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Curiosità | 17 maggio 2019, 19:14

Online, ma non connessi: le parole della "giornata mondiale di Internet"

Oggi (17 maggio) la ricorrenza; in un mondo "a portata di Google”, le giovani menti devono imparare a gestire le connessioni umane con la dialettica e non con gli emoji

Immagine di repertorio

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Quale miglior giorno, se non oggi (17 maggio) - giornata mondiale di Internet - per riflettere su un mezzo al contempo fantastico e pericoloso?

Leggendo qui e là citazioni a riguardo, una delle tante che colpisce è quella di Aran Cosentino, un ragazzo di diciassette anni diventato famoso per la lotta alla salvaguardia dell’ambiente: “Siamo tutti online ma non siamo connessi”.

Essere connessi con chiunque è stato utile in tanti campi, nel corso della storia: le comunicazioni si sono semplificate e da alcuni anni abbiamo la possibilità di vedere e sentire vicino qualcuno distante molti chilometri da noi. Allo stesso tempo le comunicazioni sensibili si sono complicate, perché tenendo gli occhi sul computer o sullo schermo dello smartphone, non riusciamo a guardare chi sta seduto al nostro fianco.

Internet fa parte della nostra vita. Se non sappiamo qualcosa non ci affidiamo più a enciclopedie infinite, ma semplicemente accediamo a un motore di ricerca e ci affidiamo completamente ai primi risultati che questo ci propone. Internet comodo, insomma, ma inevitabilmente anche superficiale? Sono davvero connessioni, quelle che creiamo quando siamo siamo connessi? Sensibilizzare i giovani alla concretezza è diventato necessario. In un mondo "a portata di Google”, le giovani menti devono imparare a gestire le connessioni umane fuori dalla rete virtuale, basate sulla dialettica reale e non sugli emoji.

Internet è una rete, noi siamo animali: le prime sono sempre state una trappola per i secondi. Che internet sia la nostra?

Sara Giordano

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