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Attualità | 24 marzo 2019, 08:01

1200 chilometri e 46 Comuni coinvolti: il GAL Mongioie progetta il bike park naturale più grande del Nord Italia

Pensato soprattutto per le e-bike, potrebbe essere inaugurato già a metà 2020, dando così il via a una rivoluzione turistica priva di eguali nel Monregalese. Il costo? 1 milione di euro circa

Immagine di repertorio

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Il Monregalese sogna in grande e, mai come questa volta, è pienamente autorizzato a farlo; il GAL Mongioie, infatti, ha ufficializzato nei giorni scorsi un progetto che a breve trasferirà i suoi dettagli, attualmente impressi su carta, direttamente nel contesto naturale dei 46 Comuni appartenenti all'ente, dando di fatto il via a una rivoluzione turistica priva di eguali, anche nel passato più o meno recente.

Tra poco più di un anno, probabilmente entro giugno 2020, su questi territori insisterà il bike park naturale più grande del Nord Italia e non è un'affermazione iperbolica. Lo dimostrano i numeri: 1200 chilometri totali, 40 percorsi diversi, circa 1 milione di euro il costo di realizzazione. 

Tutte le realtà municipali coinvolte nell'iniziativa (Alto, Bagnasco, Battifollo, Bastia Mondovì, Briaglia, Briga Alta, Caprauna, Castellino Tanaro, Castelnuovo di Ceva, Ceva, Cigliè, Clavesana, Dogliani, Farigliano, Frabosa Soprana, Frabosa Sottana, Garessio, Lesegno, Lisio, Marsaglia, Mombasiglio, Monastero di Vasco, Monasterolo Casotto, Montaldo di Mondovì, Montezemolo, Niella Tanaro, Nucetto, Ormea, Pamparato, Perlo, Priero, Priola, Roascio, Roburent, Rocca Cigliè, Roccaforte Mondovì, Sale delle Langhe, Sale San Giovanni, Saliceto, San Michele Mondovì, Scagnello, Torre Mondovì, Torresina, Vicoforte, Villanova Mondovì e Viola) hanno dato il loro assenso alla sua realizzazione, considerato anche il lieve esborso che ciascuna di esse dovrà fronteggiare: ogni Comune pagherà il 10% dei costi relativi alla parte sentieristica di propria pertinenza, impegnandosi a mantenerla per tre lustri.

L'intuizione del GAL Mongioie è riferita soprattutto alle bici elettriche, le cosiddette e-bike, tanto che a stretto giro di posta inizierà l'allestimento dei sentieri con segnaletica, gps e basette di ricarica, che, mediante apposite applicazioni per smartphone, forniranno anche informazioni di utilità socio-culturale. Inoltre, a dicembre il progetto sarà presentato al mercato tedesco, da sempre molto sensibile al tema del turismo slow in sella alla bicicletta. 

A entrare più nel dettaglio è Paolo Manera, consigliere d'amministrazione del GAL Mongioie: "Si prospetta per le nostre valli una rivoluzione turistica territoriale pari all'avvento degli impianti di risalita - ha commentato -. Sarà fondamentale creare coesione fra i Comuni che ospitano quest'opportunità, al fine di instaurare sinergie di collaborazione e di tiraggio turistico. Il nostro territorio ha una potenzialità enorme che è sempre stata tenuta nell'ombra e con questo progetto abbiamo finalmente l'opportunità di emergere e di diventare fulcro del turismo dell'Italia Settentrionale".

Non solo: il parziale divieto deliberato dal Trentino-Alto Adige nei confronti dell'escursionismo in mountain bike offrirebbe al Monregalese la possibilità di accedere al bacino turistico del Centro e del Nord Europa, che sino a poco tempo fa affollava le vallate dolomitiche. "Il vero problema - ha però spiegato Manera - è quello di riuscire a reperire il maggior numero possibile di posti letto, dal momento che sul nostro territorio, da Farigliano sino a Ormea, la quantità delle strutture ricettive non è al momento sufficiente. La speranza è che la Regione Piemonte, attraverso la legge 18, dia la possibilità agli imprenditori di ampliare la fruibilità dei propri hotel, bed and breakfast e ostelli, magari con la nascita di un albergo diffuso che vanti oltre mille posti letto".

Alessandro Nidi

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