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Speciale elezioni | 18 maggio 2019, 15:54

I candidati “Under 30” di CDX e M5S disertano il confronto pubblico: “Qui stasera assistiamo alla sconfitta della Saluzzo democratica”

Il dibattito si svolge in ogni caso, alla presenza solo dei giovani che appoggiano la candidatura del sindaco uscente Mauro Calderoni. Matteo Eandi, presidente di Liberalmente Giovani: “Credo che chiunque si candidi, portando avanti la rappresentanza diretta del popolo, non dovrebbe mai lasciare queste sedie vuote”

Il confronto di ieri sera. Sul palco le sei sedie lasciate vuote - FOTO PIETRO BATTISTI PH

Il confronto di ieri sera. Sul palco le sei sedie lasciate vuote - FOTO PIETRO BATTISTI PH

Non c’è stato alcun confronto – ieri sera (venerdì) – a Saluzzo, tra i candidati alle elezioni comunali del 26 maggio “under 30”.

Sul palco dello spazio giovani – gremito di pubblico – nell’ex caserma Mario Musso sei delle dodici sedie posizionate per accogliere un candidato giovane per ogni lista, sia del centrosinistra che del centrodestra e del Movimento 5 Stelle sono rimaste vuote.

I giovani delle compagini che appoggiano le candidature a sindaco di Alessandra Piano e Piercarlo Manfredi, “dopo aver confermato la propria partecipazione” ha detto Matteo Eandi, presidente di Liberalmente Giovani (l’associazione che ha organizzato il confronto) non si sono presentati.

Quando Eandi li ha chiamati per salire sul palco, dalla platea non si è alzato nessuno.

Nessun confronto, dunque, ma l’assenza di due schieramenti su tre non ha comunque fermato lo svolgimento della serata. Che dal dibattito si è trasformata in una “chiacchierata” con i giovani di “Insieme si può” e dei “Moderati”, che appoggiano la candidatura del sindaco uscente Mauro Calderoni.

Siamo molto rammaricati – ha aggiunto Eandi – che due compagini su tre non abbiano preso parte al dibattito, evento sempre utile qualunque siano i pareri. Un appuntamento di altissima democrazia, per un voto consapevole, specie per ragazzi giovani”.

Sul palco Giuseppe Cavaglieri (Sinistra saluzzese), Andrea Ingaramo (Polo civico per Saluzzo), Andrea Tagliano (Una città da amare), Alice Costamagna (Città Democratica), Chiara Pirito (Uniti per Saluzzo), Matteo Pecchenino (Moderati per Saluzzo).

Ai candidati è stata chiesta una “visione della Saluzzo che vogliamo, che guardi al futuro”.

Ecco come i giovani hanno risposto alle domande di Matteo Eandi, Davide Debernardi, Francesco Piccat, Germana Bussi e Andrea Carpani.

Su quali ambiti dell’economia saluzzese vi orientereste per la crescita della Città e in che modo?

Ingaramo: “Agricoltura, frutticoltura e zootecnia. Penso alla fiera di San Chiaffredo ed alla pubblicizzazione dei prodotti della zona, compresi, dopo la fusione con Castellar, le eccellenze della Valle Bronda. Senza considerare che con unione e collaborazione di area vasta possiamo andare a pubblicizzare i prodotti anche fuori dal Saluzzese e dalla provincia”.

Lavoro giovanile: cosa fare per permettere a Saluzzo di attrarre sempre più lavoratori, sia giovani che meno giovani.

Cavaglieri: “Sono competenze non strettamente comunali, ma regionali, poi declinate agli organi provinciali. Esistono già tavoli di lavoro con tutti gli Enti coinvolti. Pensiamo al ‘Network Monviso’, che sicuramente è da implementare. Penso al Monviso Solidale, il cui operato è sicuramente da allargare in futuro. E poi, la mia esperienza personale: ho trovato lavoro a tempo indeterminato con il Centro per l’impiego. A volte il lavoro basta cercarlo: Saluzzo offre una grandissima possibilità di crescita”.

Politiche giovanili. Ci sono eventi che si potrebbero promuove per far sì che i giovani delle città circostanti, delle Valli e della pianura vengano a Saluzzo, considerata come polo attrattivo?

Pirito: “Secondo me occorre riproporre eventi in modo diverso, come la WeyCup. Sicuramente la collocazione della biblioteca nell’ex caserma Musso potrà attirare un nuovo numero di giovani, con l’offerta di libri ampliata, con lo spazio giovani, con la sala studio oppure ancora la sala prove musicali”.

Saluzzo offre molti eventi. Le altre Sette Sorelle spesso sono citate sui social come città che riescono ad attrarre più gente. Avete in mente modalità di pubblicità più efficaci?

Pirito: “Il progetto del Centro Commerciale Naturale garantisce una rete di rapporti tra gli esercizi commerciali della città, che in totale sono 535. Avrà lo scopo di aumentare la pubblicità di eventi e dell’offerta commerciale saluzzese. Gestire la comunicazione digitale in modo professionale finora è stato un tallone d’Achille”.

La piattaforma di compartecipazione civica e comunale come si implementerà? Si passerà ad esempio attraverso la Fondazione Amleto Bertoni o attraverso l’assessorato competente?

Pirito: “A Saluzzo c’è un grande contatto con le Associazioni: spesso è stato affidato a loro il ruolo della gestione locale. Penso a Villa Radicati, gestista da un’Associazione che affida lo spazio al privato, che richiede a Comune l’utilizzo. Al Comune devono restare in capo i grandi eventi”.

Saluzzo dovrebbe essere un punto di riferimento per i Comuni circostanti, creando un movimento sinergico che porti avanti le istanze del territorio. Quali i punti dedicati alla sinergia per creare un grande polo? Qualcosa è già stato fatto, ma c’è sempre da migliorare.

Cavaglieri: “Sono passati 600 anni da quando Ludovico II fece scavare il Buco di Viso. Assistiamo sempre al confronto tra Alba e Saluzzo in merito all’offerta culturale e turistica. Alba ha le Langhe e Saluzzo ha le Terre Monviso e le Valli occitane. Grazie a questo sono stati intercettati importanti finanziamenti. In caso di vittoria nei prossimi mesi vedrà la luce la creazione di un polo ancora più grande. Con i bandi per la messa in sicurezza del Colle dell’Agnello e della Maddalena Saluzzo sarà il primo punto di riferimento che il francese si trova. Sarà il cuore dell’attività culturale e turistica dalle infinite possibilità”.

I giovani non pensano solo alla movida o a far festa, ma anche alla crescita personale, ad allargare gli orizzonti. Riusciamo a dare un servizio di prossimità e collegamento tra le possibilità e la cittadinanza?

Cavaglieri: “L’Europa è una risorsa per il territorio. Saluzzo è stata brava a intercettare fondi europei, grazie alle specializzazioni assunte dagli uffici comunali di rispondere ai bandi.

Poi esistono le scuole, i progetti Erasmus. È però fondamentale creare un collegamento tra il privato e ciò che intende costruire. L’Unione Europea non è difficile da raggiungere, anche per ogni singolo individuo”.

Cultura. Saluzzo ha un patrimonio artistico enorme. Quali i progetti per incentivare e implementare il patrimonio, sia per i saluzzesi che per i turisti?

Tagliano: “Le nuove proposte culturali prevedono mostre, feste ed eventi che mettano sempre al centro le bellezze che abbiamo e la gente. Start è l’esempio di un evento artistico-culturale dove non c’è la mostra di Caravaggio su un muro bianco, ma installazioni artistiche nei luoghi più belli della Città. Crediamo che così la gente che viene si possa rendere conto anche del contenitore, fatto di edifici e di persone”.

Turismo. Dai dati pubblicati dal Comune si apprende che i turisti sono in crescita. Facciamo fatica a vedere questo numero sempre più grande. Come leggere i dati? L’incremento si concentra soprattutto in determinati strutture? In un determinato periodo dell’anno? Come far sì che le nostre bellezze siano sempre maggiormente fruibili anche agli stranieri?

Cavaglieri: “Si percepisce poco la presenza turistica perché si sta costruendo una progettualità per far sì che Saluzzo possa ospitare un turismo non ‘toccata e fuga’. C’è bisogno che si creino itinerari e percorsi che portino a vistare anche i luoghi del circondario.

Ci dev’essere attenzione per i turisti stranieri: le porte di valle sono realtà che puntano a mettere in comunicazione tutte le attrattive presenti su territorio: una sinergia tra realtà per portare un territorio intero, e non solo Saluzzo”.

Integrazione. A Saluzzo negli anni si sono create varie comunità, non solo quella, piccola, degli stagionali, quando arrivano. Come pensate ad un processo di integrazione che permetta a giovani immigrati di sentirsi saluzzesi sia di oggi ma anche di domani? Come giungere ad una Saluzzo multietnica senza lasciare che si creino ghetti.

Tagliano: “L’integrazione del cittadino parte da noi ragazzi. A Saluzzo sono importanti le associazioni, gli eventi giovanili. All’interno dello spazio giovani si conoscono tanti ragazzi anche stranieri. Noi non crediamo che ci sia una ghettizzazione: Saluzzo ha molteplici opportunità di riunirsi, per una scusa o per l’altra. Crediamo che l’Unione tra culture ci sia già: va implementata.

Il modo migliore per integrarsi è comunque vivere nella normalità”.

Cavaglieri: “L’integrazione non è da intendersi solo per stranieri, ma anche per le fasce deboli. Servono lavoro, casa e famiglia. A Saluzzo ricordiamo la presenza del centro famiglia, con l’enorme successo della ludoteca, che prossimamente troverà posto qui nell’ex caserma Musso”.

Urbanistica e decoro pubblico. Un intervento che vi piacerebbe fare e che migliorerebbe Saluzzo.

Pirito: “Sulla viabilità ci sono tanti lavori che si possono fare. Una riqualificazione urbana potrebbe giovare a Saluzzo. Pensiamo ai parcheggi decentrati che, associati ad un servizio di navette gratuito, potrebbero eliminare problemi di ingorghi del traffico del centro. Indispensabile sarà anche la Tangenziale Est, il cui progetto è stato pagato dal Comune. La riqualificazione delle aree verdi è già in atto, e per quanto ci riguarda questa deve rimanere”.

Costamagna: “Anche su Maria Ausiliatrice, un tempo spazio di integrazione poi con gli anni lasciato un po’ alle sue sorti, ci sarà una riqualificazione, che porterà ad avere una bella vetrina, con nuovi campi che favoriranno l’aggregazione e l’organizzazione di tornei ed eventi”.

Guardando al passato, un rammarico per un qualcosa di non fatto ed un aspetto di cui andar fieri. 

Pecchenino: “Sono state fatte tantissime cose. Alcune si potevano far meglio, come pubblicizzare meglio gli eventi. Sono nato nel 1992, non ho un’altra idea di Europa che non sia quella in cui sono nato”.

Pirito: “Non mi viene in mente una cosa non fatta. Mi ricollego all’aspetto della pubblicità, poca ad esempio all’interno delle scuole. L’aspetto di cui andar fieri sicuramente ‘C’è fermento’, a mani basse”.

Costamagna: “Ci sono un sacco di cose in via di sviluppo e c’è una base solida e concreta. Ricordo quando da Torino si veniva a ‘C’è fermento’ e ci si fermava il giorno dopo per visitare Saluzzo. Chi viene a divertirsi scopre anche città”.

Tagliano: “Penso ai rifiuti: la pecca è stata il non riuscire a sensibilizzare in modo puntuale e rapido la cittadinanza. Con il porta a porta in centro c’era gente che portava i rifiuti nelle frazioni. La colpa, se tale può essere, è dovuta alla mancanza di sensibilizzazione. Ci sono progetti di educazione civica che tendono a prendere la gente per sfinimento. Il 78% di rifiuti differenziati fa si che, anche se economicamente il servizio costa di più, l’imposta non sia mai aumentata. È un aspetto che poteva essere utilizzato per sensibilizzare”.

Ingaramo: “Il PAS è sicuramente da migliorare, per continuare a dare l’esempio a tutta l’Italia. Come cittadino sono fiero dell’isola pedonale: il salotto che si meritava Saluzzo ma che deve vivere in simbiosi con il centro storico”.

Cavaglieri: “Mi rammarica che i saluzzesi hanno lasciato finire i Carrinifrutta e il Carnevale in frutta. C’era la possibilità di portare una specialità nuovissima in Europa, ce l’avevamo solo noi: potevamo crederci un po’ di più, comprese le Associazioni di categoria. Il progetto PAS è una cosa bella, dalla quale non si può più prescindere. Se avete dubbi scriveteci, perché è importante che Saluzzo capisca bene di cosa si tratta”.

Terminati gli interventi, toccherà ancora a Matteo Eandi chiudere la serata. Dopo tutte le domande rivolte ai candidati, il presidente di Liberalmente Giovani ha voluto togliersi qualche “sassolino” dalla scarpa, dopo le accuse di “poca imparzialità” rivolte alla sua associazione, in fase di organizzazione del dibattito.

Le sedie che vedete vuote – ha detto – sono la causa solo e soltanto di interessi personali. Questa serata è stata organizzata con regole precise: nessuno aveva idea di cosa avrebbe trovato qua. Ci dispiace quindi vedere delle sedie vuote.

Chiunque ha scelto di non partecipare a un confronto pubblico, ritenendolo inutile, non solo fa un torto a Saluzzo e a sé stesso, ma anche ai principi fondamentali della democrazia.

Credo che chiunque si candidi, portando avanti la rappresentanza diretta del popolo, non dovrebbe mai lasciare queste sedie vuote. Qui stasera assistiamo alla sconfitta della Saluzzo democratica”.

 

Nicolò Bertola

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