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Speciale elezioni | 25 marzo 2019, 16:09

Il risultato della Basilicata non aiuta a sciogliere il “nodo Cirio”

Forza Italia sembra ritrovare compattezza sul nome dell’eurodeputato albese per la presidenza del Piemonte, ma da Salvini ancora non arriva il via libera. Il leader della Lega, nel commentare il voto lucano, ignora volutamente l’apporto dato dai forzisti

Il risultato della Basilicata non aiuta a sciogliere il “nodo Cirio”

In Piemonte e, in particolare, nel Cuneese si attendeva il responso delle urne della Basilicata per capire se da quel voto sarebbe arrivato un via libera alla candidatura di Alberto Cirio a presidente della Regione.

Nel bailamme dei commenti che sempre seguono ogni consultazione elettorale, in realtà, non è emerso un verdetto chiaro e univocamente interpretabile.

Il dato indubitabile è che vince il centrodestra con Vito Bardi, espressione di Forza Italia.

Dietro troviamo il centrosinistra con Carlo Trerotola, poi Antonio Mattia del Movimento 5 Stelle e, notevolmente distanziato, Valerio Tramutoli, della lista civica Basilicata Possibile.

Ma il dato più interessante – quello da interpretare per cercare una risposta al “nodo Cirio” - è quello riguardante le singole liste. Il Movimento 5 Stelle resta il primo partito (20,4%), pur risultando il suo candidato presidente soltanto terzo, seguito dalla Lega (19%) e da Forza Italia (9,1%).

Il centrodestra tripartito fa un deciso balzo in avanti, passando dal 25,4% delle politiche dello scorso 4 marzo al 42% odierno.

Notevole la differenza soprattutto per la Lega: nel 2018 si era fermata al 6,3%. Un successo ottenuto anche a scapito di Forza Italia che perde oltre 3 punti percentuali passando dal 12,4% al 9,1%.

Guadagna qualcosa, invece, Fratelli d’Italia: che dal 3,7% delle politiche dello scorso anno arriva al 5,9%.

Come interpretare questi dati alla luce delle prospettive del centrodestra piemontese in vista della sempre più imminente scadenza regionale?

Ognuno, come sempre, i risultati elettorali li usa a proprio uso e consumo, per cui non si può dire che sarà la Basilicata ad aprire la strada all’eurodeputato albese in Regione, ma nemmeno si può sostenere il contrario.

Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo e vicario del Cavaliere, ha ricordato che, per quanto riguarda il Piemonte, c’è un accordo politico sottoscritto da lui stesso per FI, Giancarlo Giorgetti per la Lega e Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia.

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e Maria Stella Gelmini, presidente del gruppo forzista alla Camera, con toni diversi, spezzano entrambi una lancia a favore di Cirio. “La coalizione di centrodestra è vincente – dicono – se si lavora uniti. Per questo dobbiamo adoperarci insieme per chiudere sulla candidatura di Cirio in Piemonte”.

Se Forza Italia, in questo momento, sembra aver trovato compattezza sul nome di Cirio, la Lega invece ancora non scioglie le riserve.

Matteo Salvini ignora deliberatamente, nei suoi commenti, l’apporto dato dai forzisti in Basilicata, limitandosi a parlare di “strepitoso successo della Lega”.

Altre consultazioni all’orizzonte non ce ne sono, per cui s’impone una decisione, considerando che mancano trenta giorni alla presentazione delle liste.

Giampaolo Testa

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