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Speciale elezioni | 15 maggio 2019, 10:15

Matteo Gagliasso (Lega): "La Regione deve riportare la sanità vicina alle vallate"

"All’anno i cittadini cuneesi “donano” al sistema della sanità regionale somme ingenti per poi vedersi diminuire i servizi, denaro che potrebbe essere riutilizzata in modo utile"

Matteo Gagliasso

Matteo Gagliasso

Quello della sanità è un argomento fondamentale nelle politiche regionali, tra i più concreti per gli abitanti del territorio; abbiamo interpellato Matteo Gagliasso, giovanissimo candidato saviglianese alle elezioni regionali in forza alla Lega sull’argomento.

- Il Piemonte è stato recentemente nominato come regione di riferimento (insieme ad altre) per le politiche sanitarie. Un bel risultato per l’amministrazione uscente: come guarda ai cinque anni appena passati?

Sicuramente è un bel traguardo, ma a quale costo? Certamente visti i risultati il mio pensiero sulla questione non è del tutto negativo. Ma altrettanto poteva essere fatto ancora meglio, e si potrà migliorare in futuro.

Principalmente si dovrà rivedere il sistema dell’assistenza e della cura agli anziani, una tematica particolarmente importante per il territorio dove la popolazione anziana è in netto aumento a fronte di un popolazione giovane in calo. Maggiore attenzione si dovrà prestare poi ai pronto soccorso, presidi importanti nei piccoli centri e molto vicini alla popolazione, nei quali si deve investire sulle competenze del personale.Sarebbe poi necessario chiarire che quando l’assessore Saitta parla di risparmi sugli ordini e sui centri d’acquisto, sta parlando del risultato di una riforma già partita con la precedente amministrazione.

Bene anche gli ultimi fondi sbloccati, forse, infatti nessuno ha ancora ricevuto la DGR dei 9 milioni, dalla Regione in favore degli ospedali di Fossano, Saluzzo e Savigliano, anche se sono arrivati un po’ troppo a ridosso della campagna elettorale per i miei gusti: con essi si potranno portare iniziare alcuni interventi di verifica strutturale e di sicurezza.

- Rispetto al territorio cuneese, quali sono le tematiche principali?

Il mondo della sanità deve ritornare più vicino alla vita delle vallate, innanzitutto. Poi, è necessario completare la “cattedrale nel deserto” che è in questo momento l’ospedale di Verduno (assieme alle opere accessorie, ovviamente), e comprendere quindi come riutilizzare le strutture dei nosocomi di Alba e Bra di modo da chiarirne il futuro. Dico completare, perché è a dir poco vergognoso che la fine lavori venga data a 6 giorni dalle elezioni senza pensare che una struttura così imponente entrerà in funzione non prima di 1 anno. Inoltre tute le strutture nuove non potranno prescindere dalle esigenze dei territori e dei suoi abitanti.

Bisogna infine considerare che all’anno i cittadini cuneesi “donano” al sistema della sanità regionale somme ingenti per poi vedersi diminuire i servizi, denaro che potrebbe essere riutilizzata in modo utile per i cittadini cuneesi. Senza parlare che “grazie” a questa amministrazione regionale il bilancio dell’ASL CN1 rischia di chiudere con una perdita di 6 milioni di euro, cosa che inciderà sicuramente sui servizi, basti pensare alle liste d’attesa per le visite ordinarie, che obbligano la gente, dopo aver pagato le tasse, a spendere ulteriormente per farsi curare privatamente.

- In generale, nel territorio regionale, una delle criticità più serie è l’emorragia di personale sanitario. Cosa può dirci in merito?

Il problema, che ormai sta raggiungendo un’importanza davvero grave, esiste da anni e sembra non si voglia affrontare sul serio. Per farlo, è necessario ampliare il numero di possibili medici con un intervento a monte, per esempio rimuovendo il numero chiuso all'università al primo anno, per poi vedere negli anni successivi se la carriera universitaria permetta la permanenza all'interno del mondo universitario in base agli esami conseguiti.

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