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Politica | 24 maggio 2019, 22:41

Elezioni regionali: così sentenziarono le urne nel 2014

A due giorni dall’apertura dei seggi rivediamo cosa avvenne nel Cuneese analizzando i voti ottenuti dai partiti e le preferenze attribuite ai protagonisti della consultazione di cinque anni fa. Sette, complessivamente, i cuneesi che varcarono la soglia di Palazzo Lascaris

Elezioni regionali: così sentenziarono le urne nel 2014

Sono quattro i candidati in corsa per la presidenza della Giunta regionale del Piemonte. Inutile nascondere che Sergio Chiamparino, governatore uscente, espressione del centrosinistra, e Alberto Cirio del centrodestra sono i due principali protagonisti della sfida regionale.

C’è comunque attesa, per via della tensione che caratterizza in questi giorni i rapporti tra i due partiti di governo, Lega e 5 Stelle, anche per il risultato di Giorgio Bertola, candidato presidente pentastellato. Una vera e propria incognita è invece rappresentata da Valter Boero, che guida il Popolo della Famiglia.

A mezzanotte scatta il silenzio. In attesa del responso delle urne che si conoscerà soltanto nella serata di lunedì (lo spoglio delle regionali inizierà alle 14 di lunedì 27), gettiamo uno sguardo su quanto successe cinque anni fa nella nostra provincia.

Nella scorsa tornata elettorale regionale del 2014, furono sei i candidati presidenti: Sergio Chiamparino (centrosinistra), Gilberto Pichetto Fratin (centrodestra non unito), Davide Bono (5 Stelle), Guido Crosetto (Fratelli d’Italia), Enrico Costa (Ncd-Udc) e Mauro Filingeri (L’altro Piemonte a sinistra).

Ottennero, nei 250 Comuni della Granda, rispettivamente il 45,60%, il 22,50%, il 16,60%, l’8,48%, il 5,96% e lo 0,83%. Da rilevare come dei sei candidati alla presidenza, due fossero cuneesi, Crosetto e Costa.

L’altra annotazione, di carattere politico, è che il centrodestra arrivò all’appuntamento diviso in tre tronconi: Forza Italia-Lega con Pichetto, FdI con Crosetto e la componente centrista con Costa. Questa situazione favorì indubitabilmente l’elezione di Chiamparino che nel Cuneese ottenne 138.636 voti (45,6%).

Questi i risultati, riferiti alla nostra provincia, delle sei liste che lo appoggiavano: Pd 74.595 voti (29,7%); Chiamparino per il Piemonte 26.886 (10,7%); Scelta Civica 6.777 (2,7%); Moderati 5.367 (2,1%); Sinistra Ecologia e Libertà 3.522 (1,4%); Italia dei Valori 1.654  (0,6%).

Due i consiglieri regionali espressi dal Pd sulla quota proporzionale nella Circoscrizione di Cuneo: Francesco Balocco (4577 preferenze) e Paolo Allemano (3146). Uno quello eletto nella lista Chiamparino per il Piemonte: Alberto Valmaggia (7037). Quest’ultimo risultò, in assoluto, il candidato più votato nella Granda. Proprio questo alto numero di preferenze fece scattare il secondo seggio alla sua lista. Nel “listino” di Chiamparino, espressione dei Moderati, c’era Maria Carla Chiapello, che venne eletta al traino del governatore, andando ad implementare la rappresentanza cuneese del centrosinistra.

Questi i voti ottenuti dal centrodestra di Pichetto nel Cuneese: Forza Italia 36.927 voti (14,7%); Lega 26.864 (10,7%); Partito Pensionati 1.434 (0,6%); Destre Unite 637 (0,2%); Civica per il Piemonte 554 (0,2%); Verdi Verdi 475 (0,2%); Grande Sud-Azzurri Italiani 196 (0,1%). Due i cuneesi espressione del centrodestra eletti nella Granda: Franco Graglia (Forza Italia, 2820 preferenze) e Gianna Gancia (Lega, 6284). L’unico, oltre alle forze politiche citate, ad esprimere un seggio in provincia fu il MoVimento 5 Stelle, che mandò a Palazzo Lascaris Mauro Campo (654).

Grande escluso risultò l’ex assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, il quale, dopo essere stato estromesso dalla Lega con un colpo di mano, si era candidato nel Nuovo Centrodestra-Udc portando in dote 4326 preferenze personali, non sufficienti però a far raggiungere il quorum al suo partito che infatti rimase fuori dal Consiglio regionale.           

Giampaolo Testa

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