 marzo 2019, 10:01

Cuneo: a Palazzo Samone si va "Al chiaror di una lanterna"

Dal 28 marzo al 14 aprile sarà visitabile la mostra di lampade antiche, cartoline e fotografie d'epoca della città

Cuneo: a Palazzo Samone si va "Al chiaror di una lanterna"

“L’Orto delle Arti”, contemporaneamente alle varie attività di corsi, laboratori e incontri, propone una originale mostra a Palazzo Samone, dal titolo “Al chiaror di una lanterna” a cura di Ober Bondi e di Gianpaolo Marro, con inaugurazione giovedì 28 marzo alle ore 17. Saranno esposte cartoline d’epoca e fotografie di Cuneo e lampade antiche.

Strumenti di luce. Vince il buio, accompagna ogni gesto quotidiano, è una guida nelle tenebre, insegue le stagioni, cresce e si affievolisce con il trascorrere delle ore. La luce fa parte delle nostre vite e i suoi sguardi sono i nostri occhi verso l’infinito, le tonalità dei giorni lieti e le ombre di quelli meno fortunati.

Gli strumenti di luce affascinano e accompagnano i gesti quotidiani a ogni latitudine, in qualsiasi occupazione, in ogni momento della storia. Ecco così che lampade, lanterne, lucerne, lumini, fanali e segnalatori sono un’espressione dell’essere singolo e della collettività, trasmettono solitudine ma anche senso di gruppo dalle nostre città ai luoghi lontani.

L’esposizione è un viaggio fra strumenti di luce dei villaggi berberi in Marocco e Tunisia, nelle piccole comunità di Zanzibar o a Mauritius, attrezzi del mestiere in ferrovia, sulle imbarcazioni, nei cantieri stradali, così come nelle miniere, accessori indispensabili in casa o nelle attività d’ufficio, nella vita quotidiana, compagni importanti del viandante a piedi o in bici, sui carri o in moto. Ogni strumento di luce evoca una sensazione, uno stato d’animo. Il visitatore è invitato  a esprimere i propri sentimenti e le proprie suggestioni in un quaderno dell’esposizione che sarà un inno e un omaggio alla luce.

Le cartoline e le fotografie esposte testimoniano la situazione di Cuneo all’inizio del secolo XX e ne seguono lo sviluppo urbanistico nei tre decenni successivi. I quegli anni, La Città nuova cresce e si allunga verso Borgo S. Dalmazzo. La grande piazza, allora intitolata a Vittorio Emanuele II, oggi a Duccio Galimberti, è l’anello di congiunzione tra la città vecchia e la città nuova e il polmone della Cuneo del futuro. Le mura, che circondavano la “Villa” di Cuneo, furono abbattute dai Francesi di Napoleone all’inizio del 1800 e, di conseguenza, il centro urbano ebbe nuovo respiro.

Al termine dell’Ottocento, la grande piazza è ormai tutta costruita. Nei primi tre decenni del Novecento, come documentano queste cartoline, la città “nuova”, crescendo, colma gli spazi della regione “orti”, dove nel frattempo era sorta la nuova Chiesa del Sacro Cuore (ancora oggi detta, tout court, “Chiesa nuova”, senza articolo).

Da “Cuneo al tempo di Giolitti” di Piero Camilla – 1985 I documenti in mostra non si limitano a raccontare i cambiamenti della Città nei suoi edifici e nelle sue vie, ma anche i cambiamenti sociali, gli eventi; raccontano le attività artigianali e commerciali insediate in quella che noi oggi chiamiamo “Cuneo Storica”.

Le immagini, testimoni di una vita regolata da ritmi semplicissimi, giorni e notti e stagioni, ci trasportano in un tempo cristallizzato, che non possiamo ritrovare nei tempi e negli spazi a noi usuali. Tuttavia è facile, guardando le cartoline d’epoca della propria città, operare dei confronti e lasciarsi catturare dalla curiosità e dalle emozioni.

comunicato stampa

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