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Cronaca | 22 aprile 2019, 10:00

Incassarono 40mila euro di provvigioni, ma le fatture erano false: albese a giudizio per sostituzione di persona

Procacciatore d’affari per tre società lombarde, insieme a un complice avrebbe prodotto oltre 500 documenti fiscali artefatti utilizzando il contrassegno di un noto gruppo energetico

Il palazzo di giustizia di Asti (repertorio)

Il palazzo di giustizia di Asti (repertorio)

Avrebbero prodotto oltre 500 fatture false, tutte apparentemente emesse dalla Sorgenia Spa di Milano, per tale scopo utilizzando anche il contrassegno distintivo del noto operatore energetico, e le avrebbero inoltrate a tre società fornitrici di energia elettrica per conto delle quali operavano nella veste di procacciatori di nuovi contratti, assicurandosi in questo modo provvigioni non dovute per oltre 40mila euro.

Questa l’accusa contenuta nell’avviso di conclusione indagini che il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Asti Alberto Perduca e il sostituto procuratore Simona Macciò hanno emesso nei confronti di due soggetti, accusati di sostituzione di persona.

I due sono A. R., albese, difeso dall’avvocato Roberto Ponzio, e M.G., difeso da Giorgio Triban del foro di Biella.

Al fine di procurarsi un indebito vantaggio consistito nel percepire le provvigioni pattuite in sede di contrattazione con le società Royal Group di Como, Levi Gas di Milano e Linea Più di Pavia, a fronte della sottoscrizione di nuovi contratti di fornitura elettrica, inducevano in errore le predette società sostituendosi illegittimamente al legale rappresentante della Sorgenia Spa di Milano.

Tra i due i compiti erano così ripartiti: a M. G. era deputata la gestione telematica e l’inoltro della documentazione falsa prodotta, mentre A. R. si presentava di persona quale procacciatore di affari.

Ora dovranno rispondere di sostituzione di persona con l’aggravante della tentata truffa.

Ezio Massucco

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