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In&Out | 24 marzo 2019, 07:30

Cuneo-Canada, (forse) sola andata: quattro chiacchiere con Francesco Gentile

Non mi dispiacerebbe tornare in Italia o almeno in Europa. Il mio sogno è fare ricerca medica e la provincia Granda ora forse non è la migliore realtà per vederlo realizzato. Ma puo darsi che le cose cambino.

Francesco Gentile

Francesco Gentile

- Da Cuneo a Edmonton e Vancouver, in Canada, il passo non mi sembra molto breve. Come e perché hai deciso di intraprendere questa esperienza all'estero?

Sono sempre stato attratto dalla possibilita di spendere del tempo all’estero per fare ricerca. Alla fine della laurea magistrale ho avuto l’opportunita (e il supporto economico del Politecnico di Torino) di svolgere la tesi all’estero; non ci ho pensato due volte e ho scelto un gruppo di ricerca all’University of Alberta, in Edmonton, per via del lavoro di cui si occupavano (progettazione di farmaci oncologici al computer). Ho poi continuato con un dottorato che mi è stato offerto nello stesso Gruppo, e ora mi sono traferito a Vancouver per ampliare le mie conoscenze in un altro gruppo di ricerca che si occupa di argomenti simili, ma specifici per il cancro alla prostata.

- Di che cosa ti occupi, nello specifico?

Mi occupo di progettare farmaci usando tecniche di biofisica e il computer. Ciò permette di risparmiare tempo e denaro rispetto alle tecniche tradizionali, e anche di esplorare milioni di molecole in poco tempo. Ho lavorato su inibitori del cancro della pelle, del tratto colo-rettale e presto iniziero a lavorare su quello alla prostata. Alcune delle moelcole che ho contributo a progettare hanno dimostrato una forte attivita anti-cancerogena e la mia speranza e che almeno una di esse prima o poi possa essere usata su pazienti. Ma la strada e lunga.

- Come descriveresti il Canada e la città di Edmonton? Vancouver te la immaginavi diversa o in qualche modo simile?

La qualita della vita in Canada e molto alta a mio avviso. Non funziona tutto perfettamente ma in generale c’e meno burocrazia e piu possibilità di avere successo partendo dal basso, arrivando da altri paesi senza conoscere nessuno. In piu, sia il sistema educativo che quello sanitario sono pubblici come in Italia, a differenza degli Stati Uniti.

Edmonton e una citta di media taglia, molto fredda durante il lungo inverno (sei-sette mesi in cui le temperature possono arrivare a -30 gradi), ma molto internazionale e in via di sviluppo. Non mi aspettavo di considerarla come una seconda casa quando sono arrivato per la prima volta, ma ora e cosi. Vancouver invece è una grossa metropoli molto bella, con il mare e le montagne a portata di tutti e un clima mite. Ed e molto affollata rispetto ad Edmonton.

- Hai faticato a trovare un tuo spazio nella comunità di Edmonton? Come sono, i canadesi, come vicini?

I canadesi sono molto gentili e disponibili verso chi arriva dall’estero, anche perche la maggior parte di essi ha discendenze non canadesi. Però non è facile entrare in confidenza con un canadese, immagino sia perche abituati a grandi spazi sia fisici che personali rispetto agli italiani. Infatti la maggior parte dei mie amici qui sono europei.

- Che cosa ti manca di più della provincia di Cuneo?

Mi mancano la mia famiglia e gli amici, e il cibo. Cerco di tornare almeno una volta all’anno per non sentirne troppo la mancanza ma l’Alberta è molto lontana e poco connessa con l’Europa. Pero non mi lamento, non sono certo l’unico della mia generazione ad essere andato cosi lontano.

- Credi tornerai mai in pianta stabile in provincia Granda?

Non mi dispiacerebbe tornare in Italia o almeno in Europa. Il mio sogno è fare ricerca medica e la provincia Granda ora forse non è la migliore realtà per vederlo realizzato. Ma puo darsi che le cose cambino in futuro. Io per ora continuo per alcuni anni in Canada, poi si vedrà.

simone giraudi

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