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Cronaca | 24 maggio 2019, 07:41

Produceva Barolo non conforme al disciplinare di produzione: sei mesi di reclusione e seimila euro di multa per il titolare di un'azienda

Le indagini sono state condotte dal NAS Carabinieri di Alessandria; il vino ottenuto, sebbene non avesse i requisiti per assurgere alla Denominazione di Origine è stato presentato come "atto a divenire Barolo DOCG" ed etichettato come "BAROLO DOCG"

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Nell'ambito dell'attivita di contrasto alla contraffazione e sofisticazione nel settore vitivinicolo, il NAS Carabinieri di Alessandria ha svolto un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti - PM Dott ssa Francesca Dentis - conclusasi con la recente condanna, emessa dal Tubunale di Asti, del titolare di un'azienda ubicata in provincia di Cuneo alla pena di mesi 6 di reclusione e 6mila euro di multa per i reati di contraffazione di Indicazioni Geografiche Tipiche, contraffazione di Indicazioni Geografiche e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

La sentenza scaturisce dagli esiti di un attività investigativa originata da un controllo presso un'azienda agricola e vitivinicola cuneese che ha permesso di stabilire che parte delle operazioni di vinificazione di uve nebbiolo delle vendemmie 2013, 2014, 2015 e 2016, atte alla produzione di vino Barolo DOCG - quali deraspatura, pigiatura, fermentazione e pressatura - erano state ettettuate presso un altro stabilimento dell'azienda situato in un'area non riconosciuta dal Disciplinare di Produzione del vino Barolo DOCG.

Il vino ottenuto, sebbene non avesse i requisiti per assurgere alla Denominazione di Origine è stato presentato come "atto a divenire Barolo DOCG" ed etichettato come "BAROLO DOCG", a seguito del riconoscimento ottenuto dall'Organismo certificatore, tratto in inganno dalle false dichiarazioni riportate sul registri di vinificazione dell'azienda indicanti operazioni inesistenti, di fatto mai avvenute presso la cantina autorizzata.

Il vino, quindi, anche se con le caratteristiche intrinseche del Barolo DOCG per materia prima utilizzata e procedura seguita, è stato ottenuto in violazione alle norme imposte dal Disciplinare di produzione e la condanna del titolare risulta essere la prima nei confronti di un viticoltore ritenuto responsabile di aver violato le norme contenute nel disciplinare di produzione, introdotte dagli stessi produttori per qualificare e valorizzare il particolare prodotto di quell'area geografica.

Con il provvedimento giudiziario il Tribunale ha inoltre disposto la confisca e distruzione dei Contrassegni di Stato e registri di cantina, sottoposti a sequestro nel corso delle indagini preliminari, nonche di 258 ettolitri di vino atto a diventare Barolo DOCG di varie annate, 692 botighe di vino falsamente attestato barolo DOCG per un valore complessivo di 270 mila euro.

comunicato stampa

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