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Al Direttore | 08 aprile 2019, 18:10

“Saluzzo avrebbe bisogno di un’alternativa dialettica e costruttiva a Mauro Calderoni, non di una destra fatta di bassi personalismi”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di "Liberalmente giovani"

Immagine di repertorio

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Finalmente la campagna elettorale è arrivata!

In un periodo così fondamentale per la nostra bella città, che porterà al rinnovo delle più importanti responsabilità comunali, che dovrebbe essere speranza in uno slancio sempre maggiore verso il futuro e verso il meglio, questo sarebbe uno slogan opportuno.

In verità, quelli che ci aspettano si prospettano come i peggiori mesi pre-elettorali che Saluzzo abbia mai sopportato.

La nostra associazione, apartitica ed ispirata ai valori del liberalismo, europeismo e libertà individuale, ha sempre cercato di contribuire attivamente alla diffusione di tali principi tra i nostri giovani concittadini.

Per questi motivi, nel 2014, decidemmo di appoggiare pubblicamente ed attivamente la candidatura a sindaco di Carlo Savio, esponente civico e moderato, che ben rappresentava i nostri ideali. Abbiamo contribuito al programma elettorale, agli incontri, alla formazione delle liste, allo scambio di idee e di opinioni sin dalle prime ipotesi circa il suo nome.

Cinque anni dopo la situazione è radicalmente cambiata. L’area che dovrebbe essere a noi più prossima si presenta alla città con una fragilità imbarazzante. Tralasciando le tempistiche con cui si è giunti allo svelamento del candidato sindaco, quello che maggiormente ci rammarica è la delusione, data dalle innumerevoli lotte intestine, dell’imposizione dai “piani alti” di un candidato sentito lontano da buona parte della città; dello scollamento totale e completo rispetto alle problematiche di una Saluzzo che non ha bisogno di facili frasi fatte, abili solo a fomentare climi di tensione, ma di proposte e d’interventi concreti.

Saluzzo non necessita di nomine imposte a livello nazionale, ma di percorsi che portino a costruire un programma comune, una vittoria maturata con coscienza, responsabilità e progettualità. In questa situazione, invece, tutto ciò è venuto meno: il programma elettorale è inesistente oltreché posto in secondo piano, non vi è una proposta concreta e sembra che la “destra” sia unita solamente per tradizione storica. Manca infatti una visione d’insieme, una progettualità a breve, medio e lungo termine che permetta di non dire solamente tanti “no” alle proposte altrui, ma di costruire e presentare idee proprie e condivise. 

Quella che avrebbe dovuto essere anche “casa nostra” ci lascia senza parole, in un profondo disagio ed imbarazzo. È una “casa” dove si paga solo l’affitto, si pulisce e si cucina per gli altri, si portano voti, ma non si prende parte alle decisioni “condominiali” e per di più si viene guardati con disprezzo. È una “casa” dove sul campanello si legge il nome “destra”, poiché l’area civica e centrista è stata annullata, come più volte anche sottolineato da alcuni esponenti dei partiti coalizzati. È una “casa” dove non si è mai interpellati, chiamati o presi in considerazione se non a giochi fatti. 

Saluzzo non ha bisogno di case così, ma necessita di uomini e donne che abbiano voglia di sporcarsi le mani, che sappiano dialogare con le vallate, che siano in grado di considerare loro pari tutte le realtà cittadine. Saluzzo ha bisogno di umiltà da parte di chi dovrebbe sapere di non aver nulla da dare alla città e per questo rinunciare a corse elettorali che non gli competono.

Saluzzo avrebbe bisogno di una alternativa dialettica e costruttiva alla compagine di “Insieme si può”, guidata dal sindaco Mauro Calderoni, che invece si è dimostrata capace di attrarre dalla sua parte sempre maggiori tasselli della società civile, inglobando realtà sempre più diverse ma allo stesso tempo complementari al progetto civico.

Saluzzo non necessita di una lista antisistema come quella dei pentastellati, ma al contrario di un vero e proprio “sistema comune” per affrontare in maniera corale e condivisa i problemi della nostra città.

Saluzzo infine, ha bisogno di tanto, forse di tutto, tranne che di questa destra, ovvero la peggior rappresentanza dei più bassi personalismi che si potesse vedere in campo”.

Il direttivo e tutta l’associazione “Liberalmente Giovani”

Al direttore

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