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Curiosità | 15 maggio 2019, 18:43

Bra, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e una cronaca di decisioni disattese

Con Fra Luca, al secolo Pier Giorgio Isella, continuiamo a scoprire uno dei tesori della città (terza puntata)

Bra, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e una cronaca di decisioni disattese

Siamo arrivati alla terza puntata del viaggio in compagnia dello storico Fra Luca, al secolo Pier Giorgio Isella, che ci porta alla scoperta di uno dei tesori più preziosi della città di Bra. Per poter riconoscere con facilità le caratteristiche della chiesa di Santa Maria degli Angeli può essere utile ricordare, anzitutto, che i frati Minori Osservanti vennero richiesti in Bra fin dal 1602, la comunità avviò l’edificazione del proprio convento accanto alla preesistente chiesa plebana di San Giovanni Battista di cui, con la loro presenza e officiatura divennero sostegno.

Le guerre e gli avvenimenti correlati del Seicento “Secolo di ferro”, rallentarono l’ultimazione delle strutture realizzate solo negli anni trenta del secolo XVII. Dagli inizi del seguente secolo XVIII la collaborazione originaria tra i frati e il pievano divenne sempre più difficile, per vicende collegate alla tumultuosa gestione socio-religiosa cittadina, ci furono liti e polemiche clamorose protrattesi ancora nei primi decenni del Settecento, echi delle faide tra i rivali potenti clan famigliari braidesi. L’esito fu l’espulsione dei frati Minori Osservanti dall’officiatura della chiesa di San Giovanni, che furono costretti a ritirarsi nel loro convento attiguo alla chiesa a settentrione. Dopo un lungo confronto fallito tra alcune proposte alternative si decise di costruire una nuova chiesa dei religiosi sul lato opposto, a meridione dello stesso convento. Riportiamo a modo di cronaca alcuni dati d’archivio a partire dalle prime decisioni che condussero alla edificazione della chiesa, in prevalenza annotazioni sintetiche dagli “Ordinati civici” di Bra:

1735 gennaio – A riguardo della lite che contrapponeva il pievano di San Giovanni Battista e i Minori Osservanti, giunse la sentenza del regio Senato favorevole al pievano, questa con la richiesta ai frati di lasciare la chiesa di San Giovanni.

1737 febbraio – Ai religiosi fu richiesto di costruirsi una loro chiesa annessa al convento, ma i frati, già provati dai gravi problemi di statica del loro edificio conventuale di cui occorreva abbatterne parti pericolanti, risposero che nell’area del convento “non trovasi alcun sitto congruo in cui si possa construer detta chiesa”.

1738 febbraio – Circa la divisione da farsi tra i frati e il pievano, mentre si cercavano inutilmente altre chiese o siti alternativi di Bra per spostarvi il convento, giunse anche la sentenza arcivescovile sfavorevole ai religiosi.

1738 ottobre – Iniziata la separazione tra convento e chiesa di San Giovanni. I frati Minori dovettero celebrare ordinariamente Messe e devozioni negli spazi dei corridoi riadattati del loro convento.

1739 aprile – Firmata dalle parti la transazione con cui a San Giovanni si divise il coro con un muro.

1741 settembre – Registrata in Comune e avviata celermente la costruzione del nuovo complesso di culto nell’area meridionale del giardino del convento.

1742 aprile – Posta la “prima pietra” della nuova chiesa di Santa Maria degli Angeli.

1742 autunno – La facciata della nuova chiesa conventuale era già edificata nell’ordine inferiore.

1742 dicembre – Parere scritto dell’ingegnere Bernardo Vittone, che in quel tempo seguiva il parallelo cantiere di Santa Chiara. Per la sua autorevolezza venne chiamato dal Comune a ispezionare il cantiere con la nuova chiesa che si edificava, per i considerevoli danni causati dalle acque colanti, per il sito del pozzo del Piroletto da risanare e adeguare e per ovviare alla nota inconsistenza franosa del terreno della sottostante voragine della Rocca.

1743 agosto – Si ripropose il grave problema delle acque che inondarono il cantiere, venne richiesto l’intervento del signor conte Francesco Isoardo Reviglio della Veneria.  

1743 novembre – Per bonificare il cantiere e il sito del convento e della Rocca vennero impiegati gli uomini di quattro compagnie di “Dragoni della Regina” stanziati in Bra.

1744-1746 – I militari sabaudi occuparono il convento, con danni per l’utilizzo degli ambienti quale ospedale militare.

1751 aprile – Richiesta di soccorso dei frati, perché una parte del convento “minacciava rovina”.

1752 marzo – Ingiunzione del Comune a tutti i braidesi di concorrere a riempire di terra e macerie la voragine della Rocca a rischio di frane.

1753 giugno – I frati fecero comunque benedire la chiesa non finita iniziando ad officiarla.

1756 giugno – I frati riferirono che la chiesa non era ancora coperta dalla volta. Si ha notizia che nel precedente mese di aprile era morto a Torino l’ingegnere Gian Giacomo Plantery, zio, maestro e poi collaboratore in molti luoghi dello stesso Bernardo Vittone. Il 4 luglio morì improvvisamente a Bra il conte Francesco Isoardo Reviglio della Veneria, venne sepolto, come richiesto, nella chiesa nuova. È segnalato che dallo stesso anno e fino al 1766 il pittore Pietro Paolo Operti lavorò periodicamente agli affreschi, alle grisaglie e ai dipinti vari per la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

1760 – Attorno a questa data avvenne l’ultimazione della struttura della chiesa con la costituzione della volta a cupola, i consolidamenti e le cuciture murarie delle lesioni. 

PUNTATA 1

http://www.targatocn.it/2019/03/30/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/bra-al-via-i-lavori-di-manutenzione-del-tetto-della-chiesa-di-santa-maria-degli-angeli.html

PUNTATA 2

http://www.targatocn.it/2019/04/02/leggi-notizia/argomenti/targato-curiosita/articolo/bra-la-chiesa-di-santa-maria-degli-angeli-e-una-storia-rimasta-sottotraccia.html

Silvia Gullino

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