/ Cronaca

Cronaca | 20 marzo 2019, 16:33

Processo per presunta truffa di un verificatore SIAE, continuano le testimonianze di esercenti del Saluzzese

Sotto accusa le modalità con cui venivano fatti i controlli negli esercizi pubblici

Foto generica

Foto generica

Continuano le testimonianze dei commercianti e titolari di pubblici esercizi nel Saluzzese che sarebbero stati raggirati con controlli su presunte violazioni dei diritti d’autore nel processo che vede imputati G.M. e M.N., mandatario e, all’epoca dei fatti, verificatore per conto della SIAE di Saluzzo, costituita parte civile.

I fatti contestati dal pm Giulia Colangeli vanno dall’ottobre 2015 al marzo 2016. Gli esercenti venivano invitati ad accendere la radio, e a quel punto l’ispettore gli contestava la diffusione della musica in luogo aperto al pubblico senza aver corrisposto i diritti alla SIAE. Quelli pagavano una multa fra i 60 e i 285 euro. Somme delle quali una percentuale andava in provvigione a G.M. e a M.N..

Due studentesse che nel febbraio 2016 stavano svolgendo uno stage presso un’agenzia di viaggi di Revello hanno riconosciuto seduto al banco degli imputati M.N. come la persona che si era presentata per chiedere informazioni per l’acquisto di un biglietto per un trasporto in traghetto verso la Sardegna: “In quel momento c’era la radio accesa. Ci fece vedere il tesserino SIAE e chiese se eravamo in regola con l’abbonamento. Non lo sapevamo e lui tornò nel pomeriggio quando c’era la nostra responsabile. Le fece accendere la radio che era spenta e si annotò titolo della canzone e stazione”.

Qualche giorno più tardi il titolare dell’agenzia ricevette un verbale di contestazione e si recò in agenzia per pagare la multa: “Non feci rimostranze, in effetti noi mettiamo sempre musica come sottofondo”, ha testimoniato. “Furono i finanzieri in sede di indagini a farmi notare la stranezza che la multa non fu fatta già al mattino, quando la radio era accesa”.

La titolare di un bar a Rifreddo (oggi chiuso) ha riferito che nel 2015 era entrato un ispettore che le aveva fatto accendere una radiolina che lei teneva in cucina, spenta: “Ho tribolato un bel po’ perché non prendeva. Registrò la stazione sintonizzata e disse che dovevo andare a Saluzzo per pagare la sanzione”.

Un racconto analogo lo ha fatto il titolare di una birreria di Costigliole Saluzzo. Anche a lui il verificatore contestò la diffusione della musica da una piccola radio che teneva nel retro del locale.

L’avvocato Erik Paleni, difensore di G.M., sostiene che il mandatario sarebbe del tutto estraneo alle modalità di accertamento effettuate nei locali dall’ex collaboratore (non è più verificatore dal 2016). Finora infatti i testi hanno riconosciuto soltanto in M.N. come la persona che si qualificava come ispettore. E nessuno di loro ha contestato la legittimità dell’abbonamento SIAE.

Il processo continua con altri testi il 20 novembre.

Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium