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Economia | 12 aprile 2019, 17:15

Fiducia e dati con segno più nell'economia della Granda, in controtendenza rispetto al panorama nazionale e internazionale

Presentate in Confindustria le previsioni relative al II trimestre 2019. Emersa la necessità di una formazione scolastica più in linea con le richieste del mercato. Il mestiere più richiesto nel settore della Meccanica è quello del progettista. Gola: "Se davanti ai nomi di alcune scuole si mettesse la parola Liceo, le cose cambierebbero. Serve un salto culturale"

Fiducia e dati con segno più nell'economia della Granda, in controtendenza rispetto al panorama nazionale e internazionale

In un contesto internazionale complicato, l'economia della provincia di Cuneo non solo tiene, ma addirittura cresce, ribaltando le previsioni di fine 2018 e i dati emersi dalle previsioni del primo trimestre del 2019.

Stamattina in Confindustria a Cuneo il presidente Mauro Gola, assieme alla direttrice Giuliana Cirio, ha illustrato le previsioni del II trimestre 2019, evidenziando come, su un campione di 300 imprese, sia nettamente migliorato il clima di fiducia, portando il dato sulla produzione industriale ad un +11,9%. Anche l'export fa un balzo di 5 punti percentuali, mentre resta negativa la redditività (-3,3%). Scende ulteriormente il ricorso alla cassa integrazione, così come sono positivi i dati sull'occupazione e le intenzioni di investimento.

"Siamo in controtendenza con tutti i dati nazionali e internazionali - ha evidenziato Gola. Il quadro non è sicuramente dei più positivi, ma siamo fiduciosi sulle prossime manovre del Governo, in particolare lo "sblocca cantieri" e il "Decreto crescita". Ci aspettiamo un aiuto e un rilancio degli investimenti da queste due manovre. Auspichiamo davvero che quanto promesso dal Governo si traduca in realtà. La crisi è per lo più dovuta alla sfiducia di cittadini e imprese. C'è bisogno di dare segnali concreti e la provincia di Cuneo, in questo senso, ne sta dando".

Nello specifico dei vari settori, quello della meccanica evidenzia dati positivi su tutti i fronti, così come il settore dell'alimentare, con un export che sfiora il 14% di previsioni. Si rafforzano i segnali per quanto riguarda il settore della chimica e della gomma-plastica, dove è praticamente azzerata la previsione di ricorso alla cassa integrazione. 

Continuano a soffrire, seppur in lieve ripresa, il settore edile e quello ad esso collegato, di estrazione e lavorazione di minerali non metalliferi. Sempre incerto il settore della filiera cartaria-grafica, dove le previsioni restano negative.

Nel corso dell'incontro è stato inoltre presentato il focus sui fabbisogni di personale delle imprese meccaniche. Il rapporto è stato illustrato da Marco Costamagna, presidente sezione Meccanica di Confindustria Cuneo. Costamagna ha evidenziato come sia sempre più fondamentale un dialogo tra aziende, scuole ed enti formativi. Un dialogo necessario per garantire sbocchi lavorativi e per mantenere la competitività delle aziende, che hanno sempre più bisogno di personale specializzato e in grado di governare le nuove tecnologie. 

Tecnologie e la digitalizzazione delle imprese, infatti, non hanno ridotto i posti di lavoro, così come si temeva e così come si dice spesso, semplicemente hanno trasformato il lavoro, richiedendo sempre più specializzazioni da industria 4.0.

Le figure più richieste - da qui al 2020 - sono quella del progettista meccanico, dell'addetto alle macchine utensili, il fresatore, il tornitore e il saldatore. Le più richieste ma anche quelle più difficili da trovare, evidenziando, se mai ce ne fosse stato bisogno, come il sistema della formazione in Italia sia lontano dalle richieste del mercato del lavoro.

Giuliana Cirio: "Non possiamo che plaudere alla riapertura del Politecnico di Mondovì, dove è stato istituito un percorso di laurea professionalizzante di tre anni, voluto anche da Confindustria, in cui la parte di esperienza in azienda sarà preponderante".

"Il cuore del nostro Paese è la manifattura - ha concluso il presidente Gola. Servono skills tecnici, ma soprattutto un salto culturale. Se davanti alla parola Itis o alla parola alberghiero venisse aggiunta la parola liceo, queste scuole avrebbero decisamente più appeal sulle famiglie e soprattutto sugli studenti".

 

Barbara Simonelli

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