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Attualità | 08 maggio 2019, 14:52

Medici in pensione ritornano in corsia: "Pratica già in uso da tempo anche ad Alba e Bra"

Il direttore generale Massimo Veglio: "Negli ospedali della nostra Asl nessuno scossone particolare da 'Quota 100', ma la carenza di specialisti è un problema annoso". E sui tempi di ultimazione di Verduno: "Avanziamo come previsto. Ultimi due piani completi e arredati"

Da sinistra il dottor Massimo Veglio, direttore dell'Asl Cn2, e l'assessore regionale Saitta

Da sinistra il dottor Massimo Veglio, direttore dell'Asl Cn2, e l'assessore regionale Saitta

"Quota 100 non ha inciso in modo particolare né ci sono avvisaglie che debba intaccare l’operatività dei nostri ospedali. La problematica prevalente, con la quale quotidianamente dobbiamo fare i conti, è piuttosto legata alla sempre maggiore difficoltà di reperire specialisti in ormai diversi tipi di discipline. Ma questo è un tema che viene da lontano e del quale leggiamo da tempo anche sui quotidiani. Diciamo che il provvedimento appena adottato dalla Regione si inserisce in questa direzione".
Così il dottor Massimo Veglio, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale Cn2, commenta la misura col quale nei giorni scorsi, la Giunta regionale ha dato il via libera al ritorno in corsia dei medici pensionati (QUI il nostro articolo), o, per usare le parole dello stesso Veglio, "dato un inquadramento generale e opportuni paletti a quanto ormai avviene da tempo in buona parte degli ospedali italiani".

Il tema prende le mosse da un problema annoso: ci sono moltissimi laureati in Medicina e Chirurgia, ma pochissime borse per la specializzazione, percorso obbligato prima di poter entrare a pieno titolo negli organigrammi di un azienda sanitaria. E sui già scarsi ospedalieri di ruolo scatta la corsa dei cacciatori di teste, "al punto che io stesso, per dire, ricevo continuamente offerte, dall'Italia e dall'estero", ci spiega ancora il responsabile della nostra sanità locale.

Il risultato è quello di direttori che faticano a trovare le figure necessarie ad assicurare le necessarie coperture nei reparti. Una situazione comunque aggravata, se possibile, da una riforma pensionistica – quella della cosiddetta "quota 100" – che, così come in altri settore del pubblico, ha rappresentato una seria tentazione anche per numerosi medici magari non più alle prime armi, ma in moltissimi casi potenzialmente ancora lontani dall’età del riposo.

Da qui la pratica, cui ora la Regione ha dato una veste istituzionale, di assumere forze nuove attingendo dal serbatoio di questi ex dipendenti pubblici, che intanto molto spesso non hanno dismesso il camicie, ma si sono rimessi sul mercato quali liberi professionisti.

"Avviene già anche ad Alba e Bra – conferma il dottor Veglio –, ad esempio tra gli anestesisti. Ora valuteremo se alla luce della nuova direttiva sarà possibile farvi ricorso anche per altre specialità, tenendo comunque conto di alcuni limiti, primo dei quali il fatto che i liberi professionisti non possono ad esempio fare turni di guardia".

Al direttore generale d’obbligo chiedere poi un aggiornamento sullo stato di avanzamento del nuovo ospedale di Verduno, tanto più che, nonostante la campagna elettorale sia entrata ormai nel vivo, pare tramontata l’ipotesi di una possibile inaugurazione a cantiere ancora aperto.
"Tutto procede come già previsto nei mesi scorsi – rassicura il dottor Veglio –. I lavori avanzano e al momento non registriamo imprevisti tali da indurci a rivedere quelle previsioni".

Nello specifico?
"In questo momento abbiamo due piani ormai completi anche negli arredi: si tratta dell'ultimo, che ospita l’area cardiologica con l’unità coronarica e l’emodinamica, e del penultimo piano, dove verranno ospitate la medicina e la neurologia. Intanto gli operai stanno procedendo col graduale allestimento definitivo dei livelli sottostanti. Mano a mano che scendiamo ci sono ancora parti da ultimare, ma le opere strutturali sono terminate e si procede di buona lena con le gare ancora necessarie e con i collaudi parziali. Diciamo che al momento ci sono tutte le condizioni per rispettare le ultime tempistiche annunciate: fine lavori entro la fine della primavera, trasloco in estate, messa in funzione entro l’autunno".

Ezio Massucco

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