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Politica | 20 aprile 2019, 18:08

"È tempo che la classe dirigente del futuro s'impegni per il territorio": Matteo Gagliasso e la sua candidatura alle elezioni regionali

Al centro dell'impegno politico del 26enne saviglianese le politiche giovanili: "Serve riconnettere i giovani al mondo del lavoro, e incentivarli a rimanere sul territorio nazionale"

Matteo Gagliasso

Matteo Gagliasso

Ha un'anima divisa tra due (importanti) aree della provincia Granda - l'albese dove è nato e il saviglianese nel quale ha sempre vissuto - Matteo Gagliasso, candidato alle elezioni regionali in forza alla Lega.

Libero professionista, lavora da anni come consulente per aziende dopo aver studiato all'istituto "Arimondi-Eula" e aver conseguito la laurea in ingegneria civile al Politecnico di Torino; membro della Lega dal 2009, è passato dal 2011 al 2016 dalla carica di coordinatore cittadino della Lega Giovani ad assumerne le redini provinciali (e la leadership organizzativa regionale).

Impegni indubbiamente importanti, che invece di trattenerlo dal candidarsi nell'attuale campagna elettorale l'hanno sicuramente spronato: "La scelta non ha ragioni personalistiche, ma è stata condivisa da un gruppo, quello della Lega Giovani, stanco di un'amministrazione regionale che in questi cinque anni ha dimenticato le politiche giovanili" assicura Gagliasso dimostrando di avere le idee molto chiare.

E il problema dei giovani e dell'attenzione alle politiche giovanili sarà centrale nel suo impegno come consigliere regionale (nel caso il risultato elettorale finisca per premiare la sua lista, ovviamente): "Sono elementi che devono tornare al centro, e per farlo è necessario una governance regionale che rispetti ed esalti le eccellenze del mondo giovanile convincendole a formarsi e a spendere i propri talenti sul territorio nazionale, e non all'estero: troppi giovani studiano all'estero o partono per non tornare più". "È necessario poi ridurre il divario, ancora troppi grande, tra i giovani e il mondo del lavoro pensando anche a incentivi per le aziende nel caso di assunzioni di giovani; non si può non riservare poi, specie per il nostro territorio provinciale, un occhio di riguardo al mondo agricolo, portando i giovani a contatto con la realtà delle nostre aziende agricole in modo più continuativo ed efficace".

"I problemi della nostra provincia Granda sono molteplici - conclude Gagliasso - ma derivano tutti dal fatto che il territorio (e, purtroppo, in particolare quello saviglianese, come si evince dal mancato finanziamento regionale erogato al Museo Ferroviario) sia stato fondamentalmente dimenticato dalle istituzioni regionali nella maggior parte di questi cinque anni. Ora tutti si riempiono la bocca con l'Asti-Cuneo, per esempio, ma non è una problematica di oggi. Noi giovani, classe dirigente del futuro, siamo chiamati a dare finalmente delle risposte concrete e credo, molto umilmente, di essere la persona giusta per giungere a questo ".

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