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Cronaca | 17 aprile 2019, 20:52

Se ne va Raimondo Sacco, indimenticabile amministratore comunale di Sanfront per 40 anni: fu sindaco dal 1970 al 1990

Nella sua lunga “carriera” amministrativa, sempre sotto il simbolo della DC, fu anche consigliere provinciale, nel 1985 e presidente, per tredici anni, a partire dal 1977, della Comunità montana. Un vero “signore” della politica locale. Il ricordo dell’attuale primo cittadino Emidio Meirone

Raimondo Sacco

Raimondo Sacco

Sanfront dice “addio” a Raimondo Sacco.

Nato a cuneo il 14 maggio del 1939, all’età dunque di 79 anni, Sacco si è spento all’ospedale di Saluzzo, dove si trovava ricoverato a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute.

Professore di francese, preside delle locali scuole medie, tutto il paese lo ricorderà anche, se non soprattutto, per la sua grande passione politica.

Quella passione che lo ha portato a sedere ai banchi del Consiglio comunale per quarant’anni, fatta eccezione per il lustro dal 2004 al 2009. Una presenza costante nella vita amministrativa del paese, mossa, prima di tutto, dall’amore per la propria terra.

Sacco è stato sindaco nel ventennio dal 1970 al 1990. Consigliere di opposizione, poi, dal 1990 al 2004, anno in cui, appoggiando l’amico di allora Giovanni Battista Mattio, si candidò al Consiglio comunale di Paesana.

All’atto della presentazione delle liste, però, Sacco non rassegnò le dimissioni dall’assise di Sanfront e, nonostante il numero di consensi personali ottenuti, venne dichiarato ineleggibile. Mattio, eletto ma come capogruppo d’opposizione (le elezioni le vinse Mario Anselmo), persa la colonna portante della sua lista, lasciò anch’egli il Consiglio comunale.

Dopo cinque anni di “stop” forzato, Sacco ritornò, nel 2009, sulla scena politica, ma di nuovo a Sanfront, candidato nella lista di Umberto Borsetti, sconfitta alle elezioni dall’avversario Roberto Moine.

Gli ultimi cinque ai banchi del Consiglio Sacco li trascorse quindi all’opposizione. Poi, nel 2014, nell’ultima seduta consiliare, aveva annunciato, con gli occhi lucidi per via dell’emozione, di ritirarsi definitivamente dalla vita amministrativa.

Dopo quarant’anni mi riposo un po’” aveva detto a margine del Consiglio, che gli aveva tributato un lungo applauso.

Nella sua lunga “carriera” amministrativa, sempre sotto il simbolo della DC, Sacco è stato anche consigliere provinciale, nel 1985, presidente, per tredici anni, a partire dal 1977, della Comunità montana e membro del Consiglio d’amministrazione della Cassa di risparmio di Saluzzo.

Negli anni aveva perso la moglie Miranda e, ultimamente, si era trasferito a vivere nell’Ospedale di carità di Corso Marconi: nell’incontrarlo lungo i corridoi della struttura, dopo averlo salutato con il consueto “buondì Sacco”, si veniva sempre e costantemente ripagati da quel garbo e quella gentilezza che hanno sempre contraddistinto i suoi impegni pubblici, ma ancor più tutta la sua vita.

Anche dalle fila dell’opposizione, l’apporto di Sacco – pur nella dialettica che contraddistingue il confronto politico – è sempre stato pacato, mai fuori luogo o sopra le righe.

Un vero “signore” della politica locale.

Per noi rimarrà sempre ‘Il sindaco’. – così lo ricorda Emidio Meirone, attuale primo cittadino – Una grande persona, che ha segnato un’epoca, sempre contraddistinta da una correttezza assoluta, in ogni ambito.

Ha sempre dispensato consigli preziosi: la sua scomparsa lascia un patrimonio umano in ognuno di noi. Dovremo ricordarlo come merita, con un qualcosa che porti il suo nome nel tempo.

La politica, quella dei ‘grandi’, con i suoi giochi, gli ha tolto un posto che avrebbe meritato. Lo ricordo anche come coetaneo di mio padre e di mia madre, e come un amico di famiglia.

Buon viaggio sindaco, preside, Sanfrontese vero”.

“Fuori” dal Municipio, Sacco era stato anche impegnato nel volontariato locale, come Volontario del Soccorso della Croce rossa di Paesana, e membro della cantoria parrocchiale del suo paese.

Ancora da fissare, al momento, la data del rito esequiale.

Nicolò Bertola

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