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Speciale elezioni | 20 marzo 2019, 07:15

Moderati, non sarà facile per Portas sbrogliare la matassa delle candidature regionali nella Granda

Il nodo più difficile riguarda Piera Comba, sindaco di Barge. Una sua scesa in campo rischia di mettere in discussione gli equilibri municipali dove in maggioranza c’è anche la Lega. La sua eventuale elezione comporterebbe il ritorno alle urne nella cittadina dell’Infernotto

Portas e Chiamparino

Portas e Chiamparino

Nessuno tra i Moderati della Granda se la sente di sbilanciarsi sulla squadra da mandare in campo per le regionali.

Stiamo ancora lavorando. Per il momento – si limita a dire la portavoce Carla Chiapello, consigliere regionale uscente – non posso dire nulla. La prossima settimana, forse, avremo elementi in più”.

Mario Picco, che la volta scorsa era stato candidato e che in questa tornata potrebbe cedere il passo alla moglie, Piera Comba, sindaco di Barge, rilancia la palla alla Chiapello.

In realtà, anche tra gli “estremisti del buonsenso” – così Mimmo Portas ama definire i “suoi” Moderati – vige una sorta di centralismo democratico per cui solo il capo decide strategia, tattica e, soprattutto, i candidati.

Nel 2014 Carla Chiapello era risultata l’unica rappresentante cuneese eletta  nel listino di Chiamparino.

I candidati nella lista proporzionale erano, oltre a Picco: Mario Di Vico (allora consigliere e capogruppo a Cuneo), Gabriele Lice (Informatico presso l’Istituto “Virginio- Donadio” di Cuneo), Renato Maiolo (sindaco di Santo Stefano Roero), Antonio Motta (già presidente del Consiglio comunale a Savigliano).

Chiapello, Di Vico e Maiolo dovrebbero essere di nuovo della partita, mentre più complessa appare la posizione di Piera Comba, ritenuta la candidata più forte sulla piazza cuneese.

Comba amministra Barge con una maggioranza che vede la Lega determinante per cui una sua eventuale scesa in campo non potrebbe non avere ripercussioni sul municipio della città dell’Infernotto.

In caso poi di sua eventuale elezione, Barge dovrebbe ritornare alle urne con tutte le complicanze che ciò comporta.

L’ultima parola, come sempre, spetta a Portas: lui e soltanto lui può sciogliere il nodo e sbrogliare la matassa.

Giampaolo Testa

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