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Eventi | 12 aprile 2019, 19:18

Il Venerdì Santo, a Pocapaglia, torna la Passione vivente di Macellai

La 33ª edizione della rievocazione basata sui testi di don Maso Bonamico andrà in scena il prossimo 19 aprile, presso la parrocchia della Beata Vergine del Buon Consiglio

Un'immagine di repertorio della Passione vivente di Macellai

Un'immagine di repertorio della Passione vivente di Macellai

Andrà in scena il prossimo 19 aprile, Venerdì Santo, alle ore 21, la tradizionale rappresentazione della Passione vivente di Macellai di Pocapaglia: l'appuntamento, giunto alla sua 33ª edizione, è presso la parrocchia della Beata Vergine del Buon Consiglio. Lo spettacolo, di grande suggestione e di forte emotività, ogni anno rivive grazie all’operosa comunità parrocchiale di Macellai, che ne cura l’allestimento e che la sera del Venerdì Santo vestirà i panni di Gesù Cristo e dei dodici apostoli, della Madonna e della Maddalena, dei centurioni romani e della folla, con pastori e contadini, commercianti e artigiani.

Nata su iniziativa dell’indimenticato parroco don Carlo Franco, proprio agli inizi del suo servizio pastorale in parrocchia (1985-1986), sui testi scritti e curati dal narratore, poeta e uomo di teatro don Maso Bonamico, di Sommariva Bosco – è una rievocazione in chiave moderna, che richiama ogni anno centinaia di appassionati visitatori da tutta la provincia.

L’ultima cena sul sagrato della chiesa, il processo di Pilato, il tradimento da parte di Giuda, l’Uomo dei dolori, il pentimento di Pietro, la crocifissione e la risurrezione si svolgeranno per le vie del paese, trasformato per l’occasione nella Gerusalemme dei tempi di Gesù.

"Una Passione antica, ma attuale, per portare ancora oggi una luce di speranza e di fede", commentano gli organizzatori. La comunità parrocchiale, guidata da don Mauro Molinaris, negli anni ha saputo migliorare lo scenario con giochi di luce, preghiere e canti. La partecipazione degli spettatori è libera e sono individuate aree di parcheggio gestite dai volontari di Protezione civile.

 

Pietro Ramunno

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