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Attualità | 15 maggio 2019, 17:30

Dalle Langhe ai vertici del gruppo Fiat: a Murazzano l’ultimo saluto a Gianluigi Gabetti

Domani al santuario della Madonna di Hal le esequie in forma privata del 94enne manager. Per decenni ai vertice del gruppo industriale, ebbe un posto di rilievo nella stretta cerchia degli uomini più vicini alla famiglia Agnelli

Un'immagine del 2013: Gabetti (al centro nella foto) racconta le proprie origini doglianesi ai soci del locale Lions Club

Un'immagine del 2013: Gabetti (al centro nella foto) racconta le proprie origini doglianesi ai soci del locale Lions Club

Questa sera (mercoledì 15 maggio) il rosario in forma privata presso la sua abitazione. Domani mattina, alle 11, le esequie, sempre riservate a familiari e amici presso quel santuario della Madonna di Hal cui il 94enne manager era legato al punto da avervi promosso anni addietro il restauro di alcuni affreschi, prima che nel 2008 l’edificio religioso accogliesse i funerali della moglie Bettina Sichel.

Così Murazzano, piccolo centro dell’Alta Langa tra il Piemonte e la Liguria, conosciuto ai più per i pregiati formaggi e quale teatro di alcune epiche vicende resistenziali raccontate da Beppe Fenoglio nei suoi romanzi partigiani, si prepara a dare l’ultimo saluto a uno dei suoi figli più celebri.  

Nato il 29 agosto 1924 e spentosi nella notte tra lunedì e martedì, Gianluigi Gabetti aveva mantenuto un forte legame col paese d’origine di una famiglia che, qui trasferitasi dalla vicina Dogliani (a ricordarlo lui stesso, ospite anni addietro del locale Lions Club: qui il nostro articolo), dalle Langhe più scomode lo avrebbe visto protagonista di una carriera che ancora giovanissimo lo portò ad affermarsi ai vertici dell’establishment finanziario e industriale italiano, tra i personaggi di vertice del gruppo Fiat e con un posto di rilievo nella stretta cerchia degli uomini più vicini e intimi della famiglia Agnelli.

Una carriera iniziata nella sede subalpina della Banca Commerciale Italiana – dopo la laurea in Legge a Torino, conseguita "cum laude" ad appena 22 anni –, sede della quale sarà vicedirettore dal 1955 al 1965. Era già passato alla Olivetti, impegnato nel risanamento della sua divisione Usa, quando – nell’autunno 1971 – Gianni Agnelli in persona gli offrì di rientrare a Torino per prendere in mano le redini dell'Ifi. Accettò e un anno più tardi, da direttore generale, divenne amministratore delegato della holding finanziaria della famiglia industriale torinese, gettando le basi di un sodalizio che lo avrebbe portato sino alla vicepresidenza della Fiat (1993-1999), alla presidenza dell’Ifil (2003-2008), alla guida di Exor Spa, la holding del gruppo, prima di impegnarsi in prima persona – dopo la scomparsa di Umberto prima e poi di Gianni Agnelli – nella delicata transizione del gruppo industriale e finanziario torinese nelle mani della generazione guidata dal nipote dell’avvocato e attuale presidente di Fca John Elkann.

Tra le sue cariche anche la presidenza della celebre accomandita "Giovanni Agnelli e C.", la cassaforte di famiglia, oltre a incarichi da presidente o amministratore in Banca del Piemonte  e nel consiglio di Deutsche Bank.

Nominato cavaliere del Lavoro nel 1982, si impegnò anche nella Fondazione Agnelli, nel Centro Studi Piemontesi, ai vertici di Lingotto Musica e nel Life trustee of Museum of Modern Art di New York.

Un riconoscimento lo ebbe anche da Alba, in quella che viene considerata la capitale delle sue Langhe, che nel 2008 volle assegnarli il "Tartufo dell’Anno" tradizionalmente conferito in occasione della Fiera del Tartufo.

Ora – mentre anche i massimi vertici istituzionali piemontesi ne ricordano la figura (http://www.torinoggi.it/2019/05/14/leggi-notizia/argomenti/attualita-8/articolo/e-morto-gabetti-braccio-destro-degli-agnelli.htmlqui l'articolo dei colleghi di Torino Oggi) – la piccola comunità langarola ne accoglierà le spoglie nel cimitero del paese, riconoscente per la costante vicinanza e i tanti e generosi atti che questo suo figlio seppe dimostrarle durante la propria esistenza.

Ezio Massucco

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