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Speciale elezioni | 17 aprile 2019, 18:45

Andrea Olivero: “Serve un soggetto che dia voce alla moderazione in politica”

Per l’ex viceministro ed ex presidente nazionale delle Acli, la “Lista Chiamparino per il Sì” in Piemonte ben rappresenta l’esigenza di proposte serie, studiate e interpretate da persone credibili

Andrea Olivero: “Serve un soggetto che dia voce alla moderazione in politica”

C’era anche l’ex viceministro Andrea Olivero al convegno svoltosi la settimana scorsa a Roma dal titolo “I moderati: la politica ne può fare a meno?”, incontro tra soggetti che rappresentano la galassia centrista.

Al tavolo con l’ex presidente nazionale delle Acli, che rappresentava “Monviso” e la Rete Civica del Piemonte Leonardo Becchetti (Insieme), Lucio d’Ubaldo (Il domani d’Italia), Giuseppe Fioroni (Pd), Marco Follini (Rete Bianca), Beatrice Lorenzin (Civica Popolare) e Dario Nanni (Italia in Comune).

Gli abbiamo chiesto le sue impressioni all’indomani.

- Olivero, che cosa è emerso da questa convention?

Da più parti si sente un’esigenza sempre più forte di un soggetto politico che stia al centro dello schieramento superando le innumerevoli sigle e dia importanza e ruolo nuovo a quanti chiedono uno stile moderato nel fare politica e proposte serie, studiate e non gridate. Una necessità che cresce anche alla luce del nuovo sistema elettorale proporzionale e della situazione politica attuale che vede da un lato un Pd a guida Zingaretti con il baricentro spostato a sinistra e dall’altro un centrodestra che non esiste, ormai fagocitato da Salvini. Forza Italia sta infatti implodendo e il Movimento 5 Stelle è in palese crisi d’identità con consensi in caduta libera.

- Che sensazione ha e che cosa pensa delle prossime regionali in Piemonte?

Io sosterrò sicuramente la lista “Chiamparino per il Piemonte del Sì”, formazione che nasce da un lavoro fatto negli anni sul territorio da tante persone che si sono davvero messe al servizio, come sindaci, amministratori, volontari e professionisti. Non è una generica lista, come ne nascono talvolta sotto elezioni per camuffare qualche vecchio personaggio o acchiappare voti: qui ci sono persone serie e credibili, la cui storia parla chiaro sia dei valori che esprimono, sia delle loro capacità.

- Quindi in Piemonte, e in particolare nel Cuneese, questa “rete” precorre in qualche misura ciò che vi prefiggete di realizzare in ambito nazionale?

E’ così. Dietro, accanto e insieme a queste persone ce ne sono tante altre che sostengono, stimolano e vigilano perché l'operato di chi si candida sia davvero imperniato su professionalità, rigore morale, solidarietà e giustizia sociale. Non a caso la lista rappresenta tutta la Granda: è espressione del territorio, non di scelte fatte da Roma o da Torino, ma di tanti militanti che si impegnano per far crescere una buona politica nel Cuneese. Io la sostengo con convinzione ed entusiasmo perché vedo persone leali e competenti, che sanno incarnare il meglio del nostro Piemonte, serio, lavoratore e di poche parole, ma capace di aprire il cuore alla solidarietà.

GpT

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