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Cronaca | 03 maggio 2019, 10:34

Murazzano: morti tre lupi (sospetto avvelenamento) e il cucciolo di dromedario al parco safari

Gli animali sono stati portati all'istituto zooprofilattico per gli accertamenti del caso. Poi, eventualmente, scatterà l'indagine della Procura. Gli esemplari di Canis Lupus Occidentalis sono stati stroncati da un'emorragia, mentre Sahara è deceduto (pare) per cause naturali

Murazzano: morti tre lupi (sospetto avvelenamento) e il cucciolo di dromedario al parco safari

Il parco safari delle Langhe di Murazzano si ritrova, di colpo, a piangere la morte di quattro suoi "ospiti"; la settimana scorsa, infatti, i gestori della struttura hanno trovato le carcasse di tre esemplari di Canis Lupus Occidentalis, mentre in queste ore è deceduto anche Sahara, il dolce cucciolo di dromedario bianco che aveva già conquistato migliaia di internauti, grazie alle foto pubblicate sulla pagina ufficiale del parco.

"Per i tre lupi - raccontano dal parco safari - si parla di sospetto avvelenamento. Sono stati uccisi tutti da un'emorragia. Li abbiamo portati all'istituto zooprofilattico, che sta provvedendo all'effettuazione di tutti i riscontri del caso. Qualora l'ipotesi fosse confermata, scatterebbe l'indagine della Procura".

Quanto al dromedario albino, invece, dovrebbe purtroppo trattarsi di un decesso per cause naturali: "Nei primi 15 giorni di vita fra questi esemplari vi è un elevato tasso di mortalità. Tuttavia, per sicurezza affideremo anche Sahara all'istituto zooprofilattico, soprattutto dopo quanto accaduto ai nostri lupi".

Lupi che appartenevano alla razza più grande del mondo e di cui, a Murazzano, è rimasto ancora un esemplare: "Fortunatamente almeno lui è in salute e in questo momento si trova regolarmente nel suo recinto. Quando il veterinario ha riscontrato le emorragie nei cadaveri dei suoi simili, a scopo preventivo ha scelto di somministrargli una cura, che gli ha consentito di essere da subito fuori pericolo".

Unico superstite di una drammatica vicenda su cui le autorità potrebbero presto essere chiamate a fare luce.

Alessandro Nidi

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