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Attualità | 18 aprile 2019, 12:00

Santo Stefano Belbo, appello dai sindaci del Moscato: "Serve un progetto su promozione e redditività delle aziende agricole"

Perdite di mercato e ritorni insufficienti per chi lavora in vigna preoccupano l’associazione tra Comuni, che chiede anche interventi urgenti per salvaguardare i "sorì": negli ultimi 5 anni persi 120 ettari di vigneti storici. Il presidente Icardi: "Agricoltori presidio fondamentale per questo territorio"

Nella foto, da sinistra Luigi Genesio Icardi, Emanuele Contino, Romano Dogliotti, rispettivamente: il presidente dell’Associazione Comuni del Moscato, il coordinatore della Commissione Sorì e il presidente del Consorzio di Tutela

Nella foto, da sinistra Luigi Genesio Icardi, Emanuele Contino, Romano Dogliotti, rispettivamente: il presidente dell’Associazione Comuni del Moscato, il coordinatore della Commissione Sorì e il presidente del Consorzio di Tutela

Presso il Comune di Santo Stefano Belbo si sono riuniti nei giorni scorsi il Consiglio e l’Assemblea dei Sindaci del Moscato, con una densa partecipazione di amministratori. Nell’incontro si è approvato il bilancio consuntivo 2018 e quello preventivo 2019, passando poi a discutere la situazione relativa al comparto nei diversi aspetti.
 
"E’ evidente un carattere di generale sofferenza – è il commento che proviene dall’associazione –, che proviene dal quadro che si è delineato in questi ultimi anni: perdite di mercato e quindi rese e prezzi troppo bassi per chi lavora in vigna, pochi investimenti sui prodotti da parte dell’industria, attività promozionali inefficaci o addirittura inesistenti, l’abbandono degli impianti che producono qualità sulle colline più impervie".
 
Sono tanti i problemi discussi al tavolo dei sindaci, guidato dal presidente Luigi Genesio Icardi, primo cittadino di Santo Stefano Belbo, che commenta: "E’ una situazione che non induce ad alcuna tranquillità e che desta preoccupazione per i contadini dei 51 Comuni (dopo la fusione di Camo con Santo Stefano Belbo, ndr). Nonostante un dato dell’ultim’ora dichiari un aumento delle vendite del Moscato d’Asti in Russia, la situazione rimane comunque molto seria e, come sempre, non lascia intravedere certezze per il futuro: per la prossima vendemmia si parla di 90 quintali/ettaro e di un leggero aumento del prezzo delle uve. Vedremo. Quello che è certo è che si rende necessario un progetto complessivo che partendo dal tema della promozione metta in cima alle priorità l’urgenza di restituire redditività alle aziende agricole, ossatura della nostra economia e presidio fondamentale anche sotto i profili paesaggistico, idrogeologico e della tutela di un territorio che proprio in forza del lavoro dell’uomo oggi gode dei benefici possibili grazie al riconoscimento Unesco".

Inserito nell’ordine del giorno, si è presentato poi l’aggiornamento sull’attività della Commissione Sorì, il gruppo di lavoro nato da un’intesa tra Associazione Comuni del Moscato e Consorzio di Tutela, fortemente voluto dai sindaci del Moscato per affrontare l’annoso importante problema degli storici vitigni in pendenza, che caratterizzano molti ettari delle nostre colline. La commissione, formata da amministratori comunali e consiglieri del consorzio e guidata da Emanuele Contino, consigliere comunale di Castiglione Tinella, si è insediata nell’ottobre dello scorso anno.
 
Si è deciso di procedere, come prima azione a una mappatura ben definita dei sorì, da recuperare attraverso la lavorazione di dati (Gismaster) che dovrebbero essere già in possesso della Regione Piemonte, per poi valutare le azioni da realizzare, considerando anche uno studio su una menzione dedicata per il riconoscimento del prodotto di queste vigne.

Un lavoro piuttosto complesso, che ha bisogno della massima collaborazione dell’istituzione regionale e del consorzio di riferimento, mentre l’associazione dei sindaci intende ulteriormente concretizzare il proprio impegno, decidendo di ricercare un professionista per la veloce trattazione dei dati di mappatura, facendosi carico della spesa.
 
La questione sorì, già discussa più volte in diversi contesti, assume certamente un carattere di urgenza: visti i dati raccolti dalla commissione, risulta infatti che negli ultimi cinque anni si sono persi quasi 120 ettari di vigneti storici non meccanizzabili; ciò significa che il territorio è a rischio dal punto di vista della produzione, della stabilità geologica e anche dell’impatto paesaggistico, un elemento, quest’ultimo, che non va trascurato se si vuole mantenere la preziosa certificazione Unesco. L’associazione dei sindaci del Moscato presenterà presto alcune proposte volte a valorizzare i sorì e a scongiurare l’abbandono di queste importanti aree di territorio.

Redazione

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