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Overcooking | 20 aprile 2019, 10:54

Bella e d’annata (quarta parte)

La moglie, cogli occhi ridotti a due capocchie di spillo, passa l’indice sulla nuca bionda del figlio addormentato mentre i nostri amici si danno alla geometria di borgata commentando quale convessità si infili in quale concavità e con quale frequenza perché, sbronzi di birra, sanno che i quadrati costruiti sui loro miseri cateti fanno l’area costruita sull’ Ichnusa.

Bella e d’annata (quarta parte)

Mentre trombettisti di colore gonfiano le guance da criceti in foto d’annata appese alle pareti e l’Osteria del Matto, desnuda dei suoi avventori, sembra una Cartagine di bicchieri vuoti passati al sale delle ore piccole osservare attraverso una grappa barricata la pelata del nostro amico veneto intento a tuffare tozzetti nel vin santo.

La moglie, cogli occhi ridotti a due capocchie di spillo, passa l’indice sulla nuca bionda del figlio addormentato mentre i nostri amici si danno alla geometria di borgata commentando quale convessità si infili in quale concavità e con quale frequenza perché, sbronzi di birra, sanno che i quadrati costruiti sui loro miseri cateti fanno l’area costruita sull’ Ichnusa.

“Ha mai sentito parlare dell’operazione cigno?”

“No. Non sono un amante della danza classica.”

“Ma no, quella è la morte del cigno. Io mi riferivo all’eterno conflitto Coca-Pepsi.”

“Racconti pure ma non apra troppe parentesi perché dagli sguardi che ci rifila ogni tanto l’oste tra un po’ comincerà a capovolgere le sedie. Con o senza clienti.”

“Nell’operazione di conquista globale intrapresa dalla Coca Cola, operazione che come abbiamo visto non ha risparmiato nemmeno lo spazio, solo due realtà hanno provato a resisterle …”

“ … sembra l’incipit di Asterix.”

“La sua battuta è più pertinente di quanto non sembri perché quelle realtà sono il Venezuela e la Francia.”

“Beh, da quello che so anche il McDonald’s ha avuto i suoi bravi problemi ad imporsi sui cuginetti d’oltralpe.”

“Fino agli anni Novanta in Venezuela la Pepsi si prendeva il 70 % del mercato delle bibite analcoliche ma poi Oswaldo Cisneros, il direttore responsabile dell’imbottigliamento, chiese al presidente di acquistare la sua azienda in modo da garantire a figli e nipoti un futuro equamente diviso fra campi da golf e drink con l’ombrellino, solo che la sua proposta venne ignorata.”

“A quanto pare l’arroganza non è(ra) un’esclusiva della Coca Cola Company.”

“Sembrerebbe. Sta di fatto che Cisneros bypassò la Pepsi ed iniziò a trattare in gran segreto col presidente della Coke più ricco e spietato di sempre, il cubano Goizueta. I due si incontravano in incognito in Repubblica Dominicana.”

“In che anni siamo?”

“1996”.

“Sembra più una storia da guerra fredda.”

“Guerra ghiacciata semmai” (risate da tergo).

“Sta di fatto che il duo Cisneros/Goizueta distrusse in una manciata di giorni cinquanta anni di monopolio “blu” e lo sostituì col “rosso” Coca Cola.”

“ … ”

“La base delle operazioni fu Città del Messico (il Messico è tutt’ora uno dei principali feudi della Compagnia), a sole cinque ore da Caracas; si organizzò un ponte aereo gestito da ex membri dell’esercito americano esperti nella logistica della Guerra del Golfo e così enormi quantitativi di preparato, tappi e bottiglie, vennero trasferiti in Venezuela dove i venti stabilimenti di imbottigliamento mutarono pelle così velocemente da cancellare ogni traccia del precedente datore di lavoro … “

“Pepxit più che Brexit.”

“Vennero disinstallati i distributori automatici e regalate nuove divise ai fattorini ma era troppo impegnativo ridipingere i veicoli di consegna così c’incollarono direttamente sopra il logo della figlioccia di Pemberton. La famiglia di Cisneros ebbe mezzo miliardo di dollari e la Compagnia il controllo non sul 70 % del mercato delle bibite ma un 98 % tondo tondo. Per una strana beffa del destino L’operazione cigno (“Project Swan”) si fondava anche  su un’involontaria assonanza semantica visto che Oswaldo Cisneros veniva soprannominato “El Cisne”, il cigno.”

“E lì nacque la leggendaria crasi sudamericana fra Coca e Rum”.

“Bettino Crasi” (maledettissimi amici)

“Tacete e rispettate il popolo di tagliatori di canne voi che vi limitate a farle girare. A volte.”

“La lunga tenzone fra alcol e Coca, dal plagio del Vin Mariani fino al tentativo di conquista dei paesi islamici (astemi e antiamericanisti), visse il suo apice in quello che è stato ribattezzato “The French Problem”.

“Suo padre era francese se ho ben capito.”

Osservare un’ombra veloce velare gli occhi chiari dell’uomo e un rapidissimo sguardo d’intesa saettare fra lui e la moglie.

“Scusate … non volevo.”

“Non si preoccupi. Si, mio padre era francese e ha dato la vita per la Compagnia ricevendo in cambio un trattamento molto poco ortodosso. Comunque … “

“The French Problem”, sentir suggerire alla moglie mentre intreccia le dita alle sue con un cozzare di fedi simile all’urto degli incisivi in un ardente bacio.

“Nel 1948 con gli accordi di Blum Byrnes gli Stati Uniti si impegnavano ad aiutare con fondi economici e materie prime la Francia nella ricostruzione post-bellica ma in cambio ottenevano la libera circolazione dei propri prodotti (anche culturali) entro i confini nazionali. Fra questi primeggiava ovviamente la Coca Cola. Gli intellettuali gridarono allo scandalo, il regista Delannoy dichiarò: “ Il cinema francese è libero di morire di fame ma libero”, anche se la protesta maggiore veniva dai produttori di vino e dal Partito Comunista.”

“A sproposito com’era il vin santo?”

“Ottimo. Come tutto stasera. La qualità enogastronomica di questo posto è inversamente proporzionale al formalismo dell’oste.”

“Torniamo in Francia.”

“I delatori dicevano che un francese che beve sessanta litri di Coca Cola non berrà sessanta litri di vino quindi oltre al danno economico si aggiungeva la presunta nocività della bibita rispetto alla naturalezza di luppolo e uva. La Compagnia si difendeva affermando di puntare a nuova fasce di consumatori e cioè ai giovani e agli sportivi ma il punto era anche socio-culturale in quanto già in Italia Togliatti aveva descritto l’introduzione della Coca un secondo Piano Marshall. La Coca Cola era il simbolo del capitalismo imperante e minacciava il collante dell’unità nazionale: il vino.”

“Erano bordeaux dalla rabbia”.

“Ah ah ah. Assoldarono persino una ex-spia del blocco sovietico. Un anti-comunista soprannominato “il Russo Bianco”, per oliare i difficili ingranaggi del sistema francese e questi fu tenuto sotto stretto controllo telefonico e postale mentre fin dal 1949 ben cinque ministeri indagavano sulla rossa di Atlanta.”

“E poi?”

“Nonostante l’appoggio della testata “Paris Match” il 28 febbraio 1950 la maggioranza dei deputati francesi votò a favore della proibizione della Coca Cola.”

“Ghigliottinarono la libertà d’impresa.”

“O fecero del sano Protezionismo.”

“Quando sento quella parola vedo sempre il Duce in canotta che falcia il grano.”

“Quella era autarchia, non Protezionismo. Comunque la Compagnia non poteva arrendersi e nel 1950 Mr Farley, ambasciatore della Coca Cola, dichiarò ai microfoni della CBS: “ la Coca Cola non ha mai danneggiato la salute dei soldati americani …”

(“ Tranne quando conteneva cocaina …”)

“ … che hanno liberato la Francia dai nazisti perché i comunisti potessero sedere oggi in Parlamento.”

“L’ha toccata piano.”

“Non solo. L’opinione pubblica a stelle e strisce fu molto infastidita dal colpo basso che i francesi  avevano rifilato al loro prodotto simbolo così gli americani operarono un feroce boicottaggio ai danni dei beni d’oltralpe, incluso e soprattutto il vino. Per evitare il disastro economico nel 1951 il ministro dell’Agricoltura francese dichiarò la figlioccia di Pemberton conforme alla legge francese e “L’information Syndacale Vinicole” ne vantò perfino il gusto e la bontà.”

“Coca Cola über allen”

“Ci arriveremo a breve. Nel frattempo però volevo raccontare un capitolo poco nobile nella storia della Pepsi.”

“È giusto. Par condicio. Anzi Bar condicio.”

“La generazione Nixon fu dichiarata da un editorialista coevo “la generazione Pepsi”. Nel 1963 il Cile era la meta prediletta dei grandi investitori americani in fuga da Fidel Castro e quando Salvador Allende iniziò la propria avventura politica affermando di voler tentare un’esperienza di socialismo reale il presidente degli Stati Uniti mobilitò la CIA affinchè impedisse l’ascesa elettorale di un tale pericoloso candidato. Si arrivò al punto di armarne gli oppositori e di rapire prima e di uccidere poi il generale Schneider, suo amico e sostenitore.”

“Dove ha preso queste informazioni?”

“Sono pubbliche. Lo dichiarò Korry, l’ex ambasciatore statunitense nel Cile di quegli anni.”

“Ma cosa c’entra la Pepsi?”

“A fare pressione su Nixon furono le maggiori imprese che operavano nella patria di Allende e Neruda, fra cui la Ford … e la Pepsi.”

“Volete assaggiare una specialità spoletina come dolce finale?”, la voce dell’oste alle nostre spalle ci strappa dagli intrighi di potere in anidride carbonica.

“Direi di si. Lei che ne pensa?”

“Bien sur”.

“Poi però ve ne andate altrimenti sciolgo i cani.”

“ Meglio sciolti che armati”.

 

(Continua…)                                                                                                                  

Germano Innocenti

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