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Cronaca | 13 maggio 2019, 14:20

Cuneo: assolti i due venditori ambulanti a processo per resistenza e lesioni

Il 19 marzo 2015 gli agenti della polizia municipale avevano arrestato uno di loro perché privo della licenza per la vendita di arance. Il video dell'arresto ebbe migliaia di visualizzazioni

La scena ripresa dai telefonini nel marzo 2015

La scena ripresa dai telefonini nel marzo 2015

La scena dei vigili che cercavano di ammanettare l’ambulante per portarlo al comando per altri accertamenti era stata filmata da alcune persone e messa in rete. Il video ebbe migliaia e migliaia di visualizzazioni e condivisioni.

Erano arrivati insulti, alla volta degli agenti, da tutta Italia. E.U. era stato controllato dagli agenti della polizia municipale di Cuneo in corso Nizza che gli avevano contestato di no aver esibito la licenza per la vendita.

Oggi il giudice ha assolto il venditore di arance e il suocero S.S., saviglianesi, dalle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni perché il fatto non costituisce reato. Il pm aveva chiesto la condanna a 10 mesi di reclusione ciascuno.

I fatti risalgono al 19 marzo 2015. Due vigili, costituiti parte civile, avevano riferito che U. non aveva con sé la licenza di venditore ambulante in originale, ma soltanto una fotocopia. Avrebbero dovuto allora procedere al sequestro della merce per poi consegnarla ad un ente di beneficenza ma, prima, dovevano inventariarla: “Lui si innervosì. Disse che non avremmo sequestrato un bel niente e che quel giorno qualcuno sarebbe finito in ospedale”, aveva riferito un agente. “Mi schiacciò la mia mano con la sua. Gli dissi che mi stava facendo male, intervenne il collega che fu colpito al volto”.

Nel frattempo erano sopraggiunti altri due agenti della municipale: “La situazione stava diventando tesa, siamo intervenuti per bloccare U. e ammanettarlo, mentre lui continuava a divincolarsi”, aveva ricordato il teste. “A quel punto arrivò anche S.S. inveendo mentre teneva una scaletta in mano. Poi la posò per prendere un’asta, sembrava che ce la volesse spaccare in testa. Il collega è riuscito a bloccarlo”. Era passata anche un’auto della polizia: al fermo avrebbero partecipato in tutto cinque agenti.

La difesa chiedendo l’assoluzione degli imputati aveva invocato come causa di giustificazione per il loro comportamento la “resistenza ad atti arbitrari della pubblica amministrazione”: “Gli agenti tennero una condotta anomala, inficiata da violazione di legge fin dall’inizio del controllo”.

Monica Bruna

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