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Speciale elezioni | 21 aprile 2019, 13:50

Paolo Allemano sugli stagionali della frutta: “In questa legislatura abbiamo prestato massima attenzione al fenomeno e fornito sostegno al Comune di Saluzzo e, indirettamente, alle aziende agricole”

Il candidato saluzzese del Partito Democratico nella coalizione di Sergio Chiamparino, consigliere regionale uscente, illustra le azioni della Regione Piemonte in relazione al fenomeno degli stagionali della frutta

Paolo Allemano

Paolo Allemano

Sono 175mila gli euro stanziati dalla regione Piemonte a sostegno del progetto Prima Accoglienza Stagionali (PAS), iniziativa di punta messa in campo dall’amministrazione saluzzese per meglio gestire il fenomeno – in crescita e, dati alla mano, fondamentale per la sopravvivenza del settore agricolo locale – degli stagionali della frutta.

Paolo Allemano – consigliere regionale uscente e membro della lista a sostegno della ricandidatura di Sergio Chiamparino alla guida dell’esecutivo piemontese – ha illustrato tutte le attività realizzate dall’amministrazione regionale in questi cinque anni, in relazione al fenomeno.

- La tematica della gestione e dell’accoglienza degli stagionali della frutta, specie per il territorio saluzzese, è di assoluta importanza. Quali sono stati i vostri sforzi in merito, in questi 5 anni?

In questa legislatura abbiamo prestato massima attenzione al fenomeno e fornito sostegno al Comune di Saluzzo e, indirettamente, alle aziende agricole che reclutano tra gli africani il 40% di lavoratori.

Tre sono stati gli strumenti messi in campo. Il primo l’approvazione della “legge 12/2016” (di cui sono stato promotore) che permette alle aziende agricole di adattare volumi di qualunque destinazione - anche quelli non censiti come residenziali – all’ospitalità degli stagionali della frutta senza costi aggiuntivi all’adeguamento ne’ atti di vincolo dei fabbricati ai terreni. Laddove non ci sono locali adattabili ad abitazione è consentito l’uso di container. La legge impegna ogni anno 100.000 euro destinati ai Comuni che allestiscono locali di accoglienza di loro proprietà; il secondo, l’accordo di programma con il Comune di Saluzzo a sostegno dell’allestimento e della gestione del PAS (piano accoglienza stagionali) con l’erogazione di 175.000 euro; il terzo è un protocollo di intesa siglato il 13 marzo scorso tra enti, associazioni, sindacati, uffici dell’impiego e corpi dello stato per una gestione programmata della domanda e dell’offerta del lavoro stagionale.

- La presenza degli stagionali tocca da vicino, inevitabilmente, il mondo dell’agricoltura. In che modo avete favorito questo incontro e, in generale, per l’agricoltura?

Di certo fondamentale è stato gestire in modo efficace ed efficiente i fondi del PSR, 1 miliardo di euro in 7 anni, del quale alla provincia Granda è andata la maggior parte, per l’alta concentrazione di aziende agricole; in questi cinque anni siamo partiti in salita stante il ritardo ereditato nella programmazione per poi trovarci in cima alla classifica delle regioni per quantità di denaro impegnato ed erogato alle aziende agricole. Ultimo, ma non ultimo, il lavoro fatto con la fondazione Agrion di Manta per la ricerca e l’innovazione in agricoltura, una realtà che mette capitale umano, risorse pubbliche e private al servizio del comparto orto frutticolo sempre più fragile in conseguenza dei cambiamenti climatici.

- In futuro quali saranno le vie su cui puntare in modo particolare?

Ci troviamo, rispetto alla gestione del tema migranti, davvero molto avanti al punto da essere indicati come luogo di buone prassi su scala nazionale. La preoccupazione però è molto alta e riguarda soprattutto l’applicazione del decreto sicurezza, che riduce drasticamente le misure di accoglienza per i migranti costringendoli a vivere in un limbo che li rende più vulnerabili e a rischio di sfruttamento. Una cornice nella quale perdono tutti: africani, imprese e città ospitanti.

sg

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