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Speciale elezioni | 20 aprile 2019, 09:00

La sfida elettorale dell’albese Canova: "Con l’amico Cirio per riportare in Regione le istanze di Langhe e Roero"

Dopo dieci anni sui banchi del Consiglio comunale l’esponente di Forza Italia tenta l’avventura di Palazzo Lascaris con una fitta agenda di propositi. "Le mie parole d’ordine? Competenza e moderazione"

Mario Canova, candidato per Forza Italia alle elezioni regionali

Mario Canova, candidato per Forza Italia alle elezioni regionali

Quando a fine maggio i seggi si apriranno per riportare al voto oltre 2 milioni di piemontesi lui avrà raggiunto da pochi giorni i cinquant’anni. Un traguardo importante, come ambiziosi sono i propositi che Mario Canova si è prefisso da ben prima che la sua candidatura a Palazzo Lascaris diventasse ufficiale

Classe 1969, sposato con Stefania dal 2004, due figli di 10 e 6 anni, diplomato geometra all’Istituto Tecnico "Einaudi", libero professionista e imprenditore, da dieci anni consigliere comunale ad Alba nelle fila di Forza Italia, a volerlo fortemente nella rosa dei cinque candidati azzurri della Granda è stato nientemeno che Alberto Cirio, l’uomo che i maggiorenti nazionali del centrodestra hanno scelto per contendere a Sergio Chiamparino la guida della Regione.

Una dimostrazione di fiducia che lui ora intende ripagare impegnandosi a "riportare a Torino le numerose istanze di Langhe e Roero, ma anche dei diversi territori in cui è articolata la poliedrica realtà della nostra provincia".

In testa alle sue preoccupazioni di amministratore c’è il tema delle infrastrutture. "E da fare in questo senso c’è tanto, tantissimo. Dall’urgenza di arrivare al completamento dell’Asti-Cuneo a quella di dare ad Alba il suo terzo ponte, passando per la circonvallazione di Dronero-Caraglio".

Ma ci sono anche le problematiche legate alla sua professione, a un’edilizia che occorre aiutare a ritrovare il suo ruolo di imprenscindibile motore dell’economia regionale. A partire dalla normativa sul consumo di suolo in discussione da tempo in Parlamento: "E’ giusto porre limiti al depauperamento del territorio, ma attraverso una revisione degli oneri occorre sostenere questa articolata filiera con misure che incentivino maggiormente i recuperi edilizi, strutturali o energetici che siano".

Poi c’è l’agricoltura. "Langhe e Roero rappresentano in questo senso un esempio di quello che si può fare anche in altri territori della Granda, aiutandoli a trasformare le nostre tante produzioni agricole in ricercate eccellenze, capaci di vincere la sfida dei mercati guardando alla qualità più che alla quantità. In questo senso è fondamentale puntare sulla ricerca, sull’istituzione di corsi di studio universitari espressamente dedicati a un settore primario che sia protagonista di un nuovo sviluppo".

E tornando ad Alba? Nella sua città gli obiettivi di Canova rimangono quelli già oggetto da tempo di sue convinte battaglie.
La prima riguarda il settore dello sport, ma anche dell’intrattenimento, dello spettacolo e quindi del turismo. "Alla capitale delle Langhe, ma anche a Bra, manca un palazzetto sufficientemente capiente non solo a ospitare le nostre società sportive – come dimostra il fatto che l’Olimpo Basket non può giocare le partite casalinghe nella sua città - ma anche altri eventi rivolti a un pubblico di 3-4mila persone. Eppure parliamo di un bacino che supera ampiamente i 100mila abitanti. L’idea è quindi quella di dotare Alba di un attrezzato complesso polivalente, dotato anche di attività di ristorazione e commerciali, finalmente adeguato alle dimensioni del suo ampio comprensorio. Si potrebbe realizzare lungo la direttrice per Bra, area che – una volta che finalmente la At-Cn sarà terminata – sarebbe facilmente raggiungibile dalle diverse zone dell’Albese e del Braidese, rappresentando una risorsa a servizio dell’intero territorio".

La seconda è un vecchio "pallino", affatto banale a pensarci. Se Perugia ha un proprio museo del cioccolato, perché Alba – affermata località turistica e patria di un gruppo dolciario conosciuto in tutto il mondo, non potrebbe fare altrettanto?
"Si tratta a mio giudizio di un’opportunità incredibile. L’analogo spazio della tedesca Ritter Sport conta ogni anno 6 milioni di visitatori. Perché la patria della Ferrero non pensa a dedicare uno spazio a questa sua eccellenza internazionale. I contenitori nei quali pensarlo non mancano, a partire dal vecchio ospedale, e, legandola anche al vino e alle nostre nocciole, rappresenterebbe una nuova freccia all’arco di un turismo che vi troverebbe una nuova importante occasione di destagionalizzazione".

Cpe

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