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Solidarietà | 14 aprile 2019, 11:30

Quando fare una donazione di sangue vuol dire aiutare il prossimo due volte

Intervista a Fabrizio Folco, presidente dell’Associazione S.O.S. (Solidarietà Organizzata del Sangue)

Il direttivo dell'associazione S.O.S. Solidarietà Organizzata Sangue

Il direttivo dell'associazione S.O.S. Solidarietà Organizzata Sangue

Come tutti sanno, il sangue non può essere prodotto artificialmente in laboratorio e rappresenta una vera e propria terapia salvavita per alcune malattie e condizioni cliniche: patologie tumorali o onco-ematologiche (leucemie, linfomi), alcune forme di anemia cronica, emofilia, interventi chirurgici complessi, trapianti di organo, eventi traumatici, emorragie, ustioni, ecc.

La disponibilità di sangue è possibile solo attraverso la donazione volontaria, periodica, gratuita e responsabile; non costituisce un rischio per la salute, in quanto un organismo sano reintegra velocemente la quantità di sangue o plasma prelevati e, con le donazioni periodiche, lo stato di salute del donatore stesso viene costantemente monitorato attraverso il controllo medico e gli esami ematochimici.

Altra informazione nota a tutti è che la maggior parte dei donatori è riunita in associazioni non a scopo di lucro che hanno le funzioni di promuovere la cultura della solidarietà e del dono, di informare e sensibilizzare i donatori sul corretto stile di vita, di reclutare e di coordinare i donatori, collaborando con i Centri Trasfusionali degli ospedali e attivandosi tempestivamente quando c’è carenza di sangue.

Forse, però, non tutti sanno che la normativa che regola il sistema trasfusionale in Italia prevede, a sostegno delle associazioni di donatori di sangue, una remunerazione economica che varia dai 23 ai 27 euro circa per ogni sacca prelevata di sangue intero o emoderivati (plasma o piastrine).

Questi contributi vengono corrisposti puntualmente dalla Regione Piemonte, tramite le Aziende Sanitarie, per la copertura delle spese associative (gestione delle sedi, coordinamento dei volontari per le donazioni, pianificazione e gestione del calendario dei prelievi, trasporti, spese di segreteria, stipendi del personale amministrativo ecc.) e viene anche utilizzato per riconoscimenti, attività ricreative e iniziative varie mirate alla valorizzazione e alla fidelizzazione dei donatori.

Nella nostra Provincia, da sempre esempio di grande generosità nella donazione di sangue, sono presenti più associazioni e alcune di esse destinano parte di questi introiti a progetti di solidarietà per sostenere persone in difficoltà: tra queste vi è la S.O.S. (Solidarietà Organizzata del Sangue) di cui vale la pena raccontare la storia.

Il Presidente Fabrizio Folco spiega che è nata nel 1991 da un gruppo di persone che hanno deciso di aiutare un collega di lavoro colpito da una grave malattia, a seguito della quale erano subentrati anche problemi economici. Da questa richiesta di aiuto (SOS), dopo le prime difficoltà burocratiche, è nata l’associazione che è cresciuta piano piano attraverso il passaparola, mantenendo sempre nel tempo due finalità: sensibilizzare la popolazione sull’importanza di diventare donatori di sangue e destinare la quasi totalità dei proventi derivati dalle donazioni di sangue a famiglie o persone in difficoltà economica; questo secondo obiettivo viene raggiunto con piccoli progetti applicati sul territorio il cui obiettivo è il superamento di problemi materiali come il pagamento delle utenze, dell’affitto, delle spese mediche, l’acquisto di una carrozzina, ecc.

Il motto che spiega bene il significato di questi progetti è: donare il sangue per aiutare il prossimo due volte.

Come vengono scelte le persone da aiutare?

Ogni associato (al momento sono circa 600, di cui 300 donatori attivi) ha la possibilità di proporre un caso che necessita di sostegno economico necessario per superare difficoltà temporanee: tutte le richieste vengono discusse nell’ambito dell’Assemblea dei Soci che si svolge almeno una volta all’anno; gli aiuti concreti, una volta deliberati, vengono erogati alle persone interessate, nel rispetto della riservatezza e della trasparenza.

Nel 2018 l’assemblea ha deciso di donare, insieme all’associazione “Voglia di Crescere” un ventilatore speciale alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Santa Croce di Cuneo.

Quali sono le spese di questa associazione?

Nessuna, tranne la cifra annuale per la quota assicurativa e altre piccole spese correnti, non ci sono altre uscite in quanto l’associazione non ha una sede e tutte le attività vengono svolte volontariamente dai componenti del direttivo e dagli associati. Le entrate sono rappresentate dai contributi delle aziende sanitarie per le sacche di sangue raccolte, da donazioni spontanee e dal 5 per mille.

Al momento quali sono le maggiori problematiche?

Le difficoltà sono rappresentate dalle incombenze burocratiche: ad esempio, l’adeguamento alla recente normativa sulla privacy e la modifica dello statuto prevista dal Codice del Terzo Settore. A questo proposito abbiamo il supporto del Centro Servizi per il Volontariato (CSV) e, rispetto alla nostra associazione, la buona notizia è che a breve un componente del direttivo andrà in pensione e potrà dedicare ancora più tempo a questi aspetti.

Come è possibile aderire all’associazione?

Siamo convenzionati con i Centri Trasfusionali della Provincia (Cuneo, Savigliano, Saluzzo, Fossano, Mondovì e Ceva) per cui è sufficiente segnalare la propria adesione al momento della donazione di sangue; successivamente contattiamo i nuovi associati e li invitiamo a partecipare all’Assemblea annuale per proporci eventuali richieste di solidarietà.

Chi non può donare sangue o plasma perché non idoneo, può sempre fare una donazione liberale o attraverso il 5 per mille indicando il codice fiscale 96028560041 nella casella “scelta destinazione del cinque per mille” e successivamente apporre la propria firma.

Altre informazioni sulla nostra associazione sono presenti sulla pagina Facebook e sul sito https://sossangue.blogspot.com/p/home.html

A conclusione di questa intervista, sono d’obbligo alcune riflessioni: il nostro sistema sanitario non può fare a meno dei donatori di sangue e delle loro associazioni: un esercito di volontari che dedicano il loro tempo e donano parte di sé per concorrere all’obiettivo dell’autosufficienza di sangue e, nello stesso tempo, contribuiscono anche a realizzare progetti di solidarietà.

Sosteniamo queste associazioni nel modo che ci è possibile, ricordando che un semplice gesto di solidarietà come la donazione di sangue, a volte, può veramente aiutare il prossimo due volte.

Bruna Aimar

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