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Speciale elezioni | 22 maggio 2019, 15:30

Paolo Allemano (Partito Democratico): "Abbiamo fatto tanto anche per l'universo delle disabilità, vogliamo continuare a farlo"

"Dal settore ho avuto molto in termini umani, in questi cinque anni di attività. È un ambiente in cui le persone sono davvero ciò che sono, una realtà fatta di rapporti umani autentici"

Paolo Allemano

Paolo Allemano

Dal settore ho avuto molto in termini umani, in questi cinque anni di attività. È un ambiente in cui le persone sono davvero ciò che sono senza infingimenti, una realtà fatta di rapporti umani autentici e lontani dalle logiche “dell'apparenza” che spesso caratterizzano vari momenti della nostra quotidianità”.

La fragilità rende autentici. A parlare è Paolo Allemano – saluzzese e candidato consigliere regionale in forza al Partito Democratico – e il settore a cui fa riferimento è quello legato alle tematiche concernenti le persone disabili, che nei cinque anni di governo Chiamparino hanno ricevuto molte attenzioni da parte dell'amministrazione regionale.

- Partiamo dal principio. Quando avete preso in mano la Regione, cinque anni addietro, in che situazione vi siete trovati rispetto alla tematica?

L'amministrazione Cota aveva palesato l’intenzione di ricondurre la responsabilità dei servizi alla persona ai singoli Comuni, negando e mortificando il ruolo degli enti gestori dei servizi. In allora ero sindaco e i comuni erano tormentati dal quesito se fosse possibile o meno avvalersi dell’operato degli enti gestori per il welfare.

Una ambiguità che abbiamo superato con slancio riconoscendo negli enti gestori organi con compiti di funzione e servizi, dotati di specializzazioni e competenze importanti, imprescindibili nell’affrontare il tema dei servizi alla persona. La stessa logica ci ha portati a trasformare le IPAB con alto volume di lavoro nell’assistenza, in aziende di servizi alla persona.

- Avete prestato quindi particolare attenzione agli enti gestori. Vuole parlarcene?

Il modo più concreto per farlo – apparentemente semplice ma di certo non scontato - è stato garantire risorse al comparto. Abbiamo poi promosso attività di potenziamento del terzo settore, in modo da farlo diventare partner privilegiato del “mondo welfare” e non una sua componente suppletiva.

- In cosa e come si è sostanziato il vostro sforzo dal punto di vista legislativo?

Prima di tutto abbiamo cercato di spostare l'attenzione sulla “persona disabile” mettendola al centro di tutte le politiche. La legge sulla disabilità promossa dalla collega Enrica Baricco, alla quale ho dato tutto il mio appoggio, garantisce questi obiettivi in attuazione della convenzione ONU sui diritti delle persone disabili del 2006 e impegna per il futuro la Regione alla pianificazione trasversale delle attività tra i vari assessorati e con le associazioni.

Abbiamo poi garantito le risorse in materia di superamento delle barriere architettoniche riservando un fondo da 25 milioni di euro ai privati intenzionati a eliminarle nelle proprie abitazioni. I fondi statali si erano bloccati nel 2004 e quelli regionali nel 2011. Abbiamo affrontato l'argomento del “dopo di noi” impegnando risorse statali e regionali avendo come obiettivo la vita indipendente della persona disabile. Con strumenti quali i PASS (percorsi di attivazione sociale sostenibile) e il SIL (servizio inserimenti lavorativi) abbiamo favorito la socialità e gli inserimenti lavorativi delle persone disabili.

Ultimo – ma non ultimo – abbiamo destinato oltre 620mila euro per l'adeguamento dei parchi gioco comunali alle esigenze delle persone disabili; 78 comuni hanno risposto alla nostra offerta lanciando progetti bellissimi e anche innovativi.

- E dal punto di vista di progetti e attività in generale?

Molto resta da fare sui progetti legati all'indipendenza delle persone disabili e il mondo del lavoro ma la linea è tracciata. Cito ancora il progetto Welfare Cantiere Regionale (WE.CA.RE.), un pacchetto da 11 milioni con misure dedicate a promuovere l'innovazione sociale nel terzo settore, inclusivo di incentivi per le aziende più aperte al tema.

Importante infine il progetto di “montagna terapia” - nel quale sono stato coinvolto in prima persona - che ha avvicinato le persone disabili all'esperienza del vivere la montagna, ciascuna con i propri mezzi e possibilità in un ambiente che favorisce relazioni ed etica di solidarietà.

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