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Al Direttore | 07 giugno 2019, 12:49

Caso Fondazione Crc, la Cassazione rigetta il ricorso contro Ezio Falco: "Si chiude definitivamente una pagina molto dolorosa per me"

Riceviamo e pubblichiamo

Caso Fondazione Crc, la Cassazione rigetta il ricorso contro Ezio Falco: "Si chiude definitivamente una pagina molto dolorosa per me"

Ieri pomeriggio ho ricevuto la notizia che, con Sentenza della Cassazione, il ricorso proposto dal signor Menardi Mario (vice direttore de Il Corso, di cui era all’epoca direttore il fratello Giuseppe, già sindaco di Cuneo) e dal Gruppo 19 marzo (fondato dai signori Benigni Carlo, Sturlese Ugo, Tomatis Paolo ed altri), era stato rigettato nell’udienza tenutasi il 6 dicembre 2018.

Ricordo che la causa promossa da Falco Ezio e da Molinengo Fulvio (in allora Presidente e Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), con l’appoggio della Fondazione medesima, nacque a seguito dell’affissione massiccia sui muri di Cuneo, Alba e Mondovì, di manifesti palesemente lesivi dell’onore, della reputazione e dell’immagine dei soggetti di cui sopra.

Tale vergognosa campagna denigratoria fu effettuata nei mesi di aprile e maggio 2012, nel corso della campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Cuneo, in cui partecipava come candidato sindaco per la sinistra il signor Garelli Gigi, che appoggiò entusiasticamente tale iniziativa, anche partecipando a momenti pubblici a sostegno delle tesi del manifesto.

Nel maggio 2012, Falco, Molinengo e la Fondazione iniziarono la causa civile nei confronti de Il Corso e del Gruppo 19 marzo.

Questa campagna denigratoria traeva origine dalla decisione presa l’11 marzo 2010 dal CdA della Fondazione, di non confermare il signor Bertolotto Piero nel consiglio di UBI Banca e alla presidenza della BRE Banca. Il soggetto in questione scatenò una “guerra”.

Nonostante l’impegno e le risorse anche economiche messe a disposizione della causa, il signor Bertolotto terminò in allora la sua carriera di banchiere.
Tornando alla “Causa Manifesti”, a ottobre 2014 ci fu la Sentenza di I grado presso il Tribunale di Cuneo, con la condanna de Il Corso e del G19 marzo a devolvere 15.000 € ad ognuno dei tre soggetti denigrati (Falco e Molinengo li lasciarono alla Fondazione), a pubblicare la sentenza sui giornali e a pagare in solido le spese processuali.

Successivamente i soccombenti fecero appello al Tribunale di Torino, che a ottobre 2016 dichiarò inammissibile l’appello, condannandoli al pagamento delle spese processuali.

Nell’aprile 2017, Il Corso e il G19 marzo, presentarono ricorso in Cassazione, di cui si conosce ora la Sentenza per loro negativa (l’ennesima). Contemporaneamente alla causa indotta da Falco e Molinengo, il signor Bertolotto, ad aprile 2011 (qualche giorno dopo non essere stato confermato alla presidenza della BRE) e il signor Mana (in allora Consigliere della Fondazione) a febbraio 2014, presentarono distinte denunce penali contro Falco e Molinengo per “presunti rapporti societari …… e favoritismi in un appalto”, in sintesi “presunta corruzione fra privati”.
Nel giugno 2016 il tribunale di Cuneo archiviò le denunce.

In sintesi, questi signori, hanno perso sempre.
Sconfitte giudiziarie, sconfitte politiche, sconfitte carrieristiche, che li hanno consegnati all'oblio.

Contemporaneamente sono spariti dalla scena pubblica o sono prossimi a farlo, politici che li hanno appoggiati in questa “guerra” o che hanno taciuto per paura o per convenienza, situazione per me molto dolorosa e, a mio parere, vergognosa per la nostra comunità.

Chissà se considereranno definitive queste plurime sconfitte o se vorranno continuare con pervicacia nella loro “azione purificatrice”, tendente a capovolgere di 180° la realtà delle cose?

Se volessero continuare, suggerisco loro di rivolgersi subito al Tribunale dell’Aja, successivamente all’ONU, in attesa della Sentenza Definitiva... del Padre Eterno.
AD MAIORA!

Ezio Falco

NOTA DI REDAZIONE: chi intendesse replicare a questa missiva può scrivere a direttore@targatocn.it

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