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Attualità | 20 marzo 2019, 18:30

Non solo Italgelatine: tra Magliano Alfieri e Govone si torna a convivere coi cattivi odori

Diverse le segnalazioni dei residenti. Olmo e Sisi escludono malfunzionamenti nei loro impianti. Rimane in campo l’ipotesi di spandimenti di liquami nelle campagne della zona

Ancora cattivi odori nella zona di Sant'Antonio di Magliano Alfieri

Ancora cattivi odori nella zona di Sant'Antonio di Magliano Alfieri

Italgelatine, ma non solo. Sembra non esserci solamente il malfunzionamento dell’impianto di Santa Vittoria d’Alba tra le cause degli odori non propriamente piacevoli che stanno accompagnando l’arrivo della primavera tra le colline albesi.

La segnalazione arriva da Magliano Alfieri e in particolare dalla sua frazione di Sant’Antonio, dove come già avvenuto alcune volte in passato diversi residenti segnalano in questi giorni la presenza di cattivi odori che si attenuano però spostandosi verso Alba.

Da qui il sospetto che la fonte di tali miasmi, avvertiti in special modo nelle primissime ore del mattino, non sia riconducibile ai problemi tecnici verificatasi dall’azienda che produce gelatine una ventina di chilometri più a monte lungo la Statale 231.

L’odore sarebbe invece più forte spostandosi a valle, verso la zona di Canove di Govone, in un’area sulla quale insistono altri due impianti già in passato al centro delle attenzioni di abitanti certo non felici della natura di questa particolare e ricorrente convivenza forzata.

Il primo di questi, con sede in paese, è la Olmo, società di compostaggio che riceve fanghi da depurazione e ne produce compost. Entrata da alcuni anni nella galassia di società del gruppo Egea, per tramite della sua controllata Stirano, l’azienda di via IV Novembre 47 esclude però con assoluta certezza che gli odori di questi giorni possano provenire dai suoi impianti, per cui occorre cercare altrove.

Sul banco degli imputati c’è poi il depuratore della Società Intercomunale Servizi Idrici, come conosciuta con l’acronimo Sisi, la società consortile che gestisce il servizio di depurazione per una lunga serie di Comuni del territorio e che dal suo depuratore centralizzato sito a Canove di Govone (un altro impianto è a Santo Stefano Belbo, mentre sul territorio operano altri impianti minori) svolge questa funzione per Alba e buona parte dei centri limitrofi, da Barolo, a Corneliano d’Alba, da Monforte a Santa Vittoria, passando per numerosi altri centri.

In questo caso abbiamo interpellato direttamente il presidente della società, Giampiero Moretto, peraltro ai suoi ultimi giorni di mandato dopo nove anni alla guida del consorzio. "Per sicurezza ho ancora sentito i responsabili dello stabilimento – ci spiega – e posso escludere con assoluta certezza che la fonte degli odori sia in qualsiasi modo riconducibile al nostro depuratore, che peraltro rappresenta nel suo genere un gioiello tecnologico, uno degli impianti migliori d’Italia…".

Il presidente Moretto segnala inoltre che nel caso di Magliano Alfieri, come anche per altri Comuni, Sisi gestisce la depurazione, ma non le fognature, sulle quali quindi non la stessa società non ha controllo né modo di verificare eventuali anomalie.

Fuori da questa opzione, ed escluse le prime due possibilità, ne rimane una terza: lo spandimento di liquami – nella fattispecie di origine suina, data la natura particolarmente pungente degli odori –, nelle campagne della zona, attività peraltro severamente regolata dalla normativa regionale sui reflui e precisamente calendarizzata da appositi bollettini. A Comune e autorità sanitarie il compito di approfondire questa terza e ultima possibilità.

Ezio Massucco

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