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Cronaca | 16 aprile 2019, 15:28

Cuneo: per due venditori ambulanti a processo per resistenza e lesioni l’accusa chiede la condanna a 10 mesi

Il 19 marzo 2015 gli agenti della municipale avevano arrestato uno di loro perché privo della licenza

Cuneo: per due venditori ambulanti a processo per  resistenza e lesioni l’accusa chiede la condanna a 10 mesi

A marzo del 2015 gli agenti della polizia municipale di Cuneo avevano fermato un venditore ambulante di arance in corso Nizza perché non aveva esibito la licenza, in originale, per la vendita. La scena dei vigili mentre cercavano di ammanettare l'uomo per portarlo al comando per altri accertamenti era stata filmata da alcune persone e messa in rete. Erano arrivati insulti, alla volta degli agenti, da tutta Italia. In 20 vennero querelati per diffamazione. Il video ebbe migliaia e migliaia di visualizzazioni e condivisioni.

Per gli ambulanti E.U. e il suocero S.S., saviglianesi, a processo con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, il pm ha chiesto la condanna a 10 mesi di reclusione ciascuno.

I due vigili, che si sono costituiti parte civile, avevano riferito che U. non aveva con sè la licenza di venditore ambulante in originale, ma soltanto una fotocopia. Avrebbero dovuto allora procedere al sequestro della merce per poi consegnarla ad un ente di beneficenza ma, prima, dovevano inventariarla: “Lui si innervosì. Disse che non avremmo sequestrato un bel niente e che quel giorno qualcuno sarebbe finito in ospedale Mi schiacciò la mia mano con la sua. Gli dissi che mi stava facendo male, intervenne il collega che fu colpito al volto”.

Nel frattempo erano sopraggiunti altri due agenti della municipale: “La situazione stava diventando tesa, siamo intervenuti per bloccare U. e ammanettarlo, mentre lui continuava a divincolarsi”, aveva ricordato uno dei vigili. “A quel punto arrivò anche S.S. inveendo mentre teneva una scaletta in mano. Poi la posò per prendere un’asta, sembrava che ce la volesse spaccare in testa. Il collega è riuscito a bloccarlo”. Era passata anche un’auto della polizia: al fermo avrebbero partecipato in tutto cinque agenti.

La difesa ha chiesto l’assoluzione degli imputati e ha invocato come causa di giustificazione per il loro comportamento la “resistenza ad atti arbitrari della pubblica amministrazione”: “Gli agenti hanno tenuto una condotta anomala, inficiata da violazione di legge fin dall’inizio del controllo”.

Sentenza il 13 maggio.


Monica Bruna

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