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Economia | 13 aprile 2019, 07:00

Cosa ci spinge a giocare e scommettere online

Il gioco d’azzardo e le scommesse sono un “vizio” che l’uomo si è sempre concesso nella storia, e quest’epoca digitale non fa eccezione.

Cosa ci spinge a giocare e scommettere online

Il gioco d’azzardo e le scommesse sono un “vizio” che l’uomo si è sempre concesso nella storia, e quest’epoca digitale non fa eccezione. Si è solo trasferito, appunto, su internet dove sono sorti tantissimi siti di scommesse e giochi, alcuni validi, seri e sicuri come Nowbet, altri che si rivelano delle truffe. Ma cosa ci spinge al gioco, alla scommessa? Ve lo spieghiamo in questo articolo, invitandovi a giocare con discrezione, senza esagerare per evitare di mettervi in pericolo e di mettere in pericolo anche chi vi sta intorno.

Bisogna sapersi controllare

Uno dei metodi più amati e migliori per passare il tempo è il gioco online che, se giocato con metodo, con consapevolezza e con discrezione, non rappresenta nessun problema per il giocatore, il quale dimostra di essere serio e responsabile: adulto.

Ma c’è stato un periodo, ovvero il primo decennio di questo secolo (2000-2010) in cui il gioco d’azzardo come fenomeno e come dipendenza, aveva raggiunto dei livelli abbastanza seri e preoccupanti, con picchi nel 2006 (vi ricordate quante notizie uscivano su gente che vinceva somme enormi?) tanto che molti sociologi hanno compiuto un lavoro enorme e utilissimo alla scienza, volto a comprendere la psicologia del giocatore “seriale”, considerata patologica.

Sicuramente hanno contribuito alla diffusione della dipendenza da gioco anche la troppa pubblicità, che ai tempi invase ogni canale televisivo creando la febbre del gioco online, con particolari riguardi per il Texas Hold’Em (giochi come il Lotto hanno pochi casi di dipendenza).

Si tratta di una variante del poker, più semplice e più spettacolare fonte per circa 5 anni di un fenomeno virale e generazionale in tutto il continente. E nel tempo, ai giochi più noti come appunto il poker se ne sono aggiunti sempre di più.

Sono trascorsi più di dieci anni da questo periodo, ma lo studio dei sociologi che dimostra come questi giochi esercitino grande fascino sulla popolazione è ancora molto attuale – seppur in misura minore – per quanto riguarda problematica e diggusione del gioco d’azzardo anche se poi le cose sono andate diversamente come ci si aspettava, in alcuni casi in maniera trasversale.

Certo a livello psicologico il gioco è una forma di divertimento e di passatempo, e fin qui non rappresenta un problema. Questo sorge quando si passa da semplice voglia di divertirsi, a patologia (esattamente come per ogni vizio).

Ma ciò che rende davvero attuale questo saggio, intitolato Psicologia del gioco d’azzardo e della scommessa, è la riflessione sul gioco della rivoluzione tecnologica iniziata a fine decennio scorso e tuttora in atto, e della cultura della globalizzazione, che ovviamente ha toccato anche il mondo delle scommesse.

Forse in maniera non totalmente seria, lo scommettitore, il giocatore, chi frequenta le sale da gioco, i bar, le sale da bingo, i videopoker, i siti d’azzardo viene chiamato Homo Ludens e partecipa soprattutto a qui giochi che aumentano il rischio di sorpassare, senza vederla, la linea di confine tra benessere e disagio.

È interessante anche come, attualmente, il fenomeno del gioco d’azzardo abbia trovato molto successo nella versione web tra i giovani studenti universitari, cosa che rende decisamente non casuale che lo smartphone sia diventato man mano protagonista delle piattaforme di gioco online che in via totalmente legale consentono di giocare e tentare la fortuna senza dover accendere il PC, ma dalla app dedicata per Android o iOS.

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