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Attualità | 26 marzo 2019, 19:31

Cuneo, arrivano le iniziative di "sicurezza partecipata": coinvolti corso Giolitti, corso IV Novembre e la zona della stazione

Approvata dal consiglio comunale la proposta "a 5 Stelle", nonostante le rimostranze di Fierro e Sturlese: "Il "controllo del vicinato" l'abbiamo già sperimentato durante il Ventennio"

Foto generica

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Sicurezza partecipata: un concetto che arriva dagli Stati Uniti d’America e che vede i cittadini coinvolti in prima persona nella gestione della sicurezza pubblica.

Il MoVimento 5 Stelle di Cuneo ha portato ieri sera (lunedì 25 marzo) in consiglio comunale un ordine del giorno per proporne l’introduzione sul territorio comunale.  “La richiesta da parte dei cittadini di un maggiore e più continuativo dialogo con le istituzioni e dell’attiva partecipazione nei confronti della risoluzione della problematica del degrado urbano, esiste ed è particolarmente sentita”, ha sottolineato la consigliera Silvia Maria Cina.

I pentastellati hanno individuato nelle zone di corso Giolitti, stazione e corso IV Novembre quelle più bisognose d’attenzione, ma una volta introdotto alla popolazione, il concetto di “sicurezza partecipata” dovrebbe essere ampliato all’intera città.

Il resto dell’assemblea si è dimostrato sostanzialmente d’accordo con la proposta (soprattutto Alessandro Spedale, che ha proposto degli emendamenti e chiesto che la collaborazione venga estesa anche ad altri attori, come per esempio le organizzazioni di categoria). 

Fortemente contrari, invece, Nello Fierro e Ugo Sturlese, uniti nel definire l’ordine del giorno totalmente inaccettabile. “A voler essere buoni – ha sottolineato Fierro - , l’odg è paranoico nella sua definizione della società. In Europa il controllo del vicinato l’abbiamo già sperimentato nel corso del Ventennio, e negli Stati Uniti con il Maccartismo. È questo il tipo di società che vogliamo per Cuneo?

Ugo Sturlese: “Pare di moda, in questo periodo, che i 5 Stelle facciano riferimento agli USA in tema di sicurezza, uno stato dal quale non mi sembra abbiamo poi molto da imparare, sull’argomento. La definizione “controllo del vicinato” per come viene presentata rischia di negare l’intero concetto di privacy”.

Alcuni esempi d’Oltreoceano sono effettivamente al limite, ma il senso della sicurezza partecipata è un altro, così come quello del controllo del vicinato - ha risposto Manuele Isoardi - : una semplice segnalazione all’ACDA per una perdita d’acqua è un esempio. La cancellazione della privacy non è ciò che vogliamo ma che serva una maggiore attenzione è sotto gli occhi di tutti”.

L’ordine del giorno è stato approvato dal consiglio comunale con venti voti a favore.

simone giraudi

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