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Politica | 20 maggio 2019, 11:17

Fossano al voto: alcune proposte di Cristina Ballario

La candidata a Sindaco parla di attività produttive, sanità, urbanistica e lavori pubblici

Fossano al voto: alcune proposte di Cristina Ballario

Mancano pochi giorni al voto. Il 26 maggio i fossanesi saranno chiamati per scegliere il prossimo Sindaco. Cristina Ballario svela altri dettagli del suo programma.

Attività produttive: Si parla di lavoro, ma senza imprese il lavoro, naturalmente, non si crea. Si è parlato di incentivi alle aziende che intendono insediarsi sul territorio e a quelle che aumentano il numero di dipendenti. Fossano è stata la prima delle 7 Sorelle ad adottare misure di incentivazione alle imprese e, ciò nonostante, la crescita economica tarda a farsi sentire. Dov’è dunque il nodo che spinge le aziende a non insediarsi a Fossano e come intendete risolverlo?

Più che incentivi economici le attività produttive hanno bisogno di tempi certi e, soprattutto, brevi. I professionisti devono essere rapidamente informati dello stato delle pratiche. Occorre che i professionisti e gli imprenditori abbiano un punto di riferimento unico per tutta la durata della pratica e che non ci siano tempi morti.

Sanità: Un ospedale che era quasi un contenitore vuoto diventato centro di riabilitazione di I e II livello con personale e strumentazioni all’avanguardia. Investimenti pesanti previsti nel piano direttorio dell’ASL dopo un braccio di ferro abbastanza lungo per difendere il Santissima Trinità. Ora si dovrà andare avanti. In che modo? Quali saranno i passi per l’Hospice e cosa comporterà? Perché non è possibile riattivare il pronto soccorso?

Partiamo dalle certezze: il Pronto Soccorso fa parte di quanto realizzabile nell’immediato, perché non è previsto come struttura di un ospedale di riabilitazione. Dimentichiamo il PS come era una volta: un medico e un’infermiera. Adesso il PS si chiama DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) e deve prevedere una dotazione di strumenti e di medici sempre presenti che è impensabile per una saletta di astanteria. Spero che questo fatto venga compreso. Il grosso vantaggio nell'avere trasformato l'ospedale in centro di eccellenza riabilitativa e unico riferimento per tutta l'ASL è facilmente comprensibile: o si faceva così oppure si rischiava la chiusura totale, anche per il fatto che la struttura architettonica, bellissima, è totalmente inadatta ad un ospedale moderno. Per l'hospice il passo è praticamente fatto: dopo il ritiro della Curia, l'ASL ha deciso di farlo in proprio, utilizzando spazi dell’ospedale che vengono liberati.

Welfare: si parla molto di nuovo welfare, di quel sistema, insomma che tende a insegnare a pescare invece di regalare il pesce. Si sta assistendo a un percorso verso l’abbandono dell’assistenzialismo in campo sociale, mentre aumentano gli strumenti per attivare borse lavoro, tirocini che accompagnino persone in difficoltà attraverso la dignità del lavoro. Come si intende operare affinché possano aumentare queste opportunità? Siamo in un momento storico in cui la parola inclusione deve essere declinata in diverse situazioni: non solo inclusione nella diversa abilità, ma anche nella diversa provenienza etnica, genere, religione. Si è fatto un grosso lavoro sulle antenne antiviolenza, ma ci sono passi ancora da fare: come intendete procedere?

Ci sono realtà del nostro territorio, come la Fondazione NoiAltri e il Consorzio Monviso Solidale e molte altre, che hanno fatto da collante tra i bisogni di una parte di popolazione svantaggiata e i servizi disponibili. Non credo nell’assistenzialismo fine a se stesso, ma nella dignità che viene dal lavoro, dalla partecipazione. Credo sia fondamentale sostenere quegli enti che contribuiscono a valorizzare le persone, aiutandole a ripensarsi e a rimettersi in gioco. Spesso da soli è difficile, ma con il giusto appoggio, è possibile ripartire con nuovi percorsi di vita e professionali. È indispensabile evitare che le persone si sentano sole, se in difficoltà, per evitare che non trovino la forza di ripartire.

Il progetto NEW ad esempio mette in rete Comuni, Asl, Caritas e Consorzi per creare sinergie sui temi di casa, Lavoro e accompagnamento al reddito basandosi sulle buone pratiche del territorio come l’Officina del Possibile, il Pensolato, ManuAttenzioni e altri casi del fossanese che sono stati portati ad esempio di buone pratiche a livello provinciale.

Urbanistica: è stato avviato il percorso di pedonalizzazione con l’asse che collega piazza delle Uova a piazza Castello. I fossanesi sono divisi tra chi considera indispensabile continuare con la pedonalizzazione coinvolgendo anche la parte centrale di via Roma e chi, invece, vorrebbe un’inversione del percorso. Qual è la posizione delle CentoLampadine. Se si intende procedere quali saranno gli step per ottenere il miglior risultato in termini ambientali, di decoro urbano e commerciali?

Per il momento è avviato il percorso per l’asse trasversale. Occorre che si inseriscano nella zona pedonale esistente nuove attività produttive. In questo momento il rischio è di chiudere via Roma e intasare le vie limitrofe che fanno comunque parte del centro cittadino. La morfologia della nostra città è costituita da portici, via Roma si può chiudere per eventi concordando le chiusure con gli addetti ai lavori e offrendo loro l’opportunità di stare aperti

Lavori Pubblici: Posti i limiti del patto di stabilità e i tempi dettati dal codice degli appalti, ci sono capitoli che sono stati, in questi anni, giudicati insoddisfacenti: asfaltature, rifacimento di marciapiedi, manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole. Qual è secondo voi il metodo corretto per procedere agli interventi e come si intendono sostenere le spese necessarie alle manutenzioni.

Il Comune di Fossano è virtuoso, le spese sono garantite, ma occorre pianificarle. Bisogna fare un piano ben coordinato. Le risorse sono quelle del gettito tributario. La nostra priorità e per il verde pubblico, la viabilità, le manutenzioni e l’edilizia scolastica e sportiva per i quali e possibile intervenire anche utilizzando lo strumento degli accordi quadro. Il decoro urbano rientra nell’amministrazione ordinaria perché sono servizi essenziali che non possiamo dimenticare e che saranno, per noi, prioritarie.

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