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Attualità | 03 aprile 2019, 13:05

"Un lavoro durato dieci anni": Viola protagonista del 56esimo volume dell'Atlante Toponomastico del Piemonte Montano

L'opera è stata avviata nel 2009 dal violese Nicola Duberti e promosso dall'allora Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana. Raccolti circa 900 toponimi

Foto Sergio Rizzo

Foto Sergio Rizzo

Mettere in salvo le proprie radici e tramandare i ricordi e le tradizioni al fine di ispirare i posteri: c'è tutto questo, fors'anche qualcosa in più alle spalle del 56esimo volume dell'Atlante Toponomastico del Piemonte Montano, interamente dedicato a Viola, Comune della val Mongia.

La sua presentazione ufficiale è andata in scena venerdì 29 marzo presso la sala polivalente: un momento atteso per dieci anni, esattamente da quando il violese Nicola Duberti (correva l'anno 2009) avviò l'estenuante opera di ricerca, benedetta anche dall'allora Comunità Montana Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana, il cui presidente era Gian Carlo Rossi, storico sindaco di Viola da poco scomparso.

900 TOPONIMI - Il libro annovera circa 900 toponimi (nomi di luogo e di tradizione orale) del territorio violese, recuperati grazie alla fattiva collaborazione degli abitanti del paese, che hanno contribuito al raggiungimento dell'obiettivo dell'ATPM: salvaguardare un patrimonio linguistico minacciato e restituire una toponomastica fedele e corretta al territorio montano del Piemonte. 

UN CIRCOLO RISTRETTO - La serata si è aperta con le parole del vicesindaco Danilo Donetta, il quale ha portato i saluti dell'amministrazione comunale e ringraziato i presenti, per poi cedere il microfono alla professoressa Federica Cugno e alla dottoressa Federica Cusan del Dipartimento degli Studi Umanistici dell'Università di Torino, che hanno presentato il lavoro promosso dall'ateneo subalpino, ricordando che nell'area cebano-monregalese fino ad ora sono pochi i paesi montani che possano contare su una monografia dell'ATPM: si tratta di Roccaforte Mondovì, Briga Alta, Mombasiglio e, appunto, Viola, che, tutti insieme, danno vita a un circolo ristretto e di qualità.

MAPforUS - A margine dell'evento è stato inoltre presentato un altro progetto in corso di realizzazione: "MAPforUS", promosso dall'Università di Torino e dalla Fondazione San Paolo con lo scopo di creare un percorso turistico valorizzando i nomi dei luoghi nelle borgate montane del Piemonte. A tal proposito, l'amministrazione comunale ha presentato domanda di finanziamento alla sessione erogativa generale promossa dalla Fondazione CRC per la riqualificazione di un sentiero naturalistico, rinominato "Tre fontane e éna piátsa": esso presenta una conformazione ad anello e avrà come partenza e arrivo il Santuario della Madonna della Neve. Inoltre, lungo il tragitto verrà installata una nuova cartellonistica che riporterà i toponimi e un QR code, in modo tale che, mediante la scansione con lo smartphone, sia possibile visualizzare le informazioni più interessanti riguardo i vari toponimi. Vi è poi l'intenzione di posizionare anche una colonnina di ricarica e-bike e di un cannocchiale in un punto panoramico. Idee che hanno riscosso particolare approvazione da parte della Fondazione CRC, rappresentata dai consiglieri Massimo Gula ed Elda Lombardi.

INTERVENTI... ONOREVOLI - Gli interventi successivi sono stati affidati agli onorevoli Mino Taricco e Monica Ciaburro, i quali hanno sottolineato l'importanza del lavoro svolto da Nicola Duberti e l'ampia partecipazione e coinvolgimento della popolazione violese in questo lavoro così sentito. Infine, hanno parlato il direttore dell'ATL del Cuneese, Paolo Bongioanni, che ha posto l'accento sull'importanza turistica dei progetti presentati, e il presidente dell'associazione "Outdoor TraMontieMare", Camillo Quarelli, che ha presentato il suo sodalizio. La serata si è conclusa con la consegna di una copia dell'Atlante a ciascuno dei 39 informatori e con un lauto buffet a cura dello chef Andrea Bertolino, di Sabrina Musso, di Fabio Roberi, e del professor Mario Berutti e dell'alunna Caterina Cani, rappresentanti per una notte dell'istituto alberghiero "Giolitti Bellisario" di Mondovì.

Alessandro Nidi

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